Le lacrime di Niky

Le amare e profonde considerazioni di Niccolò Ceria, alla luce di ciò di cui è testimone a Fontainebleau.

11 aprile 2017
L'etica, il rispetto della roccia, la perdita di valori in un boulder che è diventato solo business. Le parole sofferte di uno dei più grandi boulderisti italiani e mondiali.
 

In questi giorni, Niccolò Ceria è di casa a Fontainebleau, per gustarsi l'arrampicata in questa foresta, dove la magia della natura ha sempre regnato in tutto il suo straordinario potere negli alberi e nella roccia.

Chiunque ami davvero l'essenza del boulder e sia stato a Bleau non può non aver vissuto la profonda connessione con la roccia, con l'arrampicata e con la foresta che qui si sprigiona e che rende davvero ogni linea, anche se di bassissima difficoltà, un nettare che tocca le corde più profonde della nostra passione.

Proprio per l'atmosfera che da sempre ha regnato in questo luogo, in cui, ricordiamolo, il bouldering è praticato da più di un secolo, posso immaginare l'amarezza e lo sconforto che Niky ha provato quando ha toccato con mano, in tutti i sensi, la prova di ciò che il bouldering è diventato oggi, con la profanazione del suo tempio più sacro.

La situazione l'ha toccato così a fondo da averlo indotto a pubblicare sul suo blog un articolo davvero significativo e che tutti dovrebbero leggere.

 

In molti hanno spesso sottolineato i rischi impliciti all'attuale approccio al bouldering, in relazione a quelli che dovrebbero esserne i valori fondamentali. Spesso, chi ha parlato ha finito per sentirsi perlopiù insultato o sbeffeggiato da una comunità che è evidentemente sempre più sorda a qualunque discorso etico...e oltretutto se ne vanta. Evidentemente sono la maggior parte quelli che si saziano di un'arrampicata che è diventata ormai consumismo allo stato puro, perfetto conformarsi ai trend del mondo attuale, dove l'egoistico soddisfacimento dei propri desideri ha il predominio sul convivere in equilibrio con gli altri e con la natura. 

E quando è un personaggio dal carisma di Niccolò Ceria a parlare, alla luce di anni passati ad esplorare il boulder fuori e dentro di sè, diventando l'emblema della fusione del tutto possibile tra l'altissimo livello e l'autenticità di questa disciplina, allora molti farebbero meglio ad abbassare la testa, prendendosi del tempo solo per riflettere.

E quindi sto zitto anche io, per lasciare che siano solo le parole di Niccolò (nell'articolo che è riportato anche di seguito oltre che sul suo blog) a risuonare dentro di noi.

 

Albertaccia

 

*****

Wear and tear in the bouldering Mecca - dal blog di Niccolò Ceria 

The last three weeks here in Fontainebleau haven’t been only golden moments, good climbing and pain au chocolat. For the first time I really felt that some reflections about the future of bouldering and the current state of the holds should be needed.

I have been in the climbing scene since 14 years now, and almost 10 in the rock climbing world. I also grew up in a gym like wide part of the new generation of kids does nowadays. I must admit I haven’t been always perfect, pure and 100 % ethically clean in what I have climbed so far. I made several mistakes during the past and, still now, I am often learning new shades about this topic, trying to go deeper and deeper into the knowledge of the good approach that a rock climber needs. Hard to admit, but learning the unwritten laws of bouldering might take a while. Ethics and respect are probably values you acquire during a relatively long path. The learning process happens if you are flexible to catch small details and if you are lucky enough to meet the few climbers who still put passion and respect into the outdoor bouldering.

All of this is hard to match by these days, especially considering that even the most media climbers aren’t often the most clean. In fact, most of the celebrities can’t be taken as examples under this side. 10 years ago we were definitively living in a different community, and I felt blessed to have know the last wave of this way of living bouldering. It was somehow harder and less comfortable, but definitively richer with dreams, magic and real values.

Rocks aren’t stationary as we imagine. They changed from the smallest details to the biggest chunk. Our short lives hide us the truth that the game we are playing is just a matter of time. Everything we climb was dust and it will return to dust in the future. This is the nature we belong to.

But, dramatically, even in a shorter period of time, boulders can be altered. And certainly not only for natural reasons.

