Alessandro Zeni sale Bain de Sang, 9a

A St. Loup si avvera la magia...

23 February 2017

A St. Loup si avvera la magia...Alessandro Zeni ha concluso il suo progetto salendo Bain de Sang, una via mitica, nel grado, nello stile, nell'ambiente, nell'apritore..unica insomma nella sua completezza. Le parole migliori sono quelle che Alessandro Zeni ci ha mandato con un articolo esclusivo e una gallery favolosa.

"Bain de Sang (Fred Nicole 1993)
E’il 21 febbraio e una leggera e frizzante brezza mattutina rinfresca la mia pelle mentre con l’amico Sky e il fratello maggiore Gian ci avviamo verso la falesia di St.Loup.
Giunti in cima alla collina nei pressi dell’omonimo ospedale si erge un albero solitario sul quale è affisso un curioso termometro. Come di consueto, ci soffermiamo a controllare la temperatura dell’aria..Abituati ai -5 gradi del viaggio precedente, oggi è molto più caldo e il termometro segna ben 15 gradi. La cosa non mi dispiace più di tanto ad essere sincero.
Proseguiamo e dalla cima di questo piccolo promontorio lo sguardo si scontra con la lunga barriera di roccia simile a un tappeto grigio srotolato a dismisura che fa da cornice ad una piccola valle scavata dall’acqua. E’così che, anche oggi, la falesia di St. Loup ci accoglie in tutta la sua bellezza.

Ci inoltriamo nel sentiero sterrato che dolcemente scende a valle tra eleganti e slanciati aceri che ci osservano silenziosi. Ad un certo punto il nostro cammino viene tagliato da un sottile rivolo che come una serpe scende seguendo la gravità tra gorgoglii e sbuffi. Attraversiamo questa sottile lingua d’acqua e ci buttiamo a capofitto in labirinto di rami e foglie finalmente libere dalla neve dei giorni scorsi. Mentre avanzo lo sguardo è intento a cercare di forare questa spessa coltre vegetale alla ricerca dei primi riflessi di roccia. Poi, come all’uscita di un tunnel, il sentiero sfocia ai piedi della parete.
Bain de Sang, bella e temibile, appare d’improvviso d’innanzi a me e fortunatamente oggi è del tutto asciutta e libera dalla fastidiosa colata d’acqua che la percorreva nei giorni scorsi. Piccoli arbusti di bosso ombreggiano la liscia muraglia di calcare, fungendo da schermo protettivo sui primi metri di roccia. Come il legno di questa piccola pianta sempreverde, duro e difficile da scalfire, pure la liscia placca di “Bain de Sang” avrebbe richiesto pazienza e fatica per essere risolta.
Torno così a frugare tra quegli appigli famigliari, dopo due anni passati tra le lisce placche dolomitiche.

Un forte vento d’alta quota quest’oggi increspa le nuvole come onde che con la loro spuma lasciano filtrare solo alcuni freddi raggi di un tiepido sole invernale. Un’aria fresca e secca accarezza lo specchio di calcare ruvido che ancora preserva a sé il freddo della notte ma devo muovermi perché lentamente la roccia si sta scaldando. Provo un primo tentativo e come per i molti precedenti cado incredulo alla fine, quando tutto sembrava finito, proprio mentre cerco di alzare per l’ultima volta il piede destro. Ora mi rendo conto che la via mi sta lentamente prendendo la testa. Non mi era mai capitato di cadere così tante volte ad un passo dalla riuscita ed è davvero molto tempo che non faccio più di tre giorni di tentativi sulla medesima via, sopratutto su uno stile come questo.
Mi concentro.. Il mio sguardo inizia a vagare nuovamente tra queste lame di roccia. Il mio pensiero è accompagnato da ogni sensazione e ripercorro ogni sequenza finché, giunto alla fine, tutto si perde come foglie trasportate dal vento. Si riparte!!

Dopo alcuni movimenti facili su una placca leggermente appoggiata, la parete impenna improvvisa. E’qui che taglienti e aguzze lame di pietra attendono le mie dita. Le accarezzo e con un gioco di piedi riesco ad evitare di stringerle troppo così da non bucarmi i polpastrelli resi sottili e ipersensibili dai precedenti giorni di tentativi. Alla fine di questa prima parte un grosso buco ovale, simile a un cratere sulla superficie lunare, fa da confine prima di ritornare di nuovo a combattere nel “bagno di sangue”. Senza perdere troppo tempo, spalanco di nuovo le vele e un vento di determinazione e sicurezza mi spinge verso l’alto.

Da qui in avanti tutto si fa più delicato e mi ritrovo a spalmare i piedi su piccole gocce svasate nate dalla fantasia dell’acqua e dalla paziente mano del tempo. Calibro il peso, so che se mi affido troppo a quel sottile strato di gomma che separa il mio piede dalla roccia l’elastico si spezzerebbe, se troppo poco le mani costrette su rughe sfuggenti si aprirebbero. Arrivo alla fine, dove 6 movimenti fisici e di dita sono li ad aspettarmi come un lupo in agguato nella neve. E’proprio qui che sono caduto ormai diverse volte e la paura di sbagliare ancora di certo non mi aiuta.

Respiro profondamente.. E’l’ultima chance, l’ultimo tentativo dell’ultimo giorno di questa nostra breve vacanza. L’eccitazione di essere immerso fino all’ultima cellula in questo viaggio verticale mi ha portato ancora una volta fin quassù, ad assaporare gli ultimi istanti di una grande via, di uno straordinario viaggio interiore che sta per giungere al termine. Voglio giocare, voglio divertirmi e comunque vada a finire sarò felice. Annullo ogni schema mentale lascio che sia il vento della passione a guidare i miei ultimi passi. Tutto si fonde con la ruvidità della roccia e si trasforma in movimento.

Proiettato in questo turbinio di energia, senza nemmeno accorgermene, mi ritrovo a stringere quell’ultima presa. Un urlo trafigge l’aria come una freccia scoccata per errore e conquisto la catena di una via davvero particolare nel suo genere!!
Otto giorni di tentativi, polpastrelli distrutti, freddo e tensione unita alla paura di non farcela ma anche momenti di profonda amicizia, di risate, determinazione e tanto tantissimo divertimento. Semplicemente BAIN DE SANG!!

Le ombre si allungano sul paesino di Pompamples cala così il sipario in questo luogo per certi versi magico, che prima o poi rivedremo. Ora tutto è finito e la sera si festeggia in compagnia dei migliori compagni di avventura che potessi desiderare: mio fratello maggiore Gian e il mio più grande amico “Sky”.
La salita di Bain de Sang mi ha reso felice questo è certo, ma solamente il giorno dopo avrei capito che in realtà avevamo festeggiato ben più di una via, avevamo brindato per i veri momenti che contano nella vita!! ;)"

Alessandro Zeni

Banner c

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875