Il boulder per Francesco Berardino!

Qualche domanda al giovane climber milanese

17 September 2021
Passione, ricerca del limite e della bellezza e livello altissimo! Conosciamo meglio un giovane boulderista che ha già le idee ben chiare!


Pochi giorni fa, Francesco Berardino, un giovane ragazzo diciottenne di Milano finora sconosciuto a livello nazionale, ha fatto il botto e ha chiuso Hazel Grace al Gottardo! Una bellissima linea di Giuliano Cameroni che rasenta l’8C e che fin dalla sua apertura ha attratto un considerevole numero di top climber internazionali, diventando il simbolo stesso di questa bella area alpina tra le montagne svizzere.

L’exploit di Francesco non è però un caso isolato, perché già da qualche tempo questo ragazzo stava dimostrando un gran potenziale, con tante linee chiuse di grado 8, fino agli 8B di Steppenwolf e One Summer in Paradise a Magic Wood.

Per conoscere meglio questa promessa del boulder italiano, abbiamo pensato di fargli qualche domanda sulla sua attività da boulderista: Francesco ci ha dimostrato di aver le idee chiare rispetto a ciò che vuole, specialmente in relazione a una ricerca che è indirizzata alla bellezza dell’arrampicata e all’esplorazione del proprio limite personale piuttosto che alla mera difficoltà.

Un approccio consapevole e in antitesi con la ricerca del numero che ormai sembra caratterizzare univocamente il mondo del boulder...e che quindi rende ancora più onore a questo ragazzo dall’altissimo livello!


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Ciao Francesco, innanzitutto tanti complimenti per la tua salita di Hazel Grace! Per conoscerti meglio puoi innanzitutto dirci qualcosa di te e di come è sbocciata la tua passione per l'arrampicata?

Sono un ragazzo di 18 anni e la mia passione per l’arrampicata non é stata una cosa immediata ma si è ingrandita sempre di più con il tempo. All’età di undici/dodici anni iniziai ad andare in qualche falesia con mio papà, principalmente in Val d’Aosta. Col passare degli anni non ho più smesso di arrampicare e ho continuato ad andare ad arrampicare con un amico di mio papà, in quanto mio padre era impegnato con il lavoro e il desiderio di trovare sassi sempre nuovi e con diverse difficoltà hanno fatto crescere in me la passione per i boulder.

 

Cosa è per te il boulder? Quali sono gli aspetti che più ti affascinano di questa disciplina? Scali anche con la corda o solo massi?

Il Boulder per me significa “andare alla ricerca del propio limite” e dedicarci tempo e dedizione fino a riuscire a salire il blocco e sentirsi appagati per quel che si é fatto. Gli aspetti che mi affascinano di più sono le linee che si vanno a creare naturalmente creando spettacoli di sassi che sembrano fatti apposta per essere saliti. Quando scelgo il blocco da provare non guardo mai la difficoltà ma la bellezza e le posizione delle prese e che tipo di movimenti provare, come se mi dicono qualcosa per cui ne valga la pena salire. Principalmente arrampico solo sui boulder.

 

Cosa ti ha attratto in particolare di Hazel Grace e quale è stato il tuo processo per salire questo blocco?

Appena sono venuto a conoscenza di Hazel Grace ho avuto il costante desiderio di riuscire a salirlo un giorno. La prima volta che sono andato al san Gottardo a provare Hazel ho capito subito che era uno spettacolo e che dovevo riuscirci. Il primo giorno dopo un po’ di tentativi sono riuscito a risolvere il primo movimento cruciale e per me era già una conquista. Nelle sessioni successive ho capito i vari movimenti e il giusto equilibrio che mi hanno portato alla chiusura del blocco.


Quale è la tua routine di allenamento in vista dei blocchi che vuoi realizzare su roccia?

Per me il miglior allenamento è quello di andare a scalare blocchi sempre al mio limite. Ma ho anche la fortuna di avere in casa una piccolo pannello, costruita da me e mio papà, dove mi diverto a creare movimenti sempre più difficili.

 

Hai già in mente qualche altro progetto duro da provare?

Per il futuro non faccio previsioni ma sono aperto a nuove sfide e a esplorare luoghi nuovi che mi affascinano e attraggono la mia attenzione.


Grazie Francesco per le tue risposte!

Albertaccia

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