
Mark Twight - James Martin
Traduzione di Giovanni Benedetti
Il libro è diviso in quattro sezioni
La prima affronta l'aspetto fondamentale del carattere di un alpinista, e dell'attitudine mentale con cui si affronta la montagna. Cercate di sopportare la nostra spacconeria, e vedrete come la sottile linea che divide il successo dalla sconfitta è tracciata nella nostra testa.
I tentativi più raffazzonati sono quelli destinati a fallire prima ancora di infilarsi l'imbrago.
La seconda sezione illustra come prepararsi a una salita impegnativa: allenamento mentale e fisico, forza, potenziamento cardiovascolare, nutrizione.
La terza parte tratta dell'equipaggiamento: l'abbigliamento più adatto, il materiale più affidabile e la scelta dell'attrezzatura migliore.
I capitoli finali, incentrati sulla tecnica alpinistica, sono il cuore del libro.
Dal momento che l'uso e la scelta dell'attrezzatura sono due aspetti inscindibili, anche in questa parte abbiamo comunque inserito qualche discorso sul materiale. Ha poco senso infatti esaminare i vari modelli di fornello da campo al di fuori dell'ambito dei bivacchi.
Questi ultimi capitoli sulla tecnica vi porteranno in cima alla montagna, e poi di nuovo alla base, attraverso una serie di nozioni sulla sicurezza in parete, i bivacchi, e la comunicazione all'interno della cordata.
Pagina dopo pagina troverete alcune storie di montagna che illustrano i vari aspetti dell'alpinismo estremo.
Mark ha vissuto gran parte di queste avventure, mentre amici e conoscenti le restanti.
Pensate ad Alpinismo Estremo come a un resoconto dal confine dell'immaginabile.
Mark Twight
DALL'INTRODUZIONE di Michael Kennedy:
Nel giugno del 1977 ebbi l'incredibile fortuna di arrampicare con due dei miei eroi di sempre:
Jeff e George Lowe. Eravamo in Alaska, sul versante Nord del Monte Hunter. Avevamo già conquistato milleduecento metri di parete quando una cornice di neve collassò improvvisamente sotto il peso di Jeff, trascinandolo giù per una ventina di metri. Durante la caduta un rampone gli rimase impigliato da qualche parte, sotto la neve, e la caviglia cedette. Io al tempo ero uno scalatore naif, (...leggi tutto...)
DALL'INTRODUZIONE DI Mark Twight
(...) Ogni via estrema ha un prezzo, e se non sei pronto a pagarlo, meglio abbassare il tiro.
In montagna incontriamo situazioni di pericolo in cui soltanto un vasto bagaglio di conoscenze permette una risposta adeguata. È fondamentale avere una precisa competenza su ogni singolo aspetto della vita in parete. (...)
Muovendosi su terreno insidioso, rapidità significa sicurezza. Scalare al proprio limite è come giocare alla roulette russa: con ogni rotazione del tamburo, le probabilità di trovare la pallottola aumentano. "Continua a salire" è quindi il mantra che l'alpinista estremo ripete costantemente. Quello di muoversi velocemente è un concetto che permea ogni pagina di questo testo.
Scegli la tecnica che più si addice al tuo stile e alle tue ambizioni. Leggi, studia, metabolizza, rielabora, sfrutta le idee che funzionano meglio per te, e scarta o ignora ciò che ritieni inutile. Assicurati di essere sulla stessa lunghezza d'onda del tuo compagno: per alcuni è fondamentale salire una via completamente in libera, e appendersi al materiale sarebbe inaccettabile. Se non sei un purista altrettanto rigoroso, forse è meglio sceglierti un altro compagno. (...leggi tutto...)
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Pagine 184
Lingua ITA

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