UPCLIMBING.com http://www.up-climbing.com/it/index.html news from our website Super Cold Couloir Video http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3327     Il 26 gennaio scorso,Tanja Schmitt e Matthias Scherer hanno percorso il classico itinerario glaciale del Cold Couloir in Valeille a Cogne concludendo la salita in cima alla Punta Rossin.   Non hanno perso tempo nella loro gita di circa 1200 metri di dislivello, portata a termine in poco più di 5 ore, realizzando anche le riprese per questo video che mostra il sistema di assicurazione adottato.   Fonte: Matthias Scherer         http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3327 Ben Nevis: Don’t Die of Ignorance 2^ libera http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3326   Il 29 gennaio Greg Boswell e James Dunn hanno portato a termine la seconda salita in libera di Don’t Die of Ignorance su The Comb al Ben Nevis in Scozia. L’itinerario era stato aperto nel Febbraio 1987 dai celebri britannici  Simon Yates e Andy Cave e valutato  VI/6 /A2.   Nel marzo 2008 Dave MacLeod accompagnato  da Joe French riesce, dopo sei tentativi, a liberare Don’t Die of Ignorance e la valuta XI/11 la più difficile linea invernale della montagna.   Fonte: UKC -  scottishwinter   http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3326 Pembroke Deep Water Solo VIDEO http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3325      Nell’estate del 2011 Neil Gresham ha tracciato una delle più difficili deep water solo della Gran Bretagna nella Hollow Caves Bay , nella zona di Pembroke, sud est del Galles.   Si tratta di Hydrotherapy (8a+) itinerario che segue una linea verticale sulla destra della ancora irripetuta  Underworld (E7), via trad aperta da Ben Bransby e Ian Vickers.   Ecco il video.   Fonte e altre info UKC  Photo e Video Liam Cook   http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3325 E’ morto Vitaly Gorelik http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3324       Anna Piunova di www-mountain.ru ci ha appena trasmesso questa tragica notizia:   “Circa un’ora fa l’alpinista russo Vitaliy Gorelik è morto al Campo Base del K2 per insufficienza cardiaca. E’ stato per più giorni sottoposto a ventilazione medica. Aveva anche riportato congelamenti alle mani. L’elicottero non è potuto atterrare perché era in corso una violenta tempesta.”   Gorelik faceva parte del team che stava tentanto la salita invernale al K2 e aveva già raggiunto quota 7200 metri, prima di scendere a causa del maltempo.  La spedizione - a questo punto - è da ritenersi conclusa.   Nell’agosto del 2009, Gorelik insieme a Gleb Sokolov aveva aperto una via grandiosa  sulla nord del Peak Pobeda 7439m la cima più elevata delle montagne del Tien Shan.  L’ascensione aveva ricevuto la nomination ai Piolets d’or del 2010.   Fonte: Anna Piunova www montain.ru   http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3324 Zanna Bianca nuova linea di ghiaccio http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3323     Lunedì 30 gennaio 2012 la Guida Alpina Gianni Dorigo, con il fratello Albino ha aperto Zanna Bianca, una nuova cascata nella Forra della Vinadia, a Vinaio di Lauco (UD).   Il pilastro di ghiaccio non tocca il suolo e per raggiungerlo bisogna fare qualche passo di misto. Sono 25 metri molto complessi in cui il capocordata è riuscito a proteggersi anche con friend.   Il primo Febbraio c’è stata la prima ripetizione ad opera di Marco Milanese e Alex Franco.    Ad accompagnarmi in questa avventura mio fratello Albino che sopportando il freddo polare di questi giorni mi ha assicurato mentre combattevo questa dura battaglia di 25 metri. Una partenza di misto molto “psycho” fino a raggiungere i primi funghi di ghiaccio e poi stando a sx in spaccata sulla roccia, con molta calma ma discrete protezioni sono arrivato in cima. Molto utili i friend che ho portato, infatti durante il sopralluogo avevo visto alcune fessure.   Un paio i punti di riposo e addirittura uno in cui posso stare seduto. A mio parere le difficoltà sono 7°- su ghiaccio, M8 di misto, I di ambiente e X (attenzione esiste anche il pericolo di crollo della struttura), ma attendo una ripetizione a conferma di quanto affermo. Durante la salita si è sfasciato molto il ghiaccio in partenza rendendo più difficile una eventuale ripetizione anche perché è poco alimentata dall’acqua. Grande la soddisfazione, per me la cascata più difficile mai salita.