L'Agonismo che verrà: intervista a Pietro Pozza su come stanno cambiando le gare di arrampicata

il DT della Nazionale su Olimpiadi, Combinata, formule olimpiche e preparazioni

14 novembre 2017

Dopo una competizione test questa estate preceduto da un raduno collegiale e la prima gara ufficiale di Combinata a livello nazionale, si doveva capire cosa sta succedendo al panorama agonistico del nostro paese e come stanno cambiando le gare di arrampicata, il tutto naturalmente in ottica olimpica. Ad Arco infatti si è svolta la prima gara di Coppa Italia Combinata, una novità assoluta. E’ forse la fine delle tre discipline a cui siamo tutti abituati? Dove finiranno Lead e Boulder e perché la Speed sta diventando tanto importante? Perché in pochi anni i giapponesi sono diventati tanto competitivi? Cosa sta facendo nello specifico la Federazione? Ne abbiamo parlato con Pietro Pozza, Direttore Tecnico della Nazionale, che sta portando avanti la preparazione olimpica e forse i “non credevo che…” non mancheranno.

Allora, partiamo da questa Combinata, cosa si troveranno a Tokyo gli atleti? Come saranno strutturate gare e classifiche?

A marzo è uscito il format delle Olimpiadi all’Assembla Plenaria svoltasi in Canada con la formula della Combinata ed è stato deciso quale sarà la macrostruttura delle Olimpiadi, cioè ci saranno o tre o quattro giorni di gare con il primo Speed, poi Boulder e quindi Lead, con la finale assoluta la sera del terzo giorno oppure direttamente il quarto. Saranno presenti venti atleti uomini e venti donne che faranno tutte e tre le prove, i rispettivi migliori sei rifaranno tutte e tre le discipline nella finale appunto. La classifica finale sarà data dalla “moltiplicazione” delle posizioni ottenute, questo perché la semplice “somma” avrebbe penalizzato troppo la singola prestazione”, quindi se ad esempio arrivi in una disciplina terzo, nell’altra quinto e nell’ultima secondo, 3 x 5 x 2 uguale 30, hai quindi 30 punti. Il migliore sarà naturalmente l’atleta con meno punti.

Questo dovrebbe consentire di “tutelare” maggiormente la singola prestazione facendo emergere particolarmente la propria capacità, giusto?

Si esatto, perché non si tratta di una somma. Un atleta che vince una gara ad esempio e arriva nelle altre due decimo, sarà davanti ad un altro che arriva in tutte e tre quinto, quindi non si dovrà eccellere in tutte le discipline ma fare la prestazione nella propria e “cavarsela” diciamo, nelle altre due. Non si sacrifica la propria specialità insomma.

Da questo punto quindi avete iniziato a lavorare sulle gare nazionali con questa nuova formula?

Allora, diciamo che prima della gara di Arco non era ancora stata fatta una gara con questa formula. In ottica della preparazione olimpica, avevamo la necessità di capire quali erano gli atleti che, con questa struttura, erano già maggiormente competitivi per poter lavorare su di loro nel prossimo triennio.

Come si è sviluppata quindi l’organizzazione delle gare?

Ad Arco abbiamo fatto prima un raduno a metà luglio con una simulazione della formula olimpica, era una sorta di test pilota per capire come funzionava la questione, poi dopo abbiamo fatto la prima prova effettiva ufficiale sempre ad Arco e poi ci sarà a novembre l’appuntamento di Brugherio, sempre con la formula della Combinata.

Combinata che andrà a sostituire le classiche gare di Coppa Italia?

Assolutamente no. L’idea è quella di introdurre nel calendario una quarta disciplina con una sua Coppa Italia che andrà ad affiancare le già esistenti Coppa Italia Lead, Speed e Boulder ma dobbiamo ancora vedere se fare un singolo appuntamento o più tappe. E’ tutto in costruzione e da studiare così come le regole delle singole discipline all’interno della combinata.

A livello giovanile però, la Federazione Internazionale ha già fatto qualcosa di simile a Innsbruck o sbaglio?

Sì, ma attenzione. Ai mondiali giovanili di Innsbruck si è fatta una combinata dalla quale è uscita la classifica per le qualifiche ai Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires 2018. E’ stato un primo tentativo ma non con lo schema adottato da noi ad Arco. Per Under 16 e Under 20 hanno preso i primi 6 e hanno fatto una simulazione di finale olimpica mentre per gli Under 18 hanno preso i migliori 20 e fatto una simulazione di qualifica olimpica.

Qualifiche e finali olimpiche avranno una struttura particolare?

Al momento le finali di ogni disciplina seguiranno la formula delle finali in Coppa del Mondo. Le qualifiche hanno invece la struttura delle semifinali ma anche questo è in fase di valutazione.

Ma da Arco cosa è emerso quindi dal punto di vista puramente sportivo?

Allora, dalla gara di Arco e fin dal raduno di questa estate, abbiamo valutato vari aspetti degli atleti. Da una parte la preparazione strettamente fisica e la predisposizione al lavoro sulla Combinata e dall’altro il coinvolgimento al progetto olimpico che da qui a tre anni dovrà portarci ad essere competitivi. Abbiamo coinvolto medici e fisiologi per capire come rispondeva il fisico a questo tipo di sforzo che sotto molti aspetti è nuovo anche per noi. Poi c’è da lavorare anche sull’aspetto psicologico perché è innegabile che questo percorso ha messo fuori equilibrio aspetti molto radicati dell’arrampicata in senso lato. Arco e Brugherio infatti hanno nella presenza e nel coinvolgimento requisiti fondamentali nei processi di scelta di convocazione al quale poi si aggiungerà il risultato.

In che senso?

