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Benni Purner ph Hannes Mair
Benni Purner ph Hannes Mair
Benni Purner su Remember Mi ph Hannes Mair
Benni Purner su Remember Mi ph Hannes Mair
Lofoten ph Hannes Mair
Lofoten ph Hannes Mair
Alci a Sordalen ph Hannes Mair
Alci a Sordalen ph Hannes Mair
Benni e Albert ph Hannes Mair
Benni e Albert ph Hannes Mair

NORVEGIA ICE

By Leichtfried e Purner

12 Marzo 2011

 

Appena tornato dal grande nord, Albert Leichtfried, come promesso, ci ha inviato il report del viaggio con Benni Purner e il fotografo Hannes Mair in alcune zone selvagge delle Norvegia settentrionale alla ricerca di linee inedite di ghiaccio verticale.
Lo scalatore austriaco è stato invitato dal Club Alpino norvegese, con altri ice climber europei, alle isole Lofoten per promuovere l’apertura di nuovi itinerari. Ha quindi colto l’occasione per esplorare anche altre aree attraenti. Nonostante la meteo non sempre favorevole i nostri hanno fatto ritorno sulle Alpi con un bottino ragguardevole….
 
Lavangen
Søylafoss WI6
Salangen
Flågbekken WI5/6
Bønes
Frozen Bønes 250m WI6 X/R
Sordalen
Stalker 700m WI6/M7 (nuova via aperta onsight)
remember Mi WI7-/M8 (nuova via aperta onsight)
 
Caccia al ghiaccio intorno a Narvik
 
Albert Leichtfried e Benedikt Purner esplorano il paese dalle infinite possibilità di scalata su ghiaccio
 
 
Testo: Albert Leichtfried
Foto: Hannes Mair
 
L'occasione di questo viaggio è stata completamente differente da quelle degli anni precedenti: nelle passate stagioni, il nostro intento era stato quello esplorare aree sconosciute, mentre questa volta la spinta è venuta da un invito del Club Alpino norvegese a scalare alle isole Lofoten. L’offerta di cercare nuove linee assieme ad alcuni dei migliori alpinisti del mondo come Marko Prezelj, Colin Haley, Aljaz Anderle e molti altri, unita a quella di pesce fresco ogni giorno, era una vera tentazione, così attraente che due nostri amici - Gerry Fiegl e Paul Mair - ci hanno chiesto se potevano unirsi a noi.
 
Un gelido inizio a Lavangen
 
Prima di recarci al meeting principale alle Lofoten, volevamo cercare linee di ghiaccio sulla terra ferma, a est di Narvik. Al nostro arrivo, la polare Norvegia ci ha dato un freddo benvenuto con -20°. Abbiamo trovato un posto perfetto dove stare, proprio sul fiordo e al centro delle linee che ci interessavano: Tor-Erik Lind, il proprietario di Aa gård, è un agricoltore che guarda lontano, e ha già scoperto che l’ice climbing è un importante attrattiva del turismo invernale in quest’area. Molto vicino a Lavangenfjord c’è un sito di scalata su ghiaccio conosciuto e con innumerevoli possibilità per tutti i livelli: può addirittura succedere che a Spansdalen si incontrino altri climbers, una assoluta rarità nella Norvegia settentrionale!
 
Il primo giorno abbiamo cercato una cascata in Spansdalen, non troppo lontana dalla strada, perché ancora eravamo esausti dal viaggio. Come sempre nel nord della Norvegia, quello che apparentemente sembra un breve avvicinamento, regolarmente diventa molto più lungo, e in questo caso, avendo dovuto anche battere faticosamente la traccia, abbiamo impiegato molto più tempo di quanto avessimo programmato.
 
