Progetto Ersaf: tutto da capo?

Per l’Ing. Fumasoni rimediare agli errori e ripartire con i lavori…

17 May 2021
Nuove nubi all’orizzonte…la Valle è tutt’altro che salva!

 

Chi sperava che le dimissioni del direttore dei lavori Italo Buzzetti fossero una pietra tombale sul progetto Ersaf per il sentiero disabili ha ricevuto in questi giorni una bella doccia fredda…

I timori che in molti avevamo, e cioè che questa fosse solo una tregua temporanea, si sono concretizzati con le ultime dichiarazioni che arrivano dai sostenitori del progetto, in tempi molto più rapidi di quello che si sarebbe potuto pensare dopo il putiferio e le relative conseguenze di queste ultime settimane.

A parlare è ora l’Ingegnere Walter Fumasoni, uno dei progettisti del sentiero e membro di un’associazione impegnata nell’abbattimento delle barriere architettoniche a favore dei disabili. Come riportato in un recente articolo del quotidiano La Provincia di Sondrio (sopra riportato), a parere di Fumasoni è fondamentale rimediare agli errori svolti finora e ammessi da Ersaf per poi ripartire con i lavori di realizzazione del sentiero previsto. L’ingegnere punta tutta la sua attenzione sulla bontà di tale opera in relazione ai destinatari che dovrebbero trarne beneficio, parlando di una comunicazione manipolata il cui risultato sarebbe quello di creare barriere culturali a livello sociale.

A tal proposito è opportuno fare una premessa, per chi non ha conoscenza della Val di Mello: il sentiero per disabili oggetto di questo progetto andrà a stravolgere angoli incantati e incontaminati di questa valle, con interventi molto invasivi in luoghi che la Soprintendenza stessa ha cercato di proteggere, dando più volte parere negativo al progetto. Il fatto è che per realizzare un sentiero che sia adatto anche ai disabili non c’era nessun motivo per intraprendere una tale opera: le valle è già percorsa da un’ampia mulattiera sul lato destro orografico, adatta al transito anche di quad e piccoli fuoristrada. Basterebbero quindi pochi interventi per adattare tale mulattiera e rendere fruibile tali meravigliosi luoghi anche ai disabili.

Che motivo c’è quindi di creare un nuovo sentiero, distruggendo luoghi incantevoli e importanti dal punto di vista naturalistico/storico (spendendo 400 mila euro nel farlo) quando con costi molto più contenuti è possibile adattare una strada già esistente? A fronte di un principio di inclusività, che senso ha creare un sentiero ad hoc su cui dirottare i disabili quando ne esiste già uno su cui abili e disabili potrebbero godersi la valle insieme?  Queste sono le perplessità che fin dall’inizio sono state giustamente sollevate, e alle quali non è mai stata data una risposta.

Ma torniamo agli errori fatti con il muraglione di Cascina Piana, che anche Fumasoni menziona e che, ricordiamolo, sono costati il posto al Direttore dei Lavori Italo Buzzetti.

Di seguito riportiamo quanto è scritto nero su bianco nel progetto Ersaf relativo a tale muraglione e che già avevamo commentato in un precedente nostro articolo:

"Scogliera sul torrente Mello presso Cascina Piana. Questa scogliera sarà realizzata con lo scopo di rendere accessibile il sentiero, in particolare nei periodi successivi a eventi meteorici importanti. Il basamento ha una larghezza di 1.5 m mentre il coronamento di 0.9 m. La scogliera sarà lunga 30 m e avrà un'altezza di 2.3 m.”

Nel computo del progetto si trova questa voce in relazione a questo intervento:

“Scavo di fondazione in sezione obbligata da eseguirsi con qualsiasi mezzo poi regolarizzato a mano in terreno di qualsiasi natura, consistenza e giacitura, compresi: rimozione strutture e/o trovanti, il carico e l'allontanamento del materiale, eventuale smaltimento in pubblica discarica, taglio piante e estirpazione ceppaie, aggottamento acqua

Considerando il muro costruito a Cascina Piana come documentato da moltissime foto (come anche quella nell’articolo sopra) e considerando quanto riportato nel progetto, si fa fatica a capire quale sarebbe stato l’errore fatto da Ersaf per mano di Buzzetti. Era prevista una scogliera di 30 metri e alta oltre 2 e una scogliera di questo tipo è stata realizzata, anzi forse un poco più bassa di due metri da quanto appare dalle immagini.

Viene quindi il dubbio che esista un progetto diverso da quello riportato negli archivi pubblici in cui anche noi l’abbiamo visionato, perché altrimenti l’errore che è stato dichiarato da Ersaf non sarebbe tale.

Proprio a tal proposito, sarebbe quindi il caso che Ersaf e chi, come Fumasoni continua a promuovere questo progetto, spiegassero chiaramente e una volta per tutte quali sono di preciso gli interventi previsti nella realizzazione del sentiero e quale è il progetto che stanno seguendo, visto che quello visionabile non è a quanto pare attendibile.

Inoltre, ricordiamo anche che dagli ultimi carteggi tra Comune e Soprintendenza, quest’ultima aveva richiesto che ogni lavoro venisse opportunamente discusso insieme prima di essere realizzato, cosa che non è comunque avvenuta in occasione di questi primi lavori.

Tutta la questione dell’errore, di cui ha fatto le spese una sola persona che se n’è assunta la completa responsabilità, lascia aperte molte domande e non fa altro che confondere ulteriormente le idee e generare sgomento, specialmente alla luce dell’invito di Fumasoni a riprendere i lavori.

Ricordiamo anche che, nel progetto disponibile, oltre ai famigerati muraglioni, si trova la pianificazione dettagliata di molti altri interventi che, se realizzati, avranno un notevole impatto sul lato orografico sinistro della valle.

Queste ultime evoluzioni lasciano inevitabilmente poco tranquilli... Probabilmente è un bene che le dichiarazioni di Fumasoni siano arrivate proprio ora, perché lo sdegno e lo sgomento per quanto successo finora non si sono calmati nei moltissimi (ricordiamo le oltre 60000 firme della famosa petizione…) che hanno a cuore la valle, e che quindi ora sanno di dover continuare a stare in allerta.

Come ci si poteva aspettare, prima di mettere fine a questa vicenda ci saranno ancora molti ardui confronti da affrontare… 

Alberto Milani

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