Margo Hayes: "Nessuna arma segreta, devi solo essere disposta a fallire"

Intervista esclusiva alla forte scalatrice americana dopo aver salito La Rambla e Biographie

04 ottobre 2017

Intervista esclusiva a Margo Hayes, l'atleta americana unica donna al mondo ad aver salito due 9a+, La Rambla in Spagna e Biographie in Francia.

Margo Hayes sale La Rambla! Margo Hayes sale Biographie! In pochi mesi questa piccola, riservata e sorridente atleta della nazionale americana ha messo a segno due salite da 9a+ che la proiettano nell’Olimpo di questo sport. La sua storica foto in lacrime dopo La Rambla ha fatto velocemente il giro del mondo, rappresentando perfettamente quel misto di gioia, soddisfazione e stanchezza che affiorano dopo un lungo progetto concluso. Solo un caso fortuito? Assolutamente no. Con già un altro superprogetto in Francia, dove si è trasferita per qualche tempo, ha puntato per certi versi ancora più in alto e ancora un volta ha stupito. Dopo averle parlato con lei ad Arco dove ha vinto l’Arco Rock Legend, Margo ci racconta in questa esclusiva intervista le sue sensazioni ed emozioni dopo queste due pazzesche salite.

Supercomplimenti per Biographie!! In che misura e per quali aspetti differisce secondo te questa via da La Rambla?

Grazie! È veramente difficile confrontare due vie come La Rambla e Biographie. Le ho vissute in maniera totalmente differente! Ho un grandissimo rispetto per queste due vie e per ciò che mi hanno richiesto per salirle. Risolvere La Rambla era un sogno. Nessuna donna aveva mai salito quel grado e in un certo senso ero più rilassata perché non avevo nulla da perdere. In Francia, quando provavo Biographie, mi chiedevo se ero veramente pronta per questa via. Sapevo che l’impegno sarebbe stato assoluto. Ho parlato a lungo con i miei amici sulle loro metod e ho visto più volte i video di Chris. Sapevo che sarebbe stato un “percorso” che dovevo seguire per arrivare a chiudere questa via, un processo pieno di difficoltà.

Riesci a mantenerti totalmente attaccata a un progetto per lungo tempo senza sentire eccessiva pressione?

Per Biograhie in un paio di occasioni mi sono dovuta staccare dal mio progetto e mettere una certa distanza tra me e la via. Dovevo ritrovare un po’ di equilibrio interiore.

Hai avuto un partner particolare durante i tentativi e la salita?

Anche se sono stata sotto Biographie più volte con persone differenti, ho lavorato spesso la via con Matty Hong e Daniel Woods, mio amico e mentore, ma il mio riferimento è stato Arnaud Petit. Con lui ho parlato a lungo durante il mio anno in Francia e mi ha davvero insegnato tantissimo. È stato incredibilmente generoso nel trasmettermi tanta della sua conoscenza e questa con i suoi insegnamento sono stati il mio strumento per salire Biographie.

Al momento solo tu e Anak Verhoeven avete salito il 9a+ e praticamente tutte le donne da 9a sono agoniste. È logico pensare che solo le donne del circuito di Coppa del Mondo possano fare questo grado?

Anak è stata meravigliosa a realizzare la first ascent di Sweet Neuf! L’arrampicata femminile sta crescendo molto e i confini si stanno allargando in tutte le discipline del nostro sport. Posso dirti che ci sono altre donne che stanno lavorando Biographie e non tutte fanno gare. No, direi che per il 9a+ non devi per forza essere un atleta della World Cup.

C’è un motivo per cui hai deciso di provare prima La Rambla e poi Biograghie?

Ho avuto la possibilità di provare La Rambla grazie a Matty Hong e Jon Carwell che mi hanno invitato prima di partire per la Francia. Mi piaceva l’idea anche per la bellezza del tiro e per la sua incredibile storia. Quando mi sono trasferita, Biographie è diventata la scelta logica.

Motivazione e preparazione totale a parte, hai “un’arma segreta”?

No, nessuna arma segreta. Sapevo che avrei dovuto affrontare un grandissimo impegno e dovevo essere disposta a fallire sia per La Rambla che per Biographie. Molti fortissimi scalatori hanno provato queste vie senza chiuderle e sapevo di dover restare con i piedi ben piantati a terra, concentrandomi sul percorso che ti dicevo prima, non sul risultato finale. Sapevo che sarebbe stata una cosa lunga e che era fondamentale non perdersi d’animo nei momenti difficili, tutto qui.

Per le tue salite di 9a+, senti ora una particolare pressione nelle gare o anche solo per l’esplosione della tua personale notorietà?

No, in gara non sento pressioni solo perché ho fatto due 9a+. Sto imparando a pesare separatamente gare e arrampicate all’aperto.

Sempre in termini di pressione, come vivi i momenti prima di una gara e prima del giro buono sul tuo progetto in falesia?

La differenza principale è che in falesia non hai limiti di tempo mentre in gara hai un tentativo e pochi minuti per scalarlo. Sento un po’ l’urgenza di salire durante le competizioni, mentre fuori l’atmosfera è più rilassata, giocosa. Alle volte però, quando scalo fuori mi sento frustrata se perdo la concentrazione ma è sempre un’esperienza incredibilmente positiva!

Intervista: Stefano Michelin

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