FASI: partita al meglio la Nazionale Giovanile

A tu per tu con Tito Pozzoli

11 September 2020
Con le giovani leve dell'arrampicata sportiva italiana, il nuovo centro federale di Arco ha dato il via al settore giovanile post Covid. 

Sotto la guida di Tito Pozzoli, Direttore Tecnico della Nazionale Giovanile, l'Arco climbing stadium ha ospitato raduni e trials per gli under 20. Scalatore, allenatore e formatore, Tito Pozzoli è uno dei pezzi da 90 che il presidente Battistella ha voluto nel suo organico. Insieme ad un team compatto che ci presenterà Tito, il suo ruolo è quello di preparare il futuro delle maglie azzurre, sogno di ogni garista. Andiamo a scoprire come è andata! 

"Con i raduni di Arco di Trento siamo riusciti a recuperare in parte tutti i mesi persi per la tempesta COVID-19. L’acquisizione da parte della FASI dell’impianto di Arco ha dato la possibilità alle varie Nazionali di poter lavorare sodo unendo tantissimi sforzi e competenze, velocizzando l’organizzazione dei raduni e dando maggiore facilità organizzativa.

Tutti questi passaggi non sono stati semplici, hanno richiesto l’impegno quasi a tempo pieno del Consiglio Federale, Commissione Tecnica e Squadre Nazionali, detto questo, per quanto mi riguarda è stata l’occasione per poter proporre i raduni con le tempistiche necessarie per organizzare tutto: coinvolgere lo staff, convocare i ragazzi con l’anticipo adeguato lasciando il tempo alle famiglie di organizzare l’estate senza troppi sacrifici.

Questo doppio raduno è stato per tutti faticoso: sia per i molti tecnici che hanno dato disponibilità e impegno a tempo pieno, sia per i ragazzi che erano tenuti costantemente sotto tensione con piccoli lavori da eseguire post allenamento dedicando attenzione e consapevolezza nei momenti di “relax”. La maggior parte devono ancora rendersi conto che indossare una maglia dell’Italia richiede impegno, serietà, determinazione. Diventando punti di riferimento e di esempio per molti la loro immagine deve essere di esempio per tutti e per quelli che ambiranno ad entrare in squadra.

È cinico da dirsi ma il posto in Nazionale, dopo esserselo conquistato, lo si deve mantenere lottando duramente e meritandoselo. Rappresentando il top dell’Italia sarà normale che ci sia alternanza di presenza dando a tutti i ragazzi “in condizione” di poter partecipare a raduni, gare, trials.

Gli obbiettivi proposti e sostenuti dalla FASI sono innanzi tutto a lunga distanza, con una visione a Parigi 2024 e di conseguenza con una programmazione e attenzione che si occupi di chi, in tale data ha le caratteristiche per poter essere un atleta olimpico in base alle discipline e medaglie in palio.

La Nazionale Giovanile è l’anello di giunzione tra 2 realtà molto differenti, quella giovanile dell’Under 14, che deve essere strutturata e deve avviare il suo programma tecnico per la ricerca del talento e la Nazionale Senior ed Olimpica a cui approdano tutti gli elementi validi per poter fare esperienze internazionali di alto livello.

Strutturare un ottimo team che lavori coeso, autonomo e professionale consente di poter interfacciarsi e collaborare a stretto contatto con l’U14 e la Nazionale Senior nella condivisione di programmi, metodi, obbiettivi.

Molto di questo lavoro attualmente è svolto, non solo da me ma soprattutto dal Direttore Sportivo Davide Manzoni e dalla Responsabile del Settore Giovanile Cristina Cascone che stanno facendo un lavoro enorme affinchè avvengano convocazioni con requisiti stabiliti, chiari e condivisi, affinchè ci possa essere trasparenza sulla presenza di tutti gli atleti presenti in nazionale. 

Se nel primo weekend di raduno abbiamo voluto che i ragazzi si confrontassero con gli itinerari e i blocchi tracciati appositamente dai tracciatori piuttosto che tra loro, nel secondo si è proposta una simulazione di gara, più impegnativa dal punto di vista emotivo che condizionale. Stilare una classifica, per assurdo, è la cosa che più terrorizza gli atleti. Per quanto mi riguarda i numeri sono relativi e vanno letti ed interpretati con attenzione ma per i ragazzi è ancora una graduatoria che determina il loro grado di soddisfazione o viceversa.

L'obbiettivo per il prossimo futuro è di organizzare dei raduni a numero ridotto di partecipanti in modo da poter lavorare tecnicamente su ogni singolo atleta, cosa che è attualmente impossibile avendo incontri con 40 e più ragazzi.

Il calendario internazionale è abbozzato ma, come ci sta insegnando questo momento storico, è bene guardare vicino ed investire in quello che attualmente è la certezza. Per noi i ragazzi e la loro crescita sono l’obbiettivo a breve termine su cui vorremmo mantenere il focus nella speranza che i confini si aprano e si possa tornare con tranquillità a viaggiare e gareggiare."

I commenti di atleti e tecnici sono stati più che positivi. Approdando alle Olimpiadi, anche l'arrampicata sta muovendo i primi, solidi passi verso un futuro da Federazione Nazionale. Con i nostri complimenti allo staff ed agli atleti, ringraziamo Tito per la disponibilità e facciamo un grande in bocca al lupo a tutti. 

AP

 

 

 

 

 

 

 

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