Dalla Spagna all'Italia per il primo 9a

Due domande ad Alex Ventajas

04 June 2021
Alex Ventajas ha salito Underground, firmando il suo ingresso nel mondo del nono grado.

Da Murcia a Verona, cosa non si fa per amore! O per scalare? La domande è troppo delicata per essere posta… Iniziamo con le presentazioni: Alex Ventajas arriva dal sud della Spagna ed ha poco più di vent'anni. Solitamente siamo abituati a persone che si muovono verso la terra iberica per fare il primo 9a, mentre Alex ha fatto l'opposto. Scala da quando aveva nove anni e da circa quattro mesi si è trasferito in Italia. Il suo cammino nella scalata si è svolto "lentamente". Non ha bruciato tappe e si è costruito un solido livello. Da sempre Underground stuzzicava le sue fantasie e, dopo aver iniziato a chiudere molto in fretta i tiri di grado 8, si è sentito pronto per aggiungere un altro tassello. Con un po' di timidezza ed un po' di coraggio, si è buttato nel nuovo progetto ed in poco tempo ha salito Underground, il celebre 8c+/9a in quel di Arco. Ecco com'è andata...

Underground, un tiro storico che non ha bisogno di presentazione. Ci racconti la tua storia?

Underground è una via molto famosa e conosciuta anche in Spagna, avevo visto molti video di persone che la facevano o che la provavano. È uno di quei tiri che ti attira l'attenzione perché è unico nel suo genere e ti chiedi: come saranno le prese? Quanto saranno duri i blocchi?  Quando sono arrivato in Italia non vedevo l’ora di provarla e avevo deciso che sarebbe stato il mio primo progetto duro. Purtroppo a causa del Covid non si poteva uscire dal proprio comune e soprattutto non ero molto in forma perché, per via delle restrizioni, nei mesi precedenti avevo arrampicato poco. Ho deciso di iniziare gradualmente, puntando a guadagnare forza e resistenza, scalando su vie che potevo fare a vista o in pochi tentativi e cercando di alzare il grado poco a poco. Quest’ultimo mese con la riapertura delle regioni ho conosciuto alcuni settori di Arco e vedendo che riuscivo a chiudere vie di 8b/8c in pochi giri ho pensato che finalmente mi sentivo pronto per provare Underground.  È stato un processo abbastanza breve, ma molto intenso, durato cinque giorni in totale. Il primo giorno che l’ho provata sono partito da Verona dopo il lavoro. Nonostante avesse piovuto parecchio e l’uscita fosse bagnata, la mia idea era quella di farci un giro per iniziare a toccare le prese e decifrare i passaggi asciutti. A fine giornata non avevo capito quasi nulla della via, il blocco centrale mi sembrava impossibile e l’unica cosa di cui ero sicuro è che nei video mi sembrava molto più facile di com’era in realtà.  Il terzo giorno al Pueblo c’erano alcuni amici che conoscevano bene la via e grazie ai loro consigli sono riuscito a risolvere il blocco centrale, ma mi sentivo ancora lontano dal mettere insieme tutte le sequenze. Underground infatti non è una via che ti riempie gli avambracci, ma ti toglie tutte le forze e blocco dopo blocco ti ritrovi senza energie.  Il quarto giorno ho deciso di provare un metodo nuovo nell’uscita, che si addicesse di più al mio stile di arrampicata, alzando il piede sinistro sopra le mani e incastrando il ginocchio su una tacca, ma nel giro buono mi sono agitato e sono caduto andando all’ultima presa da cui si passa la catena.  Nei giorni successivi non ho fatto altro che ripensare alla via: da una parte sapevo di poterla fare, dall’altra avevo paura di continuare a cadere nella parte finale, com’era successo a molti arrampicatori. Alla fine ho deciso di non aspettare il weekend, così sono tornato a provarla due giorni dopo con la mia ragazza ed il mio amico Luca e per fortuna tutto è andato come doveva. Il primo giro mi sentivo un po’ nervoso, ma nel secondo mi sono rilassato, ho pensato solo a scalare con ritmo e a godermi la via fino a passare la corda in catena. 

Visto che abbiamo l'occasione di parlare con un locals d'eccezione, consigliaci tre vie in Italia e tre in Spagna...


È molto difficile scegliere solo un top 3 di vie che consiglio dalla Spagna, ma qui vi propongo qualche via cinque stelle per tutti i gradi:

"Maria ponte el arnes" a Rodellar. È dei 7b+ più famosi di questa zona, pura resistenza su canne con appigli unici. 

"El ladron de orquideas" un 8a nel settore Espadelles di Margalef. Solo vedendo la linea di roccia grigia perfetta fa venire voglia di scalarla, raccomandata al 100%. 


Pata Negra” nel settore Ventanas di Rodellar, pura resistenza su prese medio buone, sicuramente è un 8c duro, perché si sono rotti parecchi appigli negli anni, ma rimane una Kingline.

Dell'Italia non ne ho ancora fatte tante, ma per il momento direi:

Supercanna” un 7b+ a Ceredo classica, una linea perfetta di quasi 30 metri di arrampicata su canne, che richiede un buon mix di forza e tecnica.


L'Incantesimo” al Covolo, probabilmente l'unica via del settore che non mi sia sembrata durissima, un 8a di continuità su buone prese. Ottima da provare a vista o per approcciarsi al grado. 


Terra piatta” 8b+/c a Pizzarra, è sicuramente nella top 3 delle vie più estetiche che io abbia mai fatto, roccia grigia perfetta con un sacco di possibilità in ogni movimento. Ricordatevi di riscaldare bene le dita.

Fonte e cortesia foto Alex Tajas

AP

 

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