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UN SALUTO A DAMIANO

di Floriano Martinaglia

07 Dicembre 2012

Lo scorso 26 novembre gli alpinisti Damiano Barabino, Francesco Cantù e Luca Gaggianese sono scomparsi sul Massiccio degli Ecrins. I soccorritori hanno interrotto le ricerche il 2 dicembre, dopo una settimana di tentativi infruttuosi. 

Pubblichiamo qui di seguito la lettera di commiato che Floriano Martinaglia, nostro collaboratore, ha indirizzato a Damiano Barabino

di Floriano Martinaglia


UN SALUTO A DAMIANO

Damiano lo conobbi a Grindelwald, in occasione della nostra salita, con gli amici Marcello e Christian, della parete nord dell'Eiger. Io ho sempre avuto un rapporto di odio-amore nei confronti della montagna; al mio carattere a volte scontroso si contrapponeva quello sorridente e scherzoso di Damiano. Lui non era il classico compagno di cordata buono solo per avere qualcuno per farti sicura all'altro capo della corda. Gli alpinisti talvolta sono le persone più sfacciatamente individualiste.
Damiano riusciva a conciliare gli studi di medicina con la sua grande passione, e con gli anni era divenuto abile e veloce. Il suo tempo libero lo dedicava alla montagna.

Quando quel giorno di settembre di un'anno fa mi issai lungo la corda fino alla Calotte di Rochefort, dopo la caduta di 30 metri, piansi fra le braccia di Damiano; per un mio stupido errore avevo rischiato di trascinarlo con me nell'abisso, ma con la sua bravura e prontezza di riflessi era riuscito ad arrestare la caduta. Mi medicò le ferite, ed aiutandomi nel mio procedere zoppicante, si raggiunse insieme il bivacco Canzio. Da lì l'elicottero ci portò all'ospedale, e Damiano attese tre ore fino alla mia dimissione. Desiderava accompagnarmi fino a casa, ma la sua premura mi parve eccessiva. Mangiammo un gelato gironzolando fra le vie di Aosta come se nulla fosse accaduto. La sua sicurezza mi aveva salvato e riportato in fretta alla quotidianità. Capii quanto fosse importante il compagno legato alla tua corda, e capii quanto grande era il suo cuore. Del resto chi sceglie una professione come la sua deve avere la predisposizione necessaria; lavorare dentro un ospedale con malati e persone bisognose è una missione non adatta a chiunque.
Ora se posso scrivere e raccontare di Damiano, é solo grazie a lui.

Quest'estate avevamo programmato di chiudere il conto con la traversata integrale delle Jorasses, ma i tuoi impegni professionali non ci hanno permesso di unire nuovamente le nostre corde.
Con Francesco e Luca avete approfittato di un ritaglio di tempo della vostra settimana per scalare una via di ghiaccio; quelle vie che obbligano a cogliere l'attimo giusto, che non aspettano; quelle vie per cui siamo disposti a sacrificare tutto, gli amici, il lavoro, magari la fidanzata. L'alpinismo a questi livelli é passione allo stato puro...
Una sera di quest'estate ricevetti un tuo sms: avevi scalato il pilastro sud della Barre des Ecrins; avrei voluto esserci pure io, ma avevo il turno notturno all'ospedale, come spesso capitava a te.

Mi piace leggere i tuoi report, guardare i tuoi filmati. Attraverso le tue parole e le tue foto sei qui, con Luca e Francesco, nella nostra “comunità” di alpinisti.

Quando facciamo qualcosa con amore e passione, lasciamo sempre un segno, una traccia che neppure il tempo cancella. Mi piace pensarti e salutarti così : CIAO Damiano.

 

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