Valery Rozov, addio allo zar del BASE jumping

Incidente letale sull'Ama Dablam per l'asso sovietico

13 novembre 2017
Incidente letale per il base jumper russo Valery Rozov sull'Ama Dablam.

E così, alla fine, anche per Valery Rozov l’ennesimo salto è stato fatale. Sabato infatti, il fuoriclasse russo è rimasto vittima di un incidente durante un volo dall’Ama Dablam, cima di 6812 metri sulla catena dell’Everest, quando stava inseguendo un altro dei suoi sogni temerari e futuristici.

A 52 anni, Valery era uno tra i più famosi e rispettati basejumper al mondo. All’attivo aveva non solo migliaia di voli con la tuta alare ma una lista lunghissima di primati. Nel 2016 ad esempio, il lancio era stato da 7770 metri di quota sul Cho Oyu e prima ancora, nel 2013, dai 7220 metri del Changstse. Famosi sono stati i suoi salti dal Cervino o dal Monte Bianco e solo questo agosto aveva stabilito il record del salto più alto del sud America gettandosi dai 6725 metri del Nevado Huascarán della Cordillera Blanca. Per raggiungere i punti di lancio, Valery era protagonista naturalmente anche di vere e proprie salite alpinistiche, altra disciplina dove ha sempre mostrato ottime qualità.

A dare notizia dell’incidente è stato Mingma Gelu Sherpa, responsabile del Seven Summit Club, progetto che avrebbe dovuto portare Valery a saltare da tutti i continenti della Terra. Nato il 26 dicembre 1964 a Nizhny Novgorod, in Russia, era un atleta del team Red Bull.

news repubblica.it

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