Nuova Zelanda, fra salite e (prime) discese

L'intervista a Enrico Mosetti

19 novembre 2017
Inverno, autunno, primavera; non si è ben capito che stagione fosse in Nuova Zelanda, dove Enrico Mosetti insieme a Ben Briggs e Tom Grant hanno effettuato delle interessanti prime discese con gli sci. Tra queste vanno sicuramente menzionate la discesa della Caroline Face sul Mt. Cook e la discesa della Zig Zag Rout sul Malte Brun.
Ne scopriamo un po' di più chiaccherando con Enrico Mosetti, da poco rientrato dal viaggio.

Ciao Enrico, come è nata l'idea di questo viaggio?

Un mio amico che si trova a Chamonix, Ross Hewitt, mi aveva chiesto se volevo unirmi a lui e a Tom (Grant ndr) per andare in Nuova Zelanda, dove loro erano già stati due anni fa, così abbiamo deciso di aggiornarci verso fine estate. A settembre purtroppo Ross è stato colto da un'ernia e non è potuto partire...così mi sono organizzato con Tom, con il quale avevo già sciato e così abbiamo deciso di partire.

Quali erano i vostri obiettivi pre-partenza?

Tom e Ben erano molto presi dalla Caroline Face. Io invece ne ero un po' scettico, avevo visto solo delle foto, e non ero molto convinto. Avevo in mente una linea del triestino Mauro Rumez.

Sapevamo che a luglio e agosto aveva nevicato tanto, quindi pensavamo che le condizioni potessero essere buone.

E poi, cosa avete deciso di fare?

I primi giorni il tempo non era ottimo e  abbiamo girato nella giungla tra pioggie e cascate. Poi siamo tornati sul lato est della NZ e ci siamo diretti al MT. Cook Village dove finiscono i ghiacciai. È quindi venuto bel tempo, così siamo volati con l’elicottero per andare a fare una perlustrazione alla Caroline Face e la neve sembrava ben messa. Il giorno dopo c'era molto vento e abbiamo giocato tutto il giorno a scacchi al rifugio. Il giorno dopo siamo saliti di nuovo a vedere la parete, la neve sembrava ancora meglio, come se non fosse stata toccata dal vento. Abbiamo sentito le previsioni al bivacco, sembrava che il giorno dopo, il 27, dovesse essere perfetto. Abbiamo così deciso di andare.

Dopo esserci svegliati a mezzanotte, siamo presto partiti. Abbiamo risalito la cresta est che è una bellissima cresta di neve e ghiaccio lunga 600 m e molto affilata (1600 D+ dal rifugio). C'era tantissima neve e a volte ci arrivava fino al petto. Ci siamo legati solo gli ultimi 100 m dove abbiamo trovato del ghiaccio vivo. Ci abbiamo impiegato 7 ore e mezza per salire. Speravamo di cominciare la discesa intorno alle 9.30.

Siamo usciti sul Middle Peak del Mt.Cook, senza andare in cima, siamo poi arrivati al Porter Col. Abbiamo cercato a lungo un punto sicuro dove fare una doppia ma è stato difficile. Siamo riusciti a superare un seracco di 80° con 2 doppie da 50m. Siamo arrivati sulla neve e vi abbiamo trovato mezzo metro di neve fresca. Abbiamo cominciato a sciare. La prima parte sembrava essere una grande diagonale ma in realtà è una parete bellissima. Poi abbiamo incrociato la Clit Route che abbiamo seguito. Abbiamo trovato un altro seracco di 100 m dove si è formata una rampa. Abbiamo proseguito con una sola doppia di 40 metri e poi siamo andati giù fino a 1800 m. Dopo di che abbiamo risalito il colle e siamo tornati al rifugio. In tutto abbiamo impiegato 14/15 ore tra salita e discesa.

Quali sono le tue sensazioni su questa prima discesa?

é andata benissimo. Sapevamo che comunque non era una discesa ripidissima. Non pensavamo fosse così bella la neve, ne siamo rimasti impressionati, si sciano tutti i 2000 metri di parete.

Non è una sciata tecnicamente difficile, ma devi essere sia un ottimo sciatore che un ottimo alpinisita per via della salita che è impegnativa. Insomma, devi essere piuttosto completo. Abbiamo trovato delle condizioni così belle "che non ci sembrava possibile potesse essere così brutto" (a detta degli altri ndr). Chi ci ha provato ha sempre trovato una parete di ventro e molto vento. é vero anche che non sono andati così in tanti.

Come è proseguito il viaggio?

Il giorno dopo era bello ma eravamo distrutti e ci siamo alzati a mezzogiorno. Dovevamo decidere se rimanere su (avevamo cibo per 10 gg), volevamo sciare il più possibile, finire le provviste e poi scendere. Ma le previsioni davano 4 giorni di brutto.

Così ci siamo fatti venire a prendere da un aereoplanino siamo tornati in paese. Abbiamo aspettato.

Quando mi sono venuti a prendere a inizio viaggio Ben e Tom mi hanno fatto vedere una foto di 30 anni fa del Malte Brun. é la montagna più alta e da nome al circondario, si trova proprio di fronte al Cook e sopra questo ghiacciaio Tasman lungo 30 k. Non era mai stata sciata, è la più alta, insomma...ci intrippava.

Abbiamo salito i 600 metri della parete del Malte Brun dalla Zig Zag Route, sulla quale abbiamo anche scalato un piccolo tiro di misto da 20 m. E poi l'abbiamo sciata. Fino alla doppia che abbiamo dovuto fare abbiamo trovato della bella polvere. é comunque una sciata molto diversa dalla Caroline dove facevi curvoni a manetta. Qui invece scendi più controllato, tra neve e roccette. è una discesa più tecnica nell’ottica dello sci ripido. Io ad,ogni modo, sono abbastanza abituato a questo genere di cose…assomiglia molto di più a una discesa che puoi trovare sulle Alpi. Tutto il contrario della Caroline Face.

Abbiamo dormito in tenda. Poi abbiamo salito un'altra montagna lì vicino ma le condizioni della discesa che volevamo fare non erano interessanti così siamo riscesi da una cosiddetta classica.

Poi c'è stata la mezza maratona sul ghiacciaio per tornare. Eravamo 3 punti isoltati sul ghiacciaio. Ognuno distante dall'altro e preso dalla sua musica o dai suoi pensieri.

E poi, beh, poi abbiamo fatto i turisti. Ben aveva una vescica enorme che si è tagliato con le forbici in preda ai fumi dell'alcool, così si è messo fuorigioco per i giorni seguenti. Poi è partito.

Nei giorni seguenti Tom, un amico tedesco ed io abbiamo provato a salire una montagna di cui non ricordo il nome. Abbiamo portato gli sci a spasso per una giornata perché abbiamo trovato più che altro erba.

Poi è venuto il brutto tempo. Volevamo fare qualcos'altro ma aveva tirato vento forte, era stato multo umido e aveva ghiacciato. Così abbiamo fatto una bella salita di 2000. Il nostro amico tedesco è caduto in discesa, spaccandosi il gomito. Abbiamo chiamato il soccorso e per fortuna è risultato non essere niente di grave. Un gomito rotto ma si rimetterà presto in sesto.

Così niente, è finita anche questa bella avventura.

Intervita di Eva Toschi

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