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Pink Tower
Pink Tower

TURCHIA, NUOVA VIA ALL'ALA DAGLAR

Di Gianni Ghiglione

12 Dicembre 2012

  Nel 2012, insieme a Inseguendo le nuvole, in Corsica, Gianni Ghiglione ha aperto una nuova via in sull'Ala Daglar, Anatolia Meridionale (Turchia). Questo il suo racconto.


Turchia – Catena dell’Ala Daglar

Parete della Pink Tower nella Cimbar Valley. Esposizione Sud

di Gianni Ghiglione

La catena dell'Ala Daglar si trova nell'Anatolia centrale, tra le città di Konya e Kayseri. Non lontano dalla famosa area turistica della Cappadocia, queste montagne non sono tuttavia molto conosciute dagli europei. Ciò nonostante nel corso degli ultimi decenni vi si sono succedute varie esplorazioni, che le sono valse l'appellativo di «Dolomiti turche». Tra i più assidui esploratori delle pareti verticali vi sono gli italiani, che fin dal 1955 vi hanno organizzato spedizioni alpinistiche con l'intento di salire le pareti più evidenti e un piccolo gruppo di francesi, che dalla prima metà degli anni '90 hanno aperto una grande quantità di vie miste, a spit e protezioni mobili. Tuttavia l'Ala Daglar rimane conosciuto soprattutto agli scialpinisti ed ai trekkers piuttosto che ai climbers, e per questo viene frequentato soprattutto in primavera. Fino a pochi anni fa l'alpinismo che si praticava sulle montagne del massiccio era essenzialmente di tipo tradizionale. Le pareti erano così numerose che la maggior parte di esse era stata salita solo per le linee più evidenti e che coincidevano con i tratti fessurati. I chiodi ad espansione erano stati usati solo saltuariamente e l'alpinismo turco su questo massiccio si sviluppò in questo contesto. Anzi, per un tacito accordo questo gruppo di montagne (ma tutte le montagne turche!!) venne considerato zona interdetta alle protezioni ad espansione. Forse anche per questa ragione l'Ala Daglar assunse una certa fama di pericolosità, tanto che non passava anno che non ci fosse un incidente mortale, magari dovuto al crollo di qualche pilastro o alla caduta di sassi. Nel 1993 l'arrivo in zona di alcuni forti arrampicatori francesi sconvolse un po' le cose. Addirittura le prime vie a spit nella Cimbar Valley, un gigantesco canyon nelle vicinanze del villaggio di Demirkazik, non vennero viste di buon occhio dai tradizionalisti. Ma i francesi fecero anche di più, aprendo la prima via a spit sul Parmakkaya e sul Güvercinlik (Tranga Wall), montagne simbolo del gruppo. La via al Parmakkaya, un incredibile dito di roccia, rimase per un decennio quasi sconosciuta e con pochissime ripetizioni. L'altra grande via fu ripetuta solo due volte e si pensava addirit- tura fosse opera di cecoslovacchi. Tuttavia le vie dei francesi fecero gradatamente nascere un centro di arrampicata sportiva nella Cimbar Valley, piuttosto frequentato dai turchi in estate (vi è anche un rifugio). Oggi gli arrampicatori locali non sono tutti integralisti del no-spit, e la maggioranza vede di buon occhio la nascita delle nuove vie e anzi, le incoraggia. Occorre però che i visitatori non si lascino prendere la mano e rispettino le tradizioni e le vie esistenti, usando lo spit solo se necessario, e mai aprendo vie dall'alto.
 

 

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