I chiodatori "ricercati" dai ranger della Riserva
Mercoledì 18 luglio compariva sulle pagine della cronaca di Palermo del Giornale di Sicilia un articolo dedicato allo "scempio" compiuto da tre “alpinisti” nell'Antro della Perciata, a Monte Pellegrino. Il giornalista spiegava che i rangers della Riserva hanno scoperto solo pochi giorni fa il “danno incalcolabile” causato dalla distruzione di alcune stalattiti della grotta (nonostante i fatti risalgano all’anno scorso).
Autori del gesto tre “rocciatori dell’alto Adige”, che hanno consapevolmente distrutto le antichissime stalattiti per fare posto a una via di arrampicata. L’attività dei chiodatori viene presentata con toni da cronaca nera, come se si trattasse di un gesto criminoso. I tre venivano visti parcheggiare nei pressi della grotta con una macchina che non era nemmeno loro (proprio come si fa per le rapine in banca). L’articolo non menzionava i nomi, ma disseminava abbastanza indizi per risalire a un articolo di Planetmountain su una nuova via aperta nel 2011 a Monte Pellegrino da Rolando Larcher, Nicola Sartori e Luca Giupponi (vai all’articolo), battezzata La banda del buco (175m, 7a+/b, obbligatorio 6c+).
La relazione era firmata dallo stesso Larcher, evidentemente ignaro della propria colpevolezza (altrimenti non avrebbe pubblicizzato troppo la cosa). Possibile che “rocciatori” (come li definisce il Giornale di Sicilia) di tale calibro non sapessero di infrangere le regole della Riserva? Non è invece più probabile che tali regole fossero poco chiare, o che non fossero mai state fatte valere prima? Dopotutto, sul Monte Pellegrino si scala da parecchi anni ed è difficile immaginare che fino ad oggi nessuno - tra chiodatori e scalatori - abbia mai “asportato o danneggiato” rocce.
Per dovere di cronaca, stiamo cercando di contattare gli interessati - da ambo le parti - e a breve speriamo di fornire ulteriori dettagli sulla vicenda.
Elena Corriero
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