Ancora caldo in alta montagna - Up-Climbing

Ancora caldo in alta montagna

Prudenza dopo un lungo periodo di temperature elevate e siccità

Fa ancora caldo in alta montagna: malgrado la possibile, moderata diminuzione delle temperature prevista nei prossimi giorni, le condizioni restano delicate su alcuni itinerari.

I terreni d’alta quota che normalmente si trovano esposti a temperature negative possono destabilizzarsi in seguito alla lunga ondata di calore che affligge l’Europa.

Come già indicato nel nostro articolo del 19 luglio, le vie normali francese e italiana al Monte Bianco restano sconsigliabili per il momento.

Attualmente le Guide di Chamonix non propongono nemmeno la classica Arête des Cosmiques a causa del rischio frane.

Da segnalare inoltre il comunicato del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane di domenica 24 luglio:

Le Guide alpine della Valle d’Aosta di concerto con le Guide alpine di Saint Gervais Mont Blanc, di Chamonix, di Verbier e di Zermatt hanno deciso di sospendere le salite:

  • al rifugio Goûter, quindi la normale francese al Monte Bianco
  • la Gengiva e il Dente del Gigante verso la Cresta di Rochefort
  • il Cervino, sia per la Cresta del Leone sia per la Cresta Hörnly
  • vivamente sconsigliato il tour al Polluce in giornata

La decisione, non certo facile dopo due anni di pandemia, è stata presa dalle Guide alpine che hanno monitorato la situazione giorno per giorno e, preso atto delle condizioni particolarmente delicate di queste ultime settimane causate da un rialzo termico importante, hanno ritenuto necessario rinviare le salite al miglioramento delle condizioni.

Le Guide alpine sono le sentinelle delle montagne e come prassi, da sempre, tengono d’occhio le condizioni dei ghiacciai, delle pareti e delle vie di salita alle vette. Decisioni come queste, sebbene non frequenti, vengono prese ogni qual volta i professionisti lo valutano opportuno.

Il fatto che i professionisti rinuncino alle ascensioni non significa che la montagna sia “chiusa” (fortunatamente, per il momento, la montagna resta un terreno d’avventura al quale, con limitate eccezioni, ciascuno ha libero accesso a proprio rischio e pericolo…). Si tratta però di una decisione importante che invita alla prudenza.

Leggendo il report di ieri de La Chamoniarde, è evidente come numerose vie su ghiacciaio o con accesso glaciale continuano a degradarsi.

Non solo sulle Alpi Occidentali: da segnalare anche che il Collegio Guide alpine Lombardia, viste le particolari condizioni della montagna, sconsiglia la salita al Rifugio Marco e Rosa dal versante italiano per l’ascensione del Bernina fino al miglioramento delle condizioni.

MR. Fonti citate nell’articolo.

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