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ph. dal sito di Marco Pukli
ph. dal sito di Marco Pukli

CHIODATURA CON RESINATI

Il punto di Marco Pukli

06 Febbraio 2012

 

 
Avevamo pubblicato in dicembre un pezzo di Marco Pukli che denunciava la chiodatura con fittoni resinati, pericolosa in alcuni settori della Val Pennavaire - Liguria, per l’uso di materiali non idonei. Ora Pukli torna sull’argomento dell’attrezzatura con collanti chimici e pubblica sul suo sito un  articolo di particolare interesse.
 
“…Non sono pochi i problemi riscontarti negli ultimi anni in alcune nostre falesie: resinati che muovono, resinati che si tolgono, resinati che provocano incidenti e resinati diversamente stabili. In certi settori, a dire il vero un po’ disgraziati, si è arrivati a rilevare decine di ancoraggi “ballerini”, che muovono, e che pertanto non sembrano garantire un livello di sicurezza sufficiente.
 
Per far sì che un ancoraggio resinato tenga e sia sicuro è essenziale che il chiodatore rispetti con grande disciplina e rigore tutta una serie di regole tecniche. Nel complesso, molte di queste regole vengono quasi sempre rispettate; per esempio, il criterio di utilizzare chiodi prodotti e certificati appositamente per l’arrampicata sportiva è stato ormai accettato da quasi tutti i chiodatori.
 
Purtroppo, molti altri concetti estremamente importanti vengono invece spesso “dimenticati” o trascurati; per esempio, ci sono ancora molti chiodatori che si ostinano a utilizzare resinacce “poliestere”, di tipo economico, non adatte alla chiodatura di vie d’arrampicata sportiva, anziché resine “per carichi pesanti”, che garantiscono sempre ottima tenuta e durata nel tempo.
 
Ecco allora la necessità di questo breve saggio, nel quale cerco di fare il punto della situazione sulle tecniche attuali di chiodatura, nella speranza che situazioni di questo tipo non si possano più verificare. Resta inteso che questo non è un “manuale” di chiodatura, bensì solo il mio “punto di vista” di chiodatore. Cionondimeno, illustrare il proprio punto di vista è un passaggio fondamentale per lo sviluppo di una buona cultura della chiodatura”.
 
 
 
ARTICOLO  completo sul sito di Marco Pukli

 

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