Michael Wohlleben, intervista dopo la salita di Parzival

L'allrounder tedesco parla della sua ultima impresa

17 luglio 2017

La bella realizzazione di Michael Wohlleben sulla Westliche Dreifaltigkeit in Svizzera, ha messo una volta di più in luce le doti di questo scalatore votato alla montagna in tutti i suoi aspetti sportivi e che si trova parecchio a suo agio con le vie di alta difficoltà in questo genere di ambiente. Alpinista, sciatore, trail runner, Michi trova in ogni stagione diversi modi di andare per monti e con la prima libera di Parzival ha forse messo a segno quelle che sarà al sua prestazione più impegnativa di sempre su roccia. Forse…

Bene Michi, raccontaci quando è nata la decisione di provare in libera questa via. Come ha preso il via il tutto?
Lo scorso anno avevo trascorso un po’ di tempo nel nord della Svizzera, nel complesso dove si trova Parzival. Durante l’avvicinamento ad altre vie, sono passato davanti all’imponente Westliche Dreifaltigkeit e subito mi sono sentito attratto da questa parete. Dopo appresi che lì passava anche Parzival e che la via non era stata ancora liberata. Così ci ho messo subito le mani sopra, provandola ad inizio novembre dello scorso anno, ma mi sono infortunato leggermente ad un tendine durante un allenamento e non ho potuto lavorarla fino a quest’anno.

Tatticamente qual’è stato il tuo approccio per provare i tiri e salirli in libera?
Avevo già una certa esperienza con prime salite simili come Gehts noch Doc (8a/250m), Antro.Po.Cene (8a/500m) a Taghia o Hystrix (8a/250m) in Sicilia e quindi sapevo abbastanza come approcciarmi su vie solo all’apparenza impossibili.
Sapevo che per esempio Silvan Schüppbach l’aveva provata, così come altre persone, salendo alla lunghezza più difficile dopo aver risolto i tiri precedenti ma su questa roccia, affilata e tagliente, soprattutto a livello di pelle, si patisce molto.
Così prima ho lavorato il tiro di 8b calandomi dall’alto, dove il crux mi ha chiesto 2-3 ore di tentativi lasciandomi le dita sanguinanti, e dopo si è trattato “solo” di scalare in economia i primi tiri per arrivare sufficientemente fresco a quello più difficile.

Di che via si tratta? Come sono le protezioni?
E’ una via grandiosa! Le prime due lunghezze sono di 7b – 7c su placche a 80-85°. Quindi arriva un tetto molto spesso bagnato cui segue una placca di 20 metri e che è per la me il tiro più bello. Poi però arriva il vero duro della via. Pochi metri dopo la sosta, c’è una sequenza di quattro metri boulderosi con mani molto piccole e piedi orribili, poi torna facile per (circa 7a) quindi altri 5 movimenti boulder molto tecnici, sempre su piedi piccoli e prese per le mani sfuggenti.
Segue quindi un ingaggi oso 7c, non tecnico ma stancante e quindi l’ultimo 7a+ abbastanza facile. Tutta la via è ben protetta, alle volte un po’ lungo ma mai pericoloso.

Ci sono vie che hai risolto prima tecnicamente simili a Parzival?
Direi forse Hystrix dove ho fatto anche lì la FFA ma che non è così tecnica e Gehts noch Doc un po’ ma è abbastanza unica.

Credi che ci siano molte altre vie da salire in libera nelle Alpi?
Onestamente non sono uno scalatore fortissimo; sono più che altro un alpinista, guida alpina e allrounder. Per me non credo ci siano molte altre possibilità come Parzival ma uno dei miei obiettivi più grandi è Silbergeier ma di certo né quest’anno né l’anno prossimo.
Sicuramente ci sono altre vie da liberare ma si deve conoscerne la storia, trovarle, e magari sono anche troppo difficili…

Quali altri progetti ha in mente?
Ho qualcosa in mente ma più legato all’alta montagna che all’arrampicata su roccia. E poi è estate, è tempo di running anche…:)

testo www.michiwohlleben.de
photo Frank Kretschmann

Intervista Stefano Michelin

Eigerextreme 740x195 it

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875