Storia del grado "9": da Wolgang Gullich ad Adam Ondra

Breve riassunto su come è nato e si è sviluppato questo grado da sogno

05 September 2017

La spettacolare ed extraterrestre salita di Adam Ondra del suo progetto a Flatanger ha scosso nelle fondamenta le emozioni dei climbers di tutto il mondo, avendo introdotto nel mondo dell’arrampicata il grado “allucinante” di 9c. Notoriamente, Adam è forse il più ligio e severo “gradatore” di sé stesso. Nel 2012, salì a vista Pure Immagination, valutandolo però con un personale 8c+ e quindi non assegnandosi il primo 9a della storia risolto a vista, prestazione che toccherà com’è risaputo al tedesco Alex Megos, che nel 2013 salì Estatdo Critico in questo stile.

La realizzazione di Adam completa in un certo senso la storia del grado 9 ultimandone la crescita. Certo, naturalmente è un mondo giusto appena nato e tutto da scoprire ma “è” stato fatto, il 9c “è” un grado possibile. Anzi, in virtù delle severità di Adam, non ci sarebbe nemmeno da stupirsi se, tra qualche tempo, si scoprisse che è anche qualcosa in “più”. La storia di questo numero inizia nei primi anni ’90. All’epoca gli allenamenti si facevano quasi esclusivamente in cantina o nella propria stanza, spesso con mezzi e metodi improvvisati. Non che mancassero le strutture specializzate ma era ancora “tutto da scoprire” e quindi anche molti metodi di allenamento erano presi da altri sport e “adattati”. Paradossalmente, ed è questo uno dei motivi che rende straordinaria l’arrampicata, il primo 9a venne partorito proprio da due “metodi” agli antipodi.

La storia infatti ci ha tramandato che sia stato Wolfgang Gullich nel 1991 ha liberare una futuristica linea, Action Direct in Frankenjura, come primo 9a al mondo. Wolfgang non solo fu uno dei principali innovatori del “metodo” di allenamento ma era supportato anche dalla potente macchina scientifica tedesca, già all’avanguardia all’epoca con un approccio medico dal ferreo rigore accademico. L’anno prima però, un punk inglese che si allenava in scantinati umidi ed improvvisati, era riuscito a liberare una lunghezza che ad oggi incute timore e rispetto e che, al di là del grado che oggi è alla portata di molti climber è pazzescamente duro e rognoso. Stiamo parlando ovviamente di Ben Moon e del suo capolavoro Hubble a Raven Tor. Il grado è “ballerino” per questo tiro e ancora non si sa con certezza se può essere considerato davvero il primo 9a della storia come alcuni sostengono o se è 8c+ e se da un lato Hubble conta giusto una manciata di ripetizioni, Malcolm Smith (1992), John Gaskins (1993), Steve Dunning (2003), Rich Simpson (2005), Steve McClure (2009), Alex Megos (2016) e Will Bosi (2016), Action è un 9a molto gettonato e dopo la prima ripetizione di Alexander Adler nel 1995, sono seguiti poi Iker Puo e Dave Graham, quindi tra gli altri Adam Ondra, Patxi Usobiaga, Christian Bindhammer, Richard Simpson, Dai Koyamada, Kilian Fischhuber, Gabriele Moroni, Jan Hojer e Adam Pustelnik, Julius Westphal e Rustam Gelmanov, Stefano Carnati e Simon Lorenzi.

Sempre dalla Germania però, si stava per affacciare quello che sarebbe diventato negli anni ’90 forse il più forte scalatore sportivo in assoluto, Alexander Huber. Prima di essere insieme al fratello un fortissimo alpinista infatti, Alex rimase per un decennio focalizzato sulla nuova tendenza della ricerca della difficoltà estrema tanto che, nel 1996, salì una via leggendaria, Open Air a Schleierwasserfall. Il grado? Qualcosa di duro. Molto molto duro. 9a di Huber all’epoca.

Solo cinque anni dopo, nel 2001, nella mecca dell’arrampicata mondiale a Ceuse, era stato Chris Sharma a liberare Biographie e a proporre al mondo il primo 9a+. E Open Air? Restò lì, per un po’. Biographie invece venne presa d’assalto. Nel 2004 fu salita da Sylvan Millet e Patxi Usobiaga, nel 2007 da Dave Graham ed Ethan Pringle e nel 2008 da Ramonet. Contrariamente a quanto si poteva preventivare però, il fenomeno Adam Ondra non ci mise mano fino al 2014 quando la tentò flash ma proprio nel 2008 volle provare Open Air per poi chiuderla (prima ripetizione) e dire che per lui era chiaro che era più dura di un 9a. Senza saperlo, Alex Huber aveva aperto nel 1996 il primo 9a+ della storia. Il successo e la popolarità di Biograpie però rende giustizia ad una delle più belle via di arrampicata che mai ci saranno sulla faccia della terra, tanto che poi, a ragione, altri scalatori come Enzo Oddo, Jonathan Siegrist, Alex Megos, Sachi Amma, Stefano Ghisolfi, Jon Cardwell e Sean Bailey si misureranno con essa.

