Alberto Gotta: gare e roccia

Intervista dopo la prima vittoria in Coppa Italia

22 June 2016

Nato nel 1992 e residente a Bra, Alberto Gotta si è aggiudicato l’ultima tappa di Coppa Italia Lead a Villa Sant’Angelo (AQ). Con una vittoria giocata sul filo dei secondi con Francesco Vettorata, Alberto si è imposto anche in gara, confermando doti da garista a fianco di quelle da rocciatore. Ecco una breve intervista al forte cuneese subito dopo la sua vittoria.

Prima vittoria in Coppa Italia, raccontaci com'è andata...

È stato incredibile, davvero! Sapevo che Checco (Francesco Vettorata) aveva fatto top in finale, ma prima di partire ho solo pensato a salire più in alto possibile, senza preoccuparmi del tempo o di altro. Inaspettatamente mi sono ritrovato anche io al top e una volta a terra mi hanno detto che avevo "corso" abbastanza veloce e alla fine il cronometro era dalla mia. Avevo vinto!

Gare e non solo però, sei anche molto attivo su roccia. Quali sono i tuoi "must" finora, dove sono e perchè?

Direi che sono nella falesia di Tenda, situata nel sud della Francia vicino all'omonimo paese, chiodata da Seve Scassa circa una ventina di anni fa. Sono l'8a de Il dubbio e l'8b+ Follia esplosiva. Sono stati i primi di quel grado, si trovano in una delle mie falesie preferite dove ho passato l'intera infanzia e dove mi sento davvero a casa. Un’altra via davvero importante è stata Noi 8b+ ad Andonno, tiro stupendo in una delle falesie più belle e anche dure d'Italia. L'ultimo è il mio primo 8c, Premiere a Castelbianco. Salirla è stato davvero realizzare un sogno che avevo fin da piccolo, farlo in giornata poi è stata davvero la ciliegina sulla torta! 

Quel'è la "tua" arrampicata? se dovessi "descriverla", come sarebbe??

La mia arrampicata è basata in generale sulla dinamicità e sul mantenere un buon ritmo. Cerco di fermarmi il minimo indispensabile a riposare in modo da scappare dalla fatica. In falesia ero appassionato dalle vie lunghe e di resistenza (almeno 40 metri) ma ora anche quelle corte e intense cominciano ad essere nelle mie corde. La cosa più importante e che siano vie a canne, questo è davvero il mio stile preferito!

Nel 2012 ti avevamo segnalato come “promessa”, cosa senti sia cambiato da allora e come ti rivedi all'epoca anche se si parla solo di 4 anni fa?

Sono cambiate tante cose. Ora mi sto dedicando molto di più al mondo delle competizioni, tenendo la falesia per divertirmi (l'ambiente naturale resta comunque il mio preferito), mentre 4 anni fa era l'obiettivo primario. Un altro grande cambiamento è stato la scoperta del boulder, non ero mai andato in un’area blocchi allora e scoprire che posso ottenere alcuni interessanti risultati anche li mi ha sorpreso molto. Erano i primi anni di università e ripensandoci mi ricordo davvero molto più piccolo, non che adesso sia grande, però almeno la passione per la falesia e in generale per l'arrampicata non sono cambiate per nulla. 

Quale posto non mancherà nella tua vita di arrampicatore? Cosa hai in mente per il futuro?

In generale direi la falesia, anche quando smetterò con le gare penso che continuare a scalare in ambiente naturale sarà fondamentale. Non importa quale posto in particolare, basta che si continui ad arrampicare, magari anche in luoghi nuovi e sempre diversi. Per il futuro il mio piano principale è laurearmi in Ingegneria Meccatronica. Ritengo improbabile che diventi un arrampicatore professionista, per cui continuerò ovviamente a scalare da appassionato allenandomi e partecipando alle gare. Per il futuro un po' più prossimo, lavorerò molto sperando di partecipare alle Coppa del Mondo, un altro di quei sogni da realizzare!

Domanda finale: ma perchè tra i mille sport possibili e le cose più intelligenti, hai scelto proprio di arrampicare??

Mio padre mi ha trasmesso questa "malattia" praticamente alla nascita, quindi si può dire che sia colpa sua! Ho cominciato a 4 anni e da quel momento in poi non sono più riuscito a smettere; a questo punto penso che finché sarò in grado di stare attaccato ad una parete non smetterò mai!

Intervista Stefano Michelin

 

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