Having put up a decent numbers of lines, I could note how the holds change during the flow of the seasons and how the holds can alter ascent after ascent. Even if it deals of micro details, it’s rare that we can repeat the problem in the exact and same state as the first ascentionist did. There are plenty of examples around, especially on soft kinds of rock like sandstone or limestone. Boulders change for natural reasons in long terms of time and for human being impact in a shorter period of time. We can definitively manage our use, limiting the ruin of the rock. So, we are somehow responsible of all of this deterioration process.

And seeing how bouldering is getting more and more popular by these days, the state of the rock will probably depend more and more on our behavior as the years roll on. We are responsible of the heritage we have and protecting all of this should be our first priority. It should, because apparently it is not what we are actually doing.

I walked through many areas this time here in Font and it was, in some sort of ways, sad and ridiculous to note how some holds currently are. If you would take few steps into the Forest, you can count endless doses of tickmarks left and, most impressive, touching some holds which are not the same anymore. Few times ago climbers who haven’t any ethic didn’t brush the boulders at the end before leaving. Now it seems that they don’t even use a brush for their whole session, complaining about the conditions when they should only need to clean and take care a bit more. Slopers, crimps and jugs are surrounded and covered by a chalky layer which is pretty heinous to remove and it’s getting more and more into a permanent state. And this is going to change completely the nature of the texture.

This is probably due to the quantity of people which is getting into the climbing world, and, more important, to the very low qualities values that these people are bringing into the outdoor world. Hard to say where the source of the issue is and even harder to imagine a possible solution to stop the loop and restart from the beginning. It seems that the baton of the old Bleausards generations has been somehow lost for unknown reasons.

Bouldering is becoming like business. Business that deals with personal egos, glory and certainty not money for most cases.. I am pretty sure some climbers don’t even like climbing anymore.

Having patience, failing, falling, learning, improving, experiencing, respecting, being humble is all now replaced with illusionary good performances, quick sending time and loads of insta likes. It might be only an opinion of few, but we are getting into a valueless climbing world.

Almost nobody still cares about the only and simple rule we should follow which is the one to impact as less as possible while we do bouldering. We are lucky to practice an activity that only counts an handful of unwritten rules; we are free and nobody catches us with a red card if we get wrong. We just need to preserve our heritage in order to continue to enjoy our level of freedom and to respect all the other climbers who want to enjoy rock with passion, sacrifices and efforts.

Every of us owns a brush. Use it. Carefully. For your performances, but even more to limited the ruin of the rock we all love.

 