…       Zanna Bianca Alpi Carniche, Lauco (UD) Friuli Venezia Giulia Apritori: Dorigo Gianni, Dorigo Albino 30 gennaio 2012.   Difficoltà: 7°- ghiaccio, M8 misto, I ambiente, X pericolo crollo. Prima ripetizione: Il 1 Febbraio 2012 da parte di Milanese Marco e Franco Alex. Accesso generale: Da Udine seguire l’autostrada A23, prendere l’uscita Carnia e proseguire in direzione Tolmezzo, da qui prendere la SS52 in direzione Villa Santina e al centro dell’abitato svoltare a destra in direzione Lauco, attraversare l’abitato e raggiungere la frazione di Vinaio. All’ingresso del paese noterete sulla destra un cabina dell’ENEL con le indicazioni della Forra. Accesso: Dalla cabina dell’ENEL scendere verso il pendio di destra raggiungendo in breve il torrente, da qui, perdendo ancora quota, inoltrarsi all’interno della forra per 15 minuti seguendo le tabelle riportanti l’indicazione “forra”. Prima di aver oltrepassato l’enorme sasso incastrato sulla sinistra apparirà “Zanna Bianca”. Discesa: Doppia su albero attrezzata.       Fonte e foto: Gianni Dorigo    GUIDA ALPINA GIANNI DORIGO ( UIAGM, IFMGA, Guide Alpine InMont ) http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3323 Chiodatura con resinati http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3322     Avevamo pubblicato in dicembre un pezzo di Marco Pukli che denunciava la chiodatura con fittoni resinati, pericolosa in alcuni settori della Val Pennavaire - Liguria, per l’uso di materiali non idonei. Ora Pukli torna sull’argomento dell’attrezzatura con collanti chimici e pubblica sul suo sito un  articolo di particolare interesse.   “…Non sono pochi i problemi riscontarti negli ultimi anni in alcune nostre falesie: resinati che muovono, resinati che si tolgono, resinati che provocano incidenti e resinati diversamente stabili. In certi settori, a dire il vero un po’ disgraziati, si è arrivati a rilevare decine di ancoraggi “ballerini”, che muovono, e che pertanto non sembrano garantire un livello di sicurezza sufficiente.   Per far sì che un ancoraggio resinato tenga e sia sicuro è essenziale che il chiodatore rispetti con grande disciplina e rigore tutta una serie di regole tecniche. Nel complesso, molte di queste regole vengono quasi sempre rispettate; per esempio, il criterio di utilizzare chiodi prodotti e certificati appositamente per l’arrampicata sportiva è stato ormai accettato da quasi tutti i chiodatori.   Purtroppo, molti altri concetti estremamente importanti vengono invece spesso “dimenticati” o trascurati; per esempio, ci sono ancora molti chiodatori che si ostinano a utilizzare resinacce “poliestere”, di tipo economico, non adatte alla chiodatura di vie d’arrampicata sportiva, anziché resine “per carichi pesanti”, che garantiscono sempre ottima tenuta e durata nel tempo.   Ecco allora la necessità di questo breve saggio, nel quale cerco di fare il punto della situazione sulle tecniche attuali di chiodatura, nella speranza che situazioni di questo tipo non si possano più verificare. Resta inteso che questo non è un “manuale” di chiodatura, bensì solo il mio “punto di vista” di chiodatore. Cionondimeno, illustrare il proprio punto di vista è un passaggio fondamentale per lo sviluppo di una buona cultura della chiodatura”.       ARTICOLO  completo sul sito di Marco Pukli   http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3322 Alex Honnold in Messico http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3321 <!-- /* Font Definitions */ @font-face { panose-1:2 0 5 0 0 0 0 0 0 0;} @font-face { panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; font-size:12.0pt;"Times New Roman"; mso-bidi-"Times New Roman";} p {margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; font-size:10.0pt;"Times New Roman"; mso-bidi-"Times New Roman";} @page Section1 {size:612.0pt 792.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;} div.Section1 {page:Section1;} --> Alex Honnold, Will Stanhope e Paul McSorley hanno realizzato la salita di due vie sulla parete est (400 metri) del El Gran Trono Blanco in Messico,  tra cui la prima libera di The Giraffe (8a, 11 lunghezze).   