Confusione senza fine…

Stato, regione, provincia o comune: ognuno dice la sua sull’attività outdoor nella fase 2.

04 May 2020
Dopo l’ordinanza nazionale, le realtà locali impongono arbitrariamente le loro regole.

 

Abbiamo atteso la fase 2 per settimane e pochi giorni fa il governo ne ha previsto l’inizio per oggi, con un’ordinanza che ha lasciato fin da subito sgomenti per la confusione, gli aspetti contraddittori e la mancanza di chiarezza.

Subito si è cercato di capire se e come l’attività outdoor fosse permessa e sembrava di essere giunti ad un’interpretazione definitiva e condivisa: a patto di rispettare le distanze, agire individualmente o con conviventi, le attività sportive outdoor avrebbe potuto essere praticate, anche prevedendo spostamenti con i propri mezzi al di fuori del Comune di residenza.

Evidentemente però, ciò che decreta il Governo (a proposito delle nostre libertà individuali) ha poi facoltà di essere ulteriormente modificato da Regioni, Province o addirittura singoli Comuni.

Ne è un caso la provincia di Lecco, che, dopo le libere iniziative di diversi suoi comuni, ha pubblicato l’ordinanza condivisa sotto riportata, che di fatto vieta qualunque attività motoria richieda spostamenti in macchina. In sostanza in questa zona non cambia molto rispetto ai vincoli del lockdown e si vanno ad influenzare anche gli abitanti di altre province che vedrebbero impedito il transito attraverso l’area di Lecco, anche per raggiungerne altre.

Così come Lecco, non è da escludere che altre zone possano prendere decisioni analoghe, di fatto trasferendo decisioni di tale portata a qualunque piccola o anche piccolissima amministrazione locale che eserciterebbe la facoltà di impedire la libera frequentazioni di boschi, montagne e natura anche rispettando quelle accortezze che, secondo il governo, già sarebbero sufficienti per contenere il ri-diffondersi del virus.

Ha davvero senso una situazione di questo tipo in cui un qualunque amministratore ha la facoltà di imporre le restrizioni che più gli aggradano? E, soprattutto, è davvero da crocifiggere in piazza chi forse inizia a farsi serie domande sulla legittimità di queste decisioni?

Vabbè, tra le rane bollite di Chomsky e il Grande Fratello orwelliano le distopie non sono poi così lontane.

 

Articolo di Alberto Milani

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Ordinanza Provincia di Lecco

 

Facendo seguito all’emanazione del DPCM in data 27.04.2020, all’Ordinanza Regionale in data 03.05.2020 ed alle FAQ apparse sul sito del Governo in merito a cosa è consentito fare o meno a partire da oggi lunedi 4 maggio 2020 tutti i Sindaci della Provincia di Lecco sono concordi nel dare un’interpretazione assolutamente restrittiva dell’art. 1, lett. A) del DPCM sopra indicato, ove recita che:

“sono consentiti SOLO gli spostamenti MOTIVATI da comprovate esigenze LAVORATIVE o situazioni di NECESSITA’ ovvero per MOTIVI di SALUTE”.

In considerazione del fatto che nella Provincia di Lecco dopo un breve periodo di discesa del numero delle persone risultate positive al COVID19 nella giornata di ieri il numero dei cittadini risultati positivi è aumentato in modo considerevole, 54 persone, che ci riporta indietro di un mese e quindi ad una situazione assolutamente preoccupante i Sindaci della Provincia di Lecco, nessuno escluso, esprimono la loro posizione in merito alla possibilità di svolgere attività motoria.

La stessa è assolutamente consentita ma solo ed esclusivamente uscendo dalla propria abitazione a piedi, in bicicletta, in pattini, monopattini ecc..

In tutti i Comuni della Provincia di Lecco è assolutamente vietato spostarsi in macchina verso un luogo diverso per svolgere attività sportiva.

Per meglio esplicitare un cittadino residente in un Comune non potrà recarsi con la propria autovettura, motocicletta, treno, autobus o altro mezzo di trasporto equipollente in un altro Comune per svolgere attività motoria.

L’attività motoria la si pratica partendo direttamente dal proprio domicilio e/o residenza.

Per quanto concerne le seconde case le stesse potranno essere raggiunte solo per comprovati stati di necessità.

In altre parole si potrà raggiungere la cosiddetta “seconda casa” solo ed esclusivamente nel caso in cui si debba evitare un danno grave, imminente ed irreparabile.

A mero titolo esemplificativo e non esaustivo: pericolo di rovina o di crollo, problemi statici, perdite idriche, pericolo per la pubblica incolumità (persiane che possono staccarsi e cadere sulla pubblica via, tetti pericolanti, infiltrazioni di acqua).

Tali problematiche dovranno poi essere puntualmente documentate mediante dichiarazioni, perizie, documenti fiscali che comprovino lo svolgimento delle attività sopra dette nonché la loro indifferibilità ed urgenza.”

Tali prescrizioni verranno trasfuse in ordinanze contingibili ed urgenti da parte di tutti i Sindaci della Provincia di Lecco.

I Sindaci della Provincia di Lecco

 

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