TRADUZIONE

Usura e Lacrime nella mecca del bouldering

Le ultime tre settimane a Fontainebleau non sono state soltanto momenti d'oro, bella arrampicata e pane al ciocciolato. Per la prima volta ho davvero sentito che sono necessarie alcune riflessioni sul futuro del bouldering e sullo stato attuale degli appigli.
Ho fatto parte della scena dell'arrampicata negli ultimi 14 anni, e di quasi 10 nel mondo dell'arrampicata su roccia. Sono anche cresciuto in una palestra come un'ampia parte della nuova generazione di ragazzi fa ora. Devo ammettere che non sono sempre stato perfetto, puro e pulito eticamente al 100% in ciò che ho arrampicato finora. Ho fatto alcuni errori nel passato e, anche ora, sto spesso imparando nuove sfumature su questo, cercando di andare sempre più a fondo nella conoscenza del corretto approccio richiesto a un arrampicatore. Duro da ammettere, ma imparare le leggi non scritte del bouldering potrebbere richiedere del tempo. L'etica e il rispetto sono probabilmente valori che si acquisiscono durante un lungo cammino. Il processo di apprendimento si verifica se si è sufficientemente flessibili dal cogliere i piccoli dettagli e se si è abbastanza fortunati da incontrare i pochi climber che mettono ancora passione e rispetto per il bouldering outdoor.
Tutto questo è difficile da combinare ora, specialmente considerando che anche la maggior parte dei climbers mediatici non sono spesso i più puliti. Infatti, la maggior parte delle celebrità non possono essere presi come esempi in questo contesto. 10 anni fa vivevamo sicuramente in una comunità differente e mi sento benedetto dall'aver conosciuto quest'ultima onda di questo modo di vivere il bouldering. Era in qualche modo più difficile e meno confortevole ma sicuramente più ricco di sogni, magia e valori veri.
Le rocce non sono stabili come immaginiamo. Cambiano dal più piccolo dettaglio al più grande pezzo. Le nostre brevi vite ci nascondono la verità sul fatto che il gioco che giochiamo è solo una questione di tempo. Qualunque cosa arrampichiamo era polvere e tornerà polvere nel futuro. Questa è la natura alla quale apparteniamo.
Ma, drammaticamente, anche in un periodo di tempo più breve, i boulder possono essere alterati. E certamente non solo per ragioni naturali.
Avendo salito un numero significativo di linee, ho potuto osservare che gli appigli cambiano con lo scorrere delle stagioni e come possono modificarsi salita dopo salita. Anche se si tratta di micro dettagli, è raro che possiamo ripetere un problema nello stesso esatto stato in cui l'ha fatto il primo salitore. Ci sono molti esempi, specialmente su tipi di roccia morbidi come l'arenaria e il calcare. I boulders cambiano per motivi naturali su lunghi orizzonti temporali e per l'impatto degli esseri umani in un periodo di tempo più breve. Possiamo sicuramente gestirne l'uso, limitando la rovina della roccia. Quindi, siamo in qualche modo responsabili di tutto questo processo di deterioramento.
E vedendo come il bouldering sta diventando sempre più popolare nei nostri giorni, lo stato della roccia dipenderà probabilmente sempre di più dal nostro comportamento con il passare degli anni. Siamo responsabili dell'eredità che abbiamo e proteggere tutto questo dovrebbe essere la nostra prima priorità. Dovrebbe, perchè apparentemente non è ciò che stiamo facendo ora..
Ho camminato per molte aree in questo tempo a Font e è stato, in diversi modi, triste e assurdo notare come alcuni appigli sono ora. Se fate qualche passo nella Foresta, potete contare un infinito numero di segni lasciati e , la cosa più impressionante, toccare alcuni appigli che non sono più gli stessi. Un po' di tempo fa, i climbers senza alcuna etica non spazzolavano i passagi alla fine, prima di andarsene. Ora sembra che non usino nemmeno una spazzola per la loro sessione completa, lamentandosi delle condizioni quando dovrebbero soltanto pulire e prestare maggiora cura. Svasi, tacche e manette sono circondate e coperte da uno strato di magnesite che è particolarmente odioso da togliere e sta diventando sempre più uno stato permanente. E questo andrà a cambiare completamente la natura della grana.
Questo è dovuto probabilmente alla quantità di persone che stanno entrando nel mondo dell'arrampicata, e, più importante, alla qualità molto bassa dei valori che queste persone stanno portando nel mondo outdoor. Difficile a dirsi dove sia l'origine di questo e ancora più difficile immaginare una possibile soluzione per fermare questo loop e ricominciare dall'inizio. Sembra che il testimone delle vecchie generazioni di Bleausards si sia persa per un qualche sconosciuto motivo.
Il bouldering sta diventando come il business. Il business che si occupa degli ego personali, della gloria e certamente non dei soldi per la maggior parte dei casi. Sono abbastanza sicuro che ad alcuni climbers non piace più nemmeno arrampicare.
Avere pazienza, fallire, cadere, imparare, migliorare, sperimentare, rispettare, essere umili, è ora sostituito con illusorie buone perfomance, veloci tempi di salita e carichi di likes. Potrebbe essere l'opinione di pochi, ma stiamo entrando in un mondo dell'arrampicata senza valori.
Quasi nessuno si preoccupa ancora della sola e semplice regola che dovremmo seguire che è quella dell'avere il minor impatto possibile mentre facciamo blocchi. Siamo fortunati a praticare un'attività che conta solo una manciata di regole non scritte; siamo liberi e nessuno ci dà un cartellino rosso se sbagliamo. Dobbiamo solo preservare la nostra eredità per continuare a godere del nostro livello di libertà e rispettare tutti gli altri climbers che vogliono godere della roccia con passione, sacrifici e sforzi.
Ognuno di noi ha una spazzola. Usatela. Con attenzione. Per le vostre performance, ma anche più per limitare la rovina della roccia che tutti amiamo.

 

Gif c lungo 2017

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875