E in campo femminile cosa succede?? Nel 2002 la basca Josune Bereziartu risolve Bain de Sang a St. Loup e fa capire che anche le donne sono in grado di salire un 9a. Non solo. L’anno seguente risolve anche Logical Progression in Giappone dello stesso grado e addirittura Bimbaluna l’anno seguente portando a 9a/+ il massimo grado raggiunto fino a quel momento. Seguirono poi alcuni anni di stallo, almeno fino agli ultimi tre o quattro, dove il grado in rosa è letteralmente esploso. Molti scalatrici, da Angela Eiter a Laura Rogora, da Anak Verhoeven a Mina Markovic ad alcune altre hanno raggiunto questo grado quest’anno, l’americana Margo Hayes, ha risolto La Rambla, che segna per il gentil sesso il primo e per ora unico 9a+.

Addirittura un anno prima di Open Air però, Fred Rouhling dichiarò che la sua Akira a Eaux-Claires poteva essere addirittura 9b ma nessuno potè poi confermarlo visto che praticamente nessuno andò a provarla. Nel 2003 Bernabè Fernandez disse che la sua Chilam Balam a Villanueva del Rosario poteva essere anche 9b+ e nel 2007 Dani Andrada proponeva il 9b anche per la sua Ali Hulk sit start ext. La caccia al grado più alto era aperta e tutti volevano esserne protagonisti. Chilam Balan fu data poi 9b da Ondra che la salì nel 2011 e addirittura 9a+/9b da altri climber come Seb Bouin, Edu Marin o lo stesso Andrada mentre Ali Hulk s.s.ext. vide solo la ripetizione di Magnus Midtboe che, come Andrada, fece la prima parte senza corda in stile boulder, ponendola come una via “ibrida”.

Fu ancora una volta Chris Sharma a mettere tutti d’accordo con la sua Jumbo Love del 2008 salita a Clark Mountain. Un linea infinita, 80 metri di cavalcata che seguiva una linea propria, dal primo spit alla catena. Questo era il 9b.

Da questo punto la storia si definisce senza ambiguità. Sharma aveva salito il primo vero 9b della storia e dopo poco inizierà i suoi lavori su La Dura Dura a Oliana, qualcosa di ancora più duro. Parallelamente quasi, Adam Ondra attrezzerà The Change a Flatanger. Entrambi sono convinti che la loro via è più dura di un 9b e vista l’esperienza dei due sul grado non si hanno dubbi. Chi la spunterà?? Non c’è rivalità tra i due, anzi, Chris invita Adam a provare la sua creatura ma sta ben lontano dalle fredde ed umide caverne norvegesi per godersi il sole della Spagna. Adam prova entrambi ma poi concentra gli sforzi sulla sua “bimba” ed infatti, il 4 ottobre 2012, ne viene a capo. Non sbagliava sul sostenere che era più dura di 9b. “The Change” dice, “è 9b+”. Il primo ovviamente di questa storia.

L’anno seguente, Adam Ondra prima e Chris Sharma poi saliranno anche La Dura Dura, il secondo 9b+ ma nello stesso anno di The Change, Adam iniziò ad attrezzare una nuova lunghezza, sempre a Flatanger, che avrebbe liberato solo cinque anni dopo. La provò i primi tempi ma era troppo lontana da quello che poteva fare allora. Condurre anche questo progetto era davvero troppo questo si capiva. I boulder atroci e gli incastri di ginocchio erano troppo duri per il momento.

Ma Adam seppe aspettare ed è anche questa una delle sue grandissime forze. Non vede solo quello che “è”, lui vede quello che “sarà” e difatti, il 3 settembre 2017, venne a capo di Project Hard, il primo 9c del mondo.

Questa è, in modo sintetico per ovvi motivi di spazio, la storia dell’evoluzione di questo grado che fa ancora sognare. Ma non finisce qui.

Stefano Michelin

Bibliografia
Wolfgang Gullich, Action Direct, Ed. VersanteSud
Ben Moon, dal punk al futuro dell'arrampicata, Ed. VersanteSud
Uomini&Pareti, Ed. VersanteSud

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