Dalla Kosterlitz all’Orcoblocco, la rinascita del boulder in Valle dell’Orco

Andrea Migliano ci guida tra i blocchi storici e moderni della valle in cui il Nuovo Mattino e l’arrampicata libera sono nati.

13 giugno 2017
Torniamo nella storia del boulder con questo nuovo viaggio ne “Il Paese dei BaLOCCHI” su Climbing Radio: in compagnia di Andrea Migliano esploriamo uno dei luoghi in cui il boulder è sbocciato in Italia.

 

Anche solo ascoltandolo in quest’intervista, è subito evidente l’entusiasmo e la passione che vibrano nella voce di Andrea, mentre ci racconta del passato, presente e futuro del boulder in Valle dell’Orco, una delle valli più storiche per l’arrampicata italiana.

Proprio qui, nel parco nazionale del Gran Paradiso, una “…parte del parco un po’ dimenticata”, negli anni settanta Gian Piero Motti, Gian Carlo Grassi e compagni, tra i quali lo scozzese Mike Kosterlitz, hanno inventato il Nuovo Mattino ed è qui che il boulder ha emesso i suoi primi vagiti. Ai piedi del Sergent, proprio il futuro premio Nobel per la fisica apre la celebre fessura Kosterlitz, il primo settimo grado (6b) delle Alpi, ripetuto solo sette anni dopo da Bonelli, prima dell’oblio di questa valle.

Al contrario della Val Masino, dove tra alti e bassi, comunque qualcuno porta avanti ininterrottamente la pratica del boulder, in Valle dell’Orco tutto si ferma e “(…) parte un'epoca un po' buia e questo è dovuto secondo me al fatto che non ci sia una comunità locale attiva (...)”

“(…)Ci sono stati dei grandi vuoti. Un vuoto lasciato dopo il Nuovo Mattino ed è stato un peccato, ma qualche ripresa c'è stata negli anni successivi con Perucca che ha proprio ripreso a scalare dal Masso Kosterlitz cercando delle altre linee (...)”

Roberto Perucca è il primo a ripartire da dove si era rimasti negli anni 70 ma bisogna poi aspettare gli anni 2000 per vedere la valorizzazione delle aree di Noasca-Frera nella parte bassa della valle, anche grazie al contributo dell’onnipresente Marzio Nardi.

Ai locals inoltre si aggiunge un nome pesante come quello di Bernd Zangerl “(…) che ha passato due estati a Noasca, solitario ed eremita è riuscito a tirare fuori dei sassi favolosi (...) nell'area di Noasca e del Sergent” come anche mostrato nel suo video “Beyong Gravity” visibile su youtube.

Molte aree sono ancora da esplorare ma i blocchi che portano la firma di Zangerl attirano l’attenzione e “(…) ahimè tanti boulderisti vengono solo per quello senza esplorare le aree più alte che abbiamo sviluppato a partire dal 2013 (...)”

Non è questo il caso di Andrea Migliano e compagni, per i quali l’amore per l’arrampicata e per la valle non si limitano alla sola ripetizione del poco già liberato ma trovano la spontanea soddisfazione nel desiderio di scoperta ed esplorazione. L’amore per questa valle permea le parole di Andrea, che non a caso, oltre a seguire il corso per diventare Guida Alpina, è anche il gestore di due rifugi, il Rifugio Massimo Mila e il Rifugio Fonti Minerali, che in Valle dell’Orco sono diventati il luogo di ritrovo dei boulderisti.

Proprio Andrea e Stefano capiscono che ancora molto è da scoprire nella parte più alta della valle: 

 “(…) questo lavoro parte da me e dal mio compare Stefano che un giorno ha deciso di partire alla ricerca di massi convinto di trovare un nuovo mondo. La sua strada si ferma dopo 200 metri nel senso che dopo la centrale elettrica al rifugio Mila appare un blocco, il Molare, molto alto con una fessura al centro (...) questo è stato il punto di partenza(...) da qui ci siamo spinti lungo tutta la sponda del lago(...) “

Scoperte che i ragazzi non vogliono tenere segrete bensì condividere con l’intera comunità dei boulderisti, seguendo la purezza e la spensieratezza che animano questa disciplina:

“(…) piano piano è nata l'idea del raduno che nasce come raduno di amici, pochi addetti ai lavori, molti appassionati (...) nasce proprio come un gioco, quale il boulder è, un gioco che unisce tanto e fa divertire (...)”

Nasce così l’Orcoblocco, il raduno boulder in Valle dell’Orco che per la prima edizione vede anche il contributo organizzativo di un altro attivissimo esploratore e valorizzatore di aree boulder, il lombardo Dario Rota.

Arriviamo così al 2017, alla terza edizione dell’Orcoblocco che si terrà dall’1 al 3 settembre, dove avremo modo di arrampicare nella nuova area di Eldorado:

“(...) nasce dall'idea un po' malsana sempre di Stefano che decide di percorrere il fiume Orco in salita. Il suo obiettivo, non si sa bene perchè, era quello di trovare oro. Un giorno si è svegliato convinto che nel  fiume Orco ci fosse una quantità di oro indescrivibile(...)dopo ore e ore di ravani, si erge davanti a lui un masso e da lì in poi ne spuntano molti molti altri(...)nasce il mito di Eldorado(…)”

Andiamo quindi tutti a scoprire questa miniera d’oro per assaporare quanto già è presente e per conoscere Andrea, Stefano e le altre anime del boulder in Valle dell’Orco: Jack e Edo, i grigliatori/pulitori di blocchi e Alice, la fanciulla detentrice dell’attuale record di 28 secondi per litro di birra. Sarà sicuramente una bella occasione per vivere tutti insieme una festa all’insegna dello spirito giocoso del boulder.

Nel frattempo, lasciamoci ispirare dall’entusiasmo di Andrea e seguiamo cos’altro ha da raccontarci in questa puntata de “Il Paese dei BaLOCCHI”, come sempre disponibile in podcast su Climbing Radio.

Buon ascolto!

Alberto Albertaccia Milani

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