Bruno Tassi: scalatore del futuro e poeta della vita

A dieci anni dalla scomparsa, un ricordo del Camós che va oltre l'arrampicata

22 December 2017

Il 24 dicembre 2007, un terribile incidente sulla ex statale della val Brembana ci allontanò da Bruno Tassi, il Camós, scalatore prodigioso e personaggio a tratti controverso. L’evoluzione dell’arrampicata passa per alcune persone così dotate e dedite che sono capaci di piegare le sorti di questo sport alla loro volontà e di aprire nuove strade. Così fu per il Camós che nel “tempio” di Cornalba chiodò e in parte liberò alcune lunghezze che stravolsero il concetto di difficoltà dell’epoca e spalancarono le porte a nuovi gradi. I tiri di Tassi non solo erano semplicemente pazzeschi per l’epoca, ma sono ancora oggi banco di prova per i migliori e qui anche i top climber sbagliano, non passano ai tentativi a vista. Così è stato ad esempio per David Lama o Adam Ondra, stupiti, ammaliati da ciò che aveva salito, in particolare negli anni ’80, quello scalatore silenzioso dalla faccia scavata. Tiri come Apache, Peter Pan, la micidiale FBL, C’era un Volta in America o l’incredibile Goldrake erano semplicemente assurde per l’epoca. Troppo, troppo, troppo futuristiche, troppo avanti. Ma questa era una delle forze del Bruno, saper vedere “oltre” quello che il suo tempo gli offriva e arrivare là dove neanche lui sapeva salire, proprio come nel caso di Goldrake.

Vie come Settimo senso o Goldrake sono state chiodate quando neppure si immaginava possibile riuscire a tenersi su appigli e tacche così piccole, ma poi il tempo gli ha dato ragione. Camós chiodava falesie, coinvolgeva giovani, contagiava tutti a provare i tiri più duri o quelli che ancora non erano stati liberati. Proprio in questo era stato visionario, anticipando anche di 20 anni il livello tecnico che poi è stato raggiunto”. Simone Moro

Sotto la sua ala protettrice infatti, Bruno aveva preso quello che sarebbe diventato col tempo uno tra i più forti scalatori sportivi italiani prima e uno dei più grandi alpinisti di sempre dopo. Con Moro infatti, il Camós condusse anche varie spedizione alpinistiche sul Khali Himal in Nepal ad esempio o sul Lhotse. Ma il ricordo del nome Bruno Tassi resta indissolubilmente legato a Cornalba, alle sue pareti compatte e all’apparenza inespugnabili, capaci di tingersi di mille colori nelle varie stagioni. Qui Tassi scalò con tutti i più forti dagli anni ’80 al 2000, segnando le storie non solo sue personali o di questa rinomata falesia lombarda ma anche dei suoi illustri visitatori.

“Non avere memoria comunque non sempre significa non voler ricordare: semplicemente non ci riusciamo perché certe cose svaniscono, mentre altre si nascondono in un posto importante dentro di noi e riaffiorano solo quando vogliono, prepotentemente, magari nella solitudine, come il suo profilo visionario fuori dalle regole, così affilato e vicino a una sigaretta da potercisi scottare… mentre continua a chiedermi di provare ancora qualcosa insieme da qualche parte”. Maurizio “Manolo” Zanolla

Chi lo ha conosciuto non sempre è stato tenero con lui. Forse le invidie, forse solo qualche chiacchera di paese che passava di bocca in bocca. Nemmeno a Patrick Edlinger è toccata una sorte differente. Chi invece non si è fermato alle apparenze ma ha provato a vedere un po’ più a fondo, ci ha trovato dentro qualcosa di grande come i suoi tiri.

“Bruno guardava le costellazioni. Quando le stelle ci piovevano addosso, iniziava a parlarmi di galassie, di cosa succedeva lassù, sopra le nostre teste a qualche milione di anni luce distante. Era un’anima dolce il Camós. Dotato di intelligenza fulminea, che però non faceva pesare, mi indicava vie da percorrere aprendomi orizzonti nuovi. E non intendo vie di roccia bensì di vita”. Mauro Corona

Tassi guardava oltre alle difficoltà così come guardava oltre la propria vita, oltre a quello che lui era. Osservava, pensava e scriveva di arrampicata, di fede, di coraggio, di amore e di tante altre cose. Scriveva poesie o anche semplici pensieri. Camós era sempre oltre il grado che faceva.

"Lasciale correre
andare lontano
le paure e i timori
si allontanano,
il nuovo vento,
fresco,
l’aria limpida.
il temporale è lontano
nuovi cieli sereni,
si scoprono i misteri,
si dissolvono le nebbie.
Le ombre della notte
lasciano nuovi spazi
alle luci di una nuova
più chiara alba.”
Bruno Camós Tassi

 

La vita, le vicende e i testi completi presentati qui come estratto, così come gli scritti dello stesso Bruno Tassi sono narrati in Camós, di Lorenzo Tassi, Ed. VersanteSud.


N.D.R.: Anni e anni fa, trovandomi in uno stato di grande insoddisfazione lavorativa, mi trovai a un bivio: mollare con davanti il nulla o seguire una strada tracciata da altri, restando infelice. Per settimane mi riecheggiarono in testa le parole del Camós “è il nostro coraggio a porre il limite tra possibile ed impossibile”. Quando le compresi realmente e a fondo, fu il momento in cui finii di dubitare. Mollai il vecchio lavoro senza un’altra occupazione, seguii le mie passioni con energia e mi ritrovai nel mio piccolo a essere quello che volevo. Da allora ripeto quella frase ogni giorno quando esco di casa. E penso “grazie Bruno”. Stefano Michelin

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