Tor-Erik ci aveva detto che la luce del giorno durava fino alle 6 del pomeriggio, ma Søylafoss WI6 ci ha occupato molto più a lungo delle nostre previsioni e per di più alle 5 era già notte. Tor- Erik aveva un po’ esagerato e noi al nostro primo giorno abbiamo dovuto accendere le frontali…
 
Frozen Bønes – Un giorno nella tempesta
 
Con l’aiuto di Google Earth abbiamo individuato alcune interessanti vallate e con queste info siamo andati alla ricerca del ghiaccio. Erano soprattutto le valli rivolte verso la Svezia che ci  sembravano essere molto interessanti, ma erano troppo fredde, con le temperature di almeno 10° più basse rispetto al fiordo. Abbiamo perciò indirizzato la nostra scelta su una colata al sole: la famosa ed estetica Flågbekken WI5/6, che alla fine si è rivelata la miglior scelta, con un accettabile -16°. In ogni caso il giorno successivo volevamo avvicinarci un po' alla Svezia, ma quando siamo giunti a Bønes con -20° e il vento a 80km/h, scalare sembrava impossibile.
 
Per fortuna le raffiche gelide soffiavano solo in fondo alla valle, mentre alla base della cascata la temperatura era di – 8° e con calma di vento. Abbiamo così aperto una grande via, 250 metri su ghiaccio impegnativo di circa WI6 X R.
 
Pensando alla giornata trascorsa nel gelo, Frozen Bønes (gioco di parole: "Ossa gelate" ndt) era l’unico nome che mi è venuto in mente. Il povero fotografo Hannes ha aspettato in fondo alla valle nella tempesta con l’unica compagnia del suo teleobiettivo ed ha riportato congelamenti al naso. Quello stesso giorno Gerry e Paul sono andati a Sordalen ma - vista la tempesta e i – 37° - l’ovvia decisione è stata la ritirata.
 
Big Days in Sordalen
 
Il tempo è cambiato completamente. La corrente del golfo ha avuto il sopravvento e da – 37° si è passati il giorno dopo a + 9°: era il momento giusto per iniziare le nostre attività a Sordalen dove sapevamo, grazie alle nostre esplorazioni, che c’erano un sacco di cose da fare, in particolare su una parete verticale di granito sul versante occidentale della valle, dove si disegnano una dopo l’altra linee perfette, lunghe fino a 700 metri.
La scelta di dove iniziare non è stata semplice!. Nei 4 giorni successivi abbiamo scalato quanto più abbiamo potuto. Tra le tante straordinarie linee ghiacciate, Benni ed io abbiamo aperto due nuove cascate che sono sicuramente tra le più belle della nostra carriera di ice-climbers.
 
Onsight e totalmente in libera, abbiamo realizzato la prima salita di „Stalker“ 700m WI6/M7 che è completamente verticale per più di 300 metri e „Remember Mi“ WI7-/M8, una formazione estremamente fragile che abbiamo dedicato al nostro amico Michl Uhrmann.
Gerry e Paul hanno salito due line molto estetiche (probabile prima salita) „Reinkarnation“ WI5R” e „Golden reward“ WI6/M7.
 
Lofoten
 
Ancora una volta il tempo ha reso problematica la nostra attività alle Lofoten. Anche il tragitto per Kabelvåg ci ha richiesto 8 ore in più a causa di una forte tempesta. Con il vento a  200 km/h le isole Lofoten sono separate dal resto del mondo. Poi tre giorni di pioggia e temperature abbondantemente sopra lo zero hanno avuto effetti disastrosi sulle condizioni del ghiaccio nelle isole più esposte al mare aperto. Comunque gli scalatori provenienti da tutto il mondo erano super motivati: la strategia si è rapidamente modificata da ricerca di ghiaccio ad alpinismo invernale e così abbiamo passato un paio di giorni di grande arrampicata in un’atmosfera straordinaria. 
 
Albert Leichtfried - www.albertleichtfried.at
Sponsors: Marmot, Black Diamond, La Sportiva, Adidas eyewear, Sterling rope, Bergzeit
 
Benedikt Purner - www.alpine-spirits.com
Sponsors: Marmot, Austrialpin, Adidas eyewear, Roca
 
Hannes Mair - www.alpsolut.com


 

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Albert Leichtfried su Remember Mi ph Hannes Mair
Albert Leichtfried su Remember Mi ph Hannes Mair
Benni Purner and Albert Leichtfried in Sordalen ph Hannes Mair
Benni Purner and Albert Leichtfried in Sordalen ph Hannes Mair
 ph Hannes Mair
ph Hannes Mair
Lofoten ph Hannes Mair
Lofoten ph Hannes Mair
remember Mi Ph Hannes Mair
remember Mi Ph Hannes Mair

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