Melloblocco 2017 – Diario dell’evento

Anche quest’anno il Melloblocco si è concluso con successo. Alberto Albertaccia Milani racconta i momenti più significativi dell’evento boulder per eccellenza.

15 maggio 2017

 

Ancora una volta, così come è arrivato tra mille aspettative ed entusiasmo il Melloblocco si è chiuso, tra dita spellate, tanto sano sfinimento e molte emozioni vissute.

Sembrava un anno maledetto: prima le lotte politiche sorte con l’intento di bloccare una manifestazione che, dopo 13 edizioni, sembra non conoscere né confini né stanchezza; poi il meteo inclemente, che sembrava lasciare solo poche finestre di bel tempo nei quattro giorni di raduno. Le pessime previsioni hanno infatti sicuramente dissuaso qualcuno a partire, soprattutto da lontano, ma tutto sommato l’afflusso di arrampicatori in valle è stato all’altezza delle precedenti edizioni, con il solito pienone nei locali, nei parcheggi, nei prati, ma soprattutto sui massi!

Oltre al popolo dei climbers, questa edizioni ha riconfermato la crescita a 360° che l’arrampicata sta conoscendo in questi ultimi anni, con la presenza di molti sponsor (anche nuovi), di media sempre più professionali come Climbing Radio (che ha festeggiato qui il suo primo compleanno) e EpicTV; si tratta iniziative collaterali che hanno assolutamente arricchito anche culturalmente la manifestazione e la vera grande novità di quest’anno, lo svolgimento del Campionato Italiano Boulder organizzato dalla FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana).

Quest’ultima novità in particolare ha un significato profondo per quello che riguarda il nostro sport e ha simboleggiato un riavvicinamento tra due realtà, quella agonistica indoor e quella outdoor, che dopo essere nate insieme a Bardonecchia nel 1985, si sono poi sempre più separate, sia nelle modalità sia nei valori e nello spirito. Il connubio avvenuto al Melloblocco ha avuto un esito trionfale, con una gara combattuta e tanti spettatori a sostenere gli atleti.

Iniziamo proprio da qui il nostro viaggio nel Melloblocco. Nonostante l’assenza di pioggia nella giornata di venerdì e la possibilità di andare a scalare sui massi della valle, sono stati comunque molti i ragazzi e le ragazze che nelle qualifiche si sono confrontati per guadagnarsi quelle poche posizioni disponibili per andare ad affiancare i prequalificati, nella semifinale di sabato mattina. Dalla semifinale, solo sei uomini e sei donne l’hanno spuntata: Gabriele Moroni, Ricccardo Piazza, Michael Piccolruaz, Marcello Bombardi, Matteo Manzoni e Filip Schenk tra i ragazzi. Mentre in ambito femminile hanno avuto la meglio Andrea Ebner, Miriam Fogu, Camilla Moroni, Annalisa De Marco, Laura Rogora e Giorgia Tesio tra le ragazze hanno atteso il tardo pomeriggio di sabato per la finale. Proprio dopo la bellissima giornata di sole e roccia di sabato e prima della grande festa della sera, questi dodici atleti sono andati in scena sulla struttura montata ad hoc per l’evento per guadagnarsi l’ambito titolo di Campione Italiano. Titolo che quest’anno spetta a Michael Piccolruaz e Giorgia Tesio, seguiti da un sempre più forte e promettente Matteo Manzoni in seconda posizione e Riccardo Piazza in terza, mentre Andrea Ebner e Camilla Moroni completano il podio femminile.

Dalla novità del Campionato Italiano torniamo al grandissimo spettacolo che tutti gli anni il Melloblocco propone, con i blocchi gara tracciati dal team guidato da Simone Pedeferri, che anche quest’anno ha tirato fuori dal cilindro delle linee superbe oltre che difficili. É su queste linee che molti dei più forti boulderisti mondiali si sono confrontati e che quest’anno hanno visto come protagonisti principali Alex Megos, Jorg Verhoeven e l’habituè del Melloblocco Anthony Gullsten tra gli uomini, oltre al dominio stratosferico di Barbare Zangerl tra le donne. Già all’alba della domenica, Barbara Zangerl é sembrata essere su un pianeta diverso, con undici blocchi chiusi su dodici di cui sei come unica salitrice. Alle sue spalle Lara Neumeier e Madeleine Eppeinsteiner con rispettivamente cinque e quattro passaggi. Nella giornata di domenica Barbara non è riuscita ad aggiudicarsi l'ultimo blocco, ma termina comunque saldamente in prima posizione, mentre Lara Neumeier porta a sette i blocchi saliti e si guadagna in questo modo il secondo posto.

In campo maschile invece i giochi sono rimasti aperti fino all’ultimo, e i giudici hanno avuto il loro bel da fare. Arrivati all’ultimo giorno sono i tre atleti sopra menzionati a contendersi la vittoria. Gullsten guida temporaneamente la classifica con ben undici blocchi saliti sui dodici disponibili e una giornata a disposizione per tentare  El Pulpo Negro (M), nel settore Collinetta, blocco che Simone ha valutato 8b+/8c e per il quale Megos sembra essere il più vicino alla realizzazione.

É proprio il tedesco che segue Gullsten nella classifica temporanea con dieci blocchi ma purtroppo  proprio l’ultimo giorno si vede costretto alla resa, dovendo abbandonare il campo di gara con un giorno di anticipo e un dito malconcio. In agguato Jorg Verhoeven, con 9 blocchi, si mantiene temporaneamente in terza posizione. Oltre a El Pulpo Negro, anche il blocco  Green Team (N), chiuso solo da Gullsten (fino alla mattina di domenica) potrebbe fare la differenza, anche grazie alla sua vicinanza al Centro Polifunzionale. Inoltre Verhoeven  non ha ancora chiuso  Snakes Bite (Q), nel settore Campo Sportivo, dove Megos e Gullsten invece sono saliti. Tante premesse per possibili colpi di scena dell'ultimo momento. E così è stato infatti! L'assenza di Megos nella giornata di domenica e la difficoltà davvero elevata de El Pulpo Negro, lasciano fermi il tedesco e Gullsten al risultato del sabato sera, mentre Verhoeven macina ancora., portandosi a casa i blocchi N e Q e affiancando quindi Gullsten in prima posizione.  Classifica finale che vede quindi Anthony Gullsten e Jorg Verhoeven a parimerito, seguiti da Alex Megos.

Da notare anche che la prestazione italiana migliore è quella di Stefano Carnati che, nonostante la partecipazione al Campionato Italiano che l'ha tenuto fuori dai giochi per  un paio di giorni, riesce a chiudere otto dei dodici blocchi gara.

Intervistato ai microfoni di Climbing Radio subito al termine della gara, Simone Pedeferri ha espresso tutta la sua grande soddisfazione per quanto i blocchi siano stati davvero apprezzati dai boulderisti per la loro bellezza, tanto che per molti big l’accanimento nel salirli è stato dettato più dall’innamoramento verso queste linee scolpite nella roccia più che per la classifica in sé, che nel Melloblocco ha sempre avuto un'importanza comunque del tutto relativa.

Questa è stata la più grande gratificazione per Simone e il suo team, e l’incarnazione dello spirito libero del boulder dove è la passione per l’arrampicata in sé, per l’estetica del gesto e per il contesto naturale a dare il significato più profondo a manifestazioni come questa

Un altra edizione di successo, un altro anno è passato. Non ci resta che attendere altri dodici mesi, assicurandovi che saremo di nuovo qui!

 

 

Gif c lungo 2017

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