BIZIRIK, M6, 85º, 980 m - Up-Climbing

BIZIRIK, M6, 85º, 980 m

Gli Hermanos Pou hanno tracciato BIZIRIK, una nuova linea sulla parete nord del Cashan in Cordillera Blanca (Perù).

Quest’anno i fratelli baschi sono veramente scatenati e determinati a non perdere nemmeno una giornata della loro spedizione peruviana. A pochi giorni dal doppio e faticoso successo sull’Urus Oeste, Eneko e Iker sono tornati in Cordillera Blanca e precisamente nel massiccio di Cashan, nella valle di Rajucolta.

Il massiccio di Cashan comprende numerosi picchi che superano i 5600 metri d’altezza. I Pou conoscono bene questa zona e la Cordillera Blanca in generale. Nel 2019 i fratelli, in compagnia di Manu Ponce, hanno realizzato la prima salita della parete nord del Cashan Oeste (5686 m).

Il 21 giugno 2022, in un totale di 13 ore e mezza di arrampicata ininterrotta dal campo base alla vetta e ritorno, Eneko e Iker hanno affrontato la parete nord del Cashan (5716 m), come sempre in stile alpino e in libera. La nuova via tracciata è alta 980 m, impone difficoltà di M6 e 85º ed è molto elegante e diretta. Il nome che le è stato attribuito, BIZIRIK, significa “vivo” e si riferisce alle sensazioni di pienezza provate dai fratelli durante la salita, ma anche alla grande paura vissuta dal cameraman Alex Estrada “Burrito” che, senza più notizie di Eneko e Iker, li ha aspettati a lungo al campo base temendo il peggio, non sapendo che i fratelli erano stati costretti a una complicata discesa sul versante opposto della montagna.

Gli Hermanos raccontano così la loro avventura:

Quando arriviamo in cima tutto è molto ripido. Guardiamo ai lati e ci rendiamo conto che la discesa sarà molto difficile. Escludiamo automaticamente di scendere per la via di salita: troppe doppie e anche pericolose. I nostri walkie-talkie ci abbandonano e la comunicazione con Alex diventa sempre più difficile, ma ci riusciamo informarlo che abbiamo raggiunto la vetta. Il problema è che da quel momento in poi la conversazione è completamente interrotta, appena prima di decidere di scendere dal versante opposto… Non c’è più nemmeno il contatto visivo e la discesa è dolorosa, faticosa, con alternanza di arrampicata su neve e calate in doppia su pareti di roccia verticali. Dobbiamo sfruttare tutta la nostra esperienza per scendere senza incidenti. Questo è tipico dell’alpinismo esplorativo: lassù sei totalmente autonomo e quando fai ingresso in un terreno selvaggio d’alta quota, difficile e sconosciuto, puoi contare solo su te stesso, sull’abilità e l’esperienza accumulate in molti anni di montagna, per uscire sano e salvo dal pantano… Quasi cinque ore dopo l’inizio della discesa e quando già si stava facendo buio riusciamo a tornare alla tenda. Laggiù ci aspetta Alex, che ci abbraccia a lungo, mentre per più di mezz’ora non riesce a trattenere le lacrime…

«Pazzi! Pensavo non sareste più tornati… non dovevate farmi questo…»

«Siamo molto dispiaciuti “Burrito”, i walkie-talkie non hanno funzionato» abbiamo risposto, abbracciandolo forte e cercando di calmarlo.

«Non sapevo cosa fare, qui da solo, senza copertura di rete… Scendere per lunghe ore a chiedere aiuto o aspettarvi nel caso tornaste… non mi sono mai sentito così male».

E così, dopo aver bevuto due minestre, tutti e tre ci siamo addormentati al riparo della nostra tenda. Eravamo sfiniti fisicamente e mentalmente.

 

MR. Informazioni e immagini fornite dai fratelli Pou.

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