Laura Rogora, nell'anno delle Olimpiadi. Intervista alla nostra portabandiera

Chiuso il capitolo spagna, si apre la preparazione per Tokyo

27 January 2020

Di ritorno dal viaggio in Spagna dove non ha mancato di sorprendere ancora (per capirci, tra le altre cose l’ennesimo 9a ed il primo 8b+ a vista), Laura Rogora avrà il compito di rappresentare, ad agosto, l’Italia che scala alle Olimpiadi di Tokyo insieme a Lodovico Fossali. Saranno mesi focalizzati in pratica solo alla preparazione olimpica e, vista la formula in programma e l’elenco delle avversarie, ci sarà davvero da lavorare ancora più duramente. Ecco qualche sua considerazione alla vigilia di quello che potrebbe essere l’anno più importante della sua vita dal punto di vista sportivo.

Sono stati mesi spaventosi, la qualifica a Tokyo, il ricco viaggio in Spagna per non parlare dei campionati dell'estate scorsa, eppure "il bello" arriva ora, dove presumo dovrai seguire una preparazione ancora più rigida. Come ti senti nel complesso?
È stata una stagione pazzesca. È iniziata male ma poi è andato tutto per il verso giusto e ho raggiunto risultati in cui nemmeno speravo. Di solito a fine stagione sono un po’ scarica ma la qualifica alle Olimpiadi mi ha dato una grande carica e motivazione per affrontare la nuova preparazione invernale.

Vista "da fuori", si potrebbe pensare alla vita di una atleta olimpica come focalizzata solo quei fatidici 4 giorni da qui ad agosto. E' realmente così?
Sì, diciamo che un’occasione unica quindi quest’anno quello è l’obiettivo principale. Le gare che vengono prima le considero un allenamento per l’evento più importante.

Dalla qualifica di Tolosa avrai sicuramente portato a casa informazioni importanti sulla tua preparazione. Se dovessi dire un tuo punto di forza e uno di debolezza per ognuna delle tre specialità, cosa ti viene in mente?
Per quanto riguarda la Speed direi che ho solo debolezze. Rispetto alle altre faccio tempi molto più alti. L’unico punto a mio vantaggio è che sbaglio poco e negli scontri diretti questo potrebbe aiutare ma probabilmente il divario è talmente ampio che non servirà a molto. Nel Boulder la mia debolezza sono i lanci e i Boulder fisici mentre il mio punto di forza le placche e a capacità di capire velocemente la methode migliore per me. Per quanto riguarda la Lead il punto di forza è sicuramente la resistenza mentre accuso i passaggi un po’ più fisici.

C'è qualche aspetto magari mentale o fisico che rende unica la formula della Combinata? Mi spiego: sapere di dover competere in tre specialità invece che una sola come in Coppa del Mondo ad esempio, cambia in qualche maniera l'approccio mentale alle gare?
In una Coppa del Mondo la gara finisce al termine della prova. In Combinata non è così per cui bisogna rimanere concentrati sulla prova successiva comunque sia andata fino a quel momento. Anche dal punto di vista fisico è molto più stancante. Alla prova di Lead si arriva molto stanchi e bisogna riuscire a dare il massimo anche attendo con brutte sensazioni

C'è qualche nome tra gli altri climber con i quali gareggerai che ti ha particolarmente stupito?
Mi ha stupito molto Miho Nonaka che è riuscita a fare finale di Coppa del Mondo in tutte e tre le specialità e rappresenta quindi la combinatista perfetta.

Discorso roccia chiuso per ora o avrai ancora tempo da dedicare a qualche progetto nei prossimi mesi?
L’obiettivo è Tokyo, se troverò un po’ di tempo per la roccia ci andrò volentieri ma per ora ho in programma solo allenamenti.

 

Intervista Stefano Michelin

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