Beh, ora l’approccio deve essere molto più “scientifico” e con “metodo” se si vuole ragionare in ottica olimpica. L’idea ad esempio di un allenamento finalizzato ad un solo aspetto della preparazione, che ne so, il pangullich ad esempio, deve essere superato, o approcciarsi ad una singola gara con l’idea di “gara della vita” che va benissimo su quanto fatto finora e sulle gare classiche ma non per la preparazione.

E dal punto di vista dei risultati?

Un aspetto meraviglioso è che alcuni specialisti della Senior si sono voluti mettere in discussione portando a casa anche ottime prestazioni da una parte e dandoci conferme dall’altra. Per i ragazzi della Junior anche lì sono arrivate tante buone prestazioni che hanno solo confermato le idee iniziali ma i più giovani sono già cresciuti in un’ottica differente, più multidisciplinare.

Gli atleti dovranno cambiare il modo di allenarsi?

Direi di no perché la formula studiata premia la singola prestazione come ti ho detto e perché oggi come oggi, la disciplina regina parrebbe il Boulder, che praticamente fanno tutti. La Lead è da tempo orientata a vie sempre più boulderose, con passaggi violenti e riposi mentre la Speed è propedeutica sia per la Lead e che per il Boulder perchè mira a sviluppare soprattutto il lavoro di gambe. Capisci che non ci sarà nulla di penalizzato, anzi, sarà un modo di lavorare che darà sicuramente benefici a ogni specialità.

Esempi da seguire delle altre squadre?

Guarda le classifiche delle gare e hai tutti gli esempi che vuoi. I risultati parlano chiaro: giapponesi, tedeschi e francesi tra pochi anni non li vedremo più. Un esempio si tutti, Jan Hojer, che tutti davano come ultraspecialistico nel boulder, ha fatto le gare internazionali Lead e ha centrato delle finali ma è solo uno dei tanti. E’ il frutto del lavoro che stanno facendo e che abbiamo iniziato anche noi.

E tra gli altri sport esterni all’arrampicata cosa può essere considerato come esempio?

Al momento stiamo lavorando con altri Direttori Tecnici ma dobbiamo capire cosa può servire all’arrampicata. Personalmente seguo con interesse il triathlon ad esempio o il pentathlon, che da sempre sono multidisciplinare. Il punto è che stiamo osservando proprio la nascita di un nuovo sport in arrampicata, la Combinata, che non è la semplice somma delle tre discipline. Il primo passo sarà comunque quello di identificare prima il nostro modello di prestazione e quindi la disciplina madre, che pare sia il Boulder.

Quali possono essere invece gli scenari post Olimpiadi? E’ possibile che non ci sia un seguito e che stiate, permettimi, lavorando per niente?

Questo mi sento di dire, assolutamente no. Ti spiego, o dopo Tokyo l’arrampicata “funziona” nel circuito olimpico oppure non funziona e non viene ripresentata. In ogni caso, il lavoro fatto in questi tre anni è rivolto anche a porre le basi per un modo nuovo, più moderno e scientifico, di preparare gli atleti.

Si ma se la Combinata muore con Tokyo, tutto questo a cosa è servito?

E’ servito a fare dell’arrampicata uno “sport” con una sua “formula”! L’ho detto prima, molti altri sport olimpici si basano sulla multidisciplinarità e presentare atleti competitivi vuole dire, come ti ho spiegato, mantenere le loro caratteristiche di specialisti allargando le preparazioni e portandoli ad essere sufficientemente competitivi su tutti i terreni.

Questo discorso mi fa venire in mente, guardando dall’altra parte dell’oceano sportivo, i discorsi di campioni del motociclismo come Rossi, Marquez o altri che sostengono che per andare forte in Moto GP devi allenarti facendo motocross, enduro, trial…

Ma chiaro! Ogni sport ha capito che per migliorare la singola prestazione, una maggiore varietà di competenze supporta e non ostacola!

E se invece Tokyo va tutto bene?

Eh beh, lì allora abbiamo una base incredibile su cui proseguire e andare avanti ancora meglio in previsione del 2024! E’ tutto in enorme evoluzione…

Mi viene da pensare che anche le strutture di arrampicata potranno cambiare…

Beh certo. Non è da escludere la possibile nascita di Centri Federali dove preparare gli atleti di alto livello oltre a tutti gli altri utenti.

Ultima domanda, il CONI come sta recependo le novità che ha portato l’arrampicata?

Due parole. Massima libertà e massima disponibilità. Abbiamo avuto in pratica carta bianca per tutto, interesse ed attenzione, quindi ora c’è da non tradire le attese e portare quello che il CONI si aspetta da uno sport olimpico.

Insomma, mi pare di capire che ci siano tutti i requisiti, ora ci si deve solo rimboccare le maniche o sbaglio?

Ora spetta solo a noi. Stop.

Intervista Stefano Michelin

Coppa Italia Combianta Olimpica Arco di Trento
20/21 ottobre 2017

Risultati Combinata Femminile
1. Laura Rogora (Climbing Side Roma)
2. Giorgia Tesio (Il Punto Cuneo)
3. Andrea Rojas Tello (SASP Torino)
4. Andrea Ebner (AVS Brixen)
5. Giulia Medici (Vertigine 1996 ASD)
6. Martina Zanetti (Arco Climbing)

Risultati Combinata Maschile
1. Machael Piccolruaz (AVS MEran)
2. Riccardo Piazza (Arrampicata Libera Perugia)
3. Filip Schenk (AVS Brixen)
4. Pietro Biagini (Kadoinkatena Genova)
5. Francesco Vettorata (Fiamme Oro Meona)
6. David Piccolruaz (AVS Meran)

TAGS:
pietro pozza
Eigerextreme 740x195 it

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875