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La via Tempest
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Mandorlita
Mandorlita

NUOVE VIE AL MONTE GREUVETTAZ

Tre vie aperte da Marco Farina in Val Ferret

20 Luglio 2012

 Tra il 2011 e il 2012, Marco Farina, Francois Cazzanelli, Elia Andreola e Rémy Maquignaz hanno aperto tre vie nuove sul versante est del Mont Greuvettaz, nel massiccio del Monte Bianco: Mandorlita (460m, 6b+, 6a obbliigatorio), Centocinquanta (6a+ - 6a obbl. 460m),  e Tempest (6c+ - 6b obbl. 270m).

Ecco il racconto di Marco Farina.

MONT GREUVETTAZ 3684m versante est
Quando si sale la Val Ferret, una volta arrivati ad Arnouva, non si può non notare le belle e imponenti pareti di roccia che sovrastano il bacino del Mont Greuvettaz. Si intuisce subito che l’intero bacino è selvaggio e severo.
Ero già stato qualche anno fa con mio fratello Massimo a dare un'occhiata, poi dopo una chiaccherata con Manlio Motto e qualche consiglio mi decisi ad affrontare quelle pareti. L’idea interessò subito il socio di tante avventure (nonché collega) F. Cazzanelli, tanto più che su queste montagne avevano messo la firma alcuni dei nomi più importanti dell’alpinismo degli anni 70 80 e 90, tra cui Manera, Piola, Vogler, Motto. Non poteva rifiutare... L'estate scorsa ho aperto due itinerari ma ne mancavano ancora uno o due, e così nell’estate 2012, dopo una lunga convalescenza durata tutto l'inverno io e Francois decidiamo di ritornare al Greuvettaz, alla prima torre della parete est, una parete verticale e severa, un susseguirsi di placche e diedri di granito grigio. A noi si era aggiunto Rémy Maquignaz. In due giorni non consecutivi siamo riusciti ad aprire Tempest, un via bellissima che ricorda (nelle prime 4 lunghezze) il Capucin. Il primo giorno abbiamo tracciato le prime 4 lunghezze, poi abbiamo dovuto battere in ritirata a causa di un temporale e di alcune nostre dimenticanze (metà degli spit erano rimasti nello zaino alla base!)
Finalmente, a metà luglio, la meteo si è messa al bello, così senza pensarci troppo abbiamo ripreso il solito sentiero verso il bivacco Comino, determinati a finire la via. Le prime lunghezze sono filate via velocemente, ma giunti alla 5° il tempo si è nuovamente guastato. Non ci fu nemmeno bisogno di troppe parole: “Okay, si continua !”
Così in mezzo a pioggia, neve e grandine siamo arrivati in vetta nello stesso punto dove esce la via di Piola. Per entrambi è stata un'emozione unica e una grande soddisfazione, tanto che la discesa è pesata più di tanto. Tutte le vie su questa montagna hanno per gli apritori un significato particolare per le emozioni sentite o le avventure vissute. Anche noi nel nostro piccolo abbiamo sofferto e lottato per raggiungere i nostri obbiettivi.


Marco Farina,
Gruppo Militare Alta Montagna


Ringrazia: Pellissier Sport Valtournenche e Grivel.

 

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La via Centocinquanta
La via Centocinquanta

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