Il secondo itinerario realizzato, Pan-American Route,  è una via in artificiale di 10 tiri, liberata nel 1993 da Paul Piana che l’aveva valutata  7a+. Stanhope e McSorley ne avevano provato la onsight qualche anno fa; questa volta è stato Honnold a tentare di salirla in questo stile, senza però riuscirci.   Sia lui che Stanhope l'hanno scalata in libera e successivamente Honnold e McSorley sono ritornati e hanno aggiunto due lunghezze all'originale. Giraffe è una difficile via in artif a sinistra della precedente con due tiri intorno all’8a e sei fino al 7a+.   Honnold è riuscito a liberarla interamente. “La più bella della parete, su eccellente granito" ha detto il climber americano – “Come dimensioni e tipo di scalata  assomiglia alle pareti più piccole di Yosemite.   Fonte e altro info: Climbing http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3321 Dolomiti: Illuminati 1^ rip. Femminile http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3320       Il 27 gennaio scorso, la tedesca Ines Papert accompagnata dall’austriaca Lisi Steurer è riuscita a chiudere il conto con Illuminati M11+/WI 6+, la via aperta da Albert Leichtfried in Vallunga (Val Gardena) realizzando così la probabile terza ripetizione e  prima femminile dell’itinerario.   La Papert ci aveva provato già tre volte, con Leichtfried nel 2006, con Astner nel 2009 e con Angelika Reiner  nel 2010, passando sempre la sezione di dry, ma trovando la parte di ghiaccio non in condizioni favorevoli.   Come scrive sul suo blog, è stata avvertita delle condizioni accettabili dalla guida dei Catores Hubert Moroder e una volta in azione ha trovato il free-standing del tratto chiave abbastanza sottile e delicato,  tanto che non ha potuto mettere viti per parecchi metri.   Illuminati è stata ripetuta nel 2008 da Florian Riegler e dalla cordata composta dallo sloveno Klemen Premrl e dall’italiano Erik Svab. Nel 2010 lo spagnolo Luis Penin non è riuscito a completare la parte di ghiaccio per le cattive condizioni dello stesso.   Fonte:  sito di Ines Papert    Illuminati A.Leichtfried e D.Tavener 2006 Difficoltà: IV/6+/ M11+ Lunghezza: 165m Esposizione: SE Quota: 2000m Avvicinamento: 1 ora   Materiale: 12 rinvii, normale attrezzatura da ghiaccio. In via fix inox   Relazione dei primi salitori 1. tiro.: M 11-. 30m, 12m di strapiombo. Resistenza, passaggio chiave verso la fine del tiro 2. tiro: M 11+. 25m, 10m di strapiombo. Severo, misto difficile 3. tiro: M 8-. 30m, 3m di strapiombo. Si supera la tenda di ghiaccio 4. tiro: WI 4. 30m, verticale in parte. Ghiaccio perfetto, facile progressione 5. tiro: WI 6+. 50m, verticale. Pilastro con ghiaccio di bassa qualità     Accesso:  La colata è ben visibile dal sentiero nella parte alta del vallone successivo a quello di Yosemite Ice Fall. Risalire il dosso che nasconde la prima parte della colata.  Discesa: con 3  doppie attrezzate sul bordo destro (vedi foto) Relazione di Albert Leichtfried tratta da Alpine Ice http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3320 Jimmy Webb a Fontainebleau http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3319 Alla sua prima visita a Fontainebleau, Jimmy Webb ha subito messo a segno importanti risultati, salendo 2nd go "Partage" (8A+) e poi "Kheops assis", 8B+ al Rempart, risolto in circa un'ora, come aveva fatto recentemente il canadese  Sean McColl. Per completare l'opera, la salita flash di Fourmis Rouges 7C+. Fonte: UKC/Bjorn Pohl anche con mini intervista a Webb   http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3319 Hukkataival 8B+ FA a Bleau http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3318 . Nalle Hukkataival ha realizzato in un giorno due blocchi di 8B + a Fontainebleau, di cui il primo - Realist - costituisce una prima salita. Nalle è poi venuto a capo rapidamente di Gecko assis, che ritiene un blocco "soft" per il grado. A proposito di Realist scrive sul suo blog: "l'ho pulito solo qualche giorno fa. Non riesco a credere che a Fontainebleau si possano ancora trovare linee come questa! E' una perfetta combinazione dello stile svizzero su piccole tacche e quello di Font." Fonte: 27crags  blog Hukkataival Foto: blog Hukkataival     http://www.up-climbing.com/it/index.html?guid=3318