Val di Mello: il bivio ideologico del sentiero ERSAF

Le ultime riflessioni del Comitato

12 March 2019
Momenti complessi per la Val di Mello.

In questi giorni si decide del nuovo progetto che coinvolge il sentiero sulla sponda orografica sinistra della valle, ma c'è in gioco molto di più: bisogna decidere se vince una visione che tende a salvaguardare la naturalità della riserva e direi oltre, a rinaturalizzare ove possibile nel rispetto delle attività economiche che possono coesistere in simbiosi con essa, oppure se si prosegue l'antropozziazione del territorio naturale.

Pubblichiamo qui le ultime osservazioni del neonato Comintato di difesa della Valle.

Cap

Per una gestione consapevole della Riserva Naturale della Val di Mello

In merito all’ipotesi di un intervento di adeguamento del sentiero esistente sul lato sinistro idrografico della Val di Mello.
La val di Mello, istituita Riserva Naturale nel 2009, è un luogo straordinario, non solo per la sua bellezza. Riteniamo che sia un posto speciale perché tra le sue pareti e nel fondovalle è possibile sperimentare un corretto rapporto tra uomo e natura, cosa ormai rarissima se non in luoghi selvaggi più lontani. Che sia “dietro casa”, accessibile a tutti già ora e non in Himalaya o sulle cime più difficili delle Alpi è un’opportunità preziosissima soprattutto per bambini, famiglie, scolaresche.

È necessario avere ben chiaro che il contesto naturale non è quello urbano: la Natura è incertezza, imprevisto, insicurezza. L’uomo può entrarvi adeguando i propri comportamenti al mutare delle condizioni e non viceversa.
Prendiamo atto che ancora si fatica a comprendere questa concezione, a differenza di quella obsoleta ottocentesca che vorrebbe adeguare la natura alle esigenze dell’uomo; ancora siamo costretti a vedere proposte di interventi di “messa in sicurezza”, che vorrebbero trattare la natura come il contesto urbano. Questa confusione è pericolosa perché mette a repentaglio l’incolumità
delle persone, non educando ai corretti comportamenti.
Con più di 13mila firme a sostegno in pochi giorni ci sentiamo di esigere da chi ha in gestione tale patrimonio di essere all’altezza della situazione.
Occorre acquisire consapevolezza che potremo consegnare ai nostri figli un luogo integro al pari di come ce l’hanno consegnato solo rispettando questa modalità: l’adattamento alla natura è la
sola azione sostenibile per conservare gli spazi naturali integri.
Siamo convinti che questa modalità di rapportarsi con la natura sia da divulgare non solo a parole ed intellettualmente ma attraverso una pratica da far sperimentare a tutti i livelli.
Il sentiero sulla sponda sinistra idrografica del Mello, nelle condizioni attuali, è per queste ragioni un patrimonio esperienziale preziosissimo che non può essere dissipato:
sperimentare il limite, la diversa abilità che in natura riguarda tutti, l’approccio all’ostacolo come ricerca del proprio limite, spinta al suo superamento che contempla anche l’eventualità della
rinuncia, sono temi ormai necessari per lo sviluppo di una sensibilità verso azioni sostenibili.
Sostenibile è un’azione che non riduce funzionalità e quindi valore di un bene. Non può nascondersi dietro al semplice utilizzo di materiali naturali.
L’accessibilità della Val di Mello è già garantita dal sentiero della destra idrografica.

Pertanto chiediamo:
- che il sentiero esistente non venga modificato in nessuna tratta
- che ogni tipo di informazione su tabelloni o simili venga circoscritto al parcheggio ad inizio valle
- che le risorse si limitino al rifacimento dei ponti, ad installare eventuali servizi igienici eco compatibili, all’accessibilità dal paese alla valle per diversamente abili

e sopra tutto:
- che il tema fondante di ogni azione sulla Riserva Naturale sia: il rapporto sostenibile tra Uomo e Natura.

Per i firmatari la petizione:
il Comitato di difesa della val di Mello

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