Primo 8c per Claudia Ghisolfi, a Gravere sale Extrema Cura

La climber torinese racconta la sua impresa

10 September 2019

Pochi giorni fa, la climber Claudia Ghisolfi ha chiuso Extrema Cura a Gravere (TO), risolvendo così il suo primo 8c. Un bel risultato l’azzurra della Nazionale che solo nei ritagli di tempo, tra i vari impegni agonistici, riesce a dedicarsi alla roccia con indubbio successo. Le abbiamo fatto qualche domanda in merito.


Primo 8c, un obiettivo cercato e prefissato o come alle volte accade, uno di quei "proviamo questo tiro" che poi è diventato un progetto?
Nessun obiettivo prefissato anche perché sono arrivata in falesia pensando di provare un 8b+, grado che non ho ancora fatto perché mi sono fermata all'8b prima di chiudere sabato Extrema Cura, solo che una volta arrivata in falesia ero ancora indecisa tra 8b e 8b+ e allora mando un messaggio ad un mio amico che mi ha risposto di provare l'8c perché, anche se più duro, secondo lui mi era più congeniale malgrado qualche passaggio dinamico.
Mi sono allora buttata sulla via. Sapevo di essere in forma; su tre gare di Coppa del Mondo a luglio, solo una mi ha discretamente soddisfatta, quindi volevo sfruttare il mio stato di forma in falesia.

Quale è stata la maggiore difficoltà che hai incontrato? Un movimento, una sequenza...
Il tiro parte con un 8a+ molto intenso, Extrema, dove poi c'è un bel riposo e altri movimenti sempre di 8a+. Arrivi ad una presa abbastanza buona dove puoi riprenderti un attimo prima di iniziare una sequenza molto intensa di 12 movimenti circa. Trovavo già duro il primo movimento dell'8c perché davvero molto lungo, forse il movimento più dinamico del tiro, ma per fortuna provandolo ho capito che avrei potuto utilizzare una presa che in realtà viene utilizzata per i piedi nei movimenti successivi che non viene mai usata. E’ una presa molto svasa ma con le giuste condizioni la sentivo bene. Poi c'è un incrocio mortale che partendo dal resting da ferma mi veniva una volta su 5 ma anche lì avevo capito che non potevo farlo come gli altri perché sono più bassa di loro quindi “piedi in bocca”…e una volta capito il trucco dei piedi alti, l'incrocio mi veniva abbastanza facile.
Poi però c'era un altro dinámico ad una svasa Buona e un altro ancora ad un bidito... Va beh, diciamo che a pensarci bene i passaggi duri non mancano e infatti non pensavo proprio di metterci così poco tempo per essere il mio primo del grado.
Poi ho scoperto anche che è stato il primo 8c di mio fratello, lui però l'ha chiuso nel 2010 eheheh…

Tra i vari impegni, quelli agonistici in primis, ovviamente non si ha molto tempo per andare in falesia ma visto che i risultati non mancano di certo, non hai mai pensato di dedicare più tempo all'arrampicata su roccia?
Sì, assolutamente. Ho pensato di dedicare più tempo perché le gare sono sempre state parte di me ma devo ammettere che è sempre più difficile, soprattutto di testa, perché si ha solo una possibilità e non puoi sbagliare niente, un minimo errore può costarti almeno 20 posizioni.
Sapevo di essere in forma e le prime 2 gare di Coppa del Mondo sono andata davvero male, per fortuna la gara a Briancon mi ha tirato un po' su il morale entrando in semifinale ma non mi bastava... Allora Falesia!

Come e con chi ti stai preparando adesso?
Ora mi segue Tito Pozzoli, inutile dire che mi sto trovando molto bene con lui. Mi sta preparando per le ultime due tappe di Coppa Italia, una Coppa del Mondo, il Campionato Europeo e per finire il Campionato Italiano a novembre nella palestra di casa, a Torino!

Hai altri tiri sul grado in mentre?
Il mio sogno è sempre stato quello di chiudere Noi 8b+ ad Andonno che ho già provato tanti anni fa così per gioco e l'anno scorso ci ho messo di nuovo le mani sopra ma purtroppo solo per un paio di giorni perché poi ho avuto problemi ai tendini e sono stata ferma un bel po'. Spero potrà essere il mio progettino invernale!

Intervista Stefano Michelin

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