SCARPA: DRAGO

Test delle nuove scarpette d'arrampicata dell'azienda di Asolo: comodità, precisione e sensibilità

24 gennaio 2018
Drago di Scarpa, riscoprire il piacere di vecchie amicizie

Adoro le scarpette morbide, quindi testare le Drago mi ingolosiva assai. Viceversa da qualche anno non usavo più un paio di SCARPA, quindi la curiosità era tanta e mista a un po' di timore, come quando si rivede un amico dopo essersi persi di vista per qualche anno.

Anche la scelta del numero quindi non era una certezza, e la prima sensazione è stata di averle prese troppo piccole, complice la bella giornata di sole finalese che mi aveva gonfiato i piedi come delle zampogne.

Di primo acchito la calzata è stata però subito piacevole, il piede è a suo agio, non si sentono punti dolorosi o pressioni fastidiose anzi, i punti di cucitura spostati rispetto ai punti di pressione, in particolare lontane dal bordo esterno dell’alluce si percepiscono molto positivamente, sia per assenza di fastidio sia per aumentata precisione.

Ogni piede ovviamente ha la sua forma, sta di fatto che sul mio, a pianta leggermente larga e alluce più lungo del secondo dito, l'effetto è ottimo. Sentirle così fascianti e morbide, senza punti vuoti, ti da subito l'idea di una scarpa che puoi usare un po' su tutta la superficie, non solo sulla suola. Sono scarpe concepite per il boulder o per l’arrampicata su strapiombo, ma la buona fasciatura del piede non è comunque scontata: un’ampia gommatura infatti può a volte irrigidire e creare punti vuoti durante le flessioni. Non è il caso della Drago dove la gomma, pur coprendo parecchia superficie, è molto sottile e morbida, cosa che senza dubbio contribuisce ad aumentare la sensibilità anche in fase di aggancio di punta o laterale.

La decisa asimmetria e arcuatura della punta, e l’inarcatura dell’intera scarpa, non ne danneggiano la buona calzabilità, ma la rendono uno strumento aggressivo per chi desidera una scalata tecnica e precisa, ottima per i progetti più impegnativi.

L’ottima adattabilità alle torsioni del piede e alla forma della roccia, la rende una buona scarpetta da spalmo, e nonostante questo la suola non è particolarmente sottile: classica e insuperabile VIBRAM XS Grip2 da 3,5mm.

Il tallone, dalla forma apparentemente classica e senza troppe fantasie, non ha punti vuoti, ha un bel fascione che lo tiene incollato al piede e fa il suo dovere egregiamente. Ancora XS Grip2.

Come tutte le scarpette morbide ha suola solo in punta, ma la risposta elastica è data dal sistema PCB (Power Connection Band) brevettato da SCARPA. Le bande di gomma tensionate permettono di distribuire il peso dalla punta al resto del piede. Anche dopo una decina di giorni di attività posso dire che l’elasticità della scarpetta pare poco o nulla mutata dal suo primo utilizzo.

Non è una scarpetta adatta a lunghi viaggi in placca, in particolare su superfici dolorose come gocce o lamine. Per quanto siano ben costruite, soprattutto se non siete pesi piuma, la sensibilità potrebbe essere eccessiva e trasformarsi in dolore.

La sensazione ovattata e la sensibilità che trasmettono sono a mio avviso la sorpresa più bella di questa scarpa. Consigliato un numero e mezzo in meno o anche due.

Dati tecnici

Tomaia: MICROFIBER
Forma: FZ
Suola: XS GRIP2 3,5mm
Taglie: 35 - 45 (with ½ sizes)
Peso: 205g (½ pair size 40)
TEcnologia di tensionamento: PCB-TENSION SYSTEM

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