Giulia Bernardini: Sicilia, mare e 8a

A tu per tu con la next generation siciliana

17 August 2020
Giulia Bernardini è una scalatrice italiana con più di 10 8a all'attivo.

La cosa strana? Ha 14 anni e vive in Sicilia. Facciamoci due chiacchiere e scopriamo di più su questa storia! 


Giulia: chi è?

Giulia è una ragazzina siciliana nata a Catania il 24 agosto del 2005, studentessa in ingresso al secondo anno di Liceo Linguistico cresciuta in mezzo allo sport. Può essere definita una figlia d’arte “costretta” sin dai primi mesi di vita, a bivaccare ai piedi delle falesie siciliane dai genitori entrambi appassionati di scalata e tecnici FASI. Dal bivacco ai primi passi su roccia e su artificiale il passo è stato, ovviamente, molto breve. Sino agli undici anni ha praticato, contemporaneamente all’arrampicata, tanti altri sport anche a livello agonistico tra cui sci alpino, atletica e ginnastica artistica passando per due anni di nuoto e due di danza. Alla fine il cuore ha scelto e l’arrampicata sportiva è diventata la sua grande e unica passione. Al suo debutto in categoria assoluta ha avuto l’onore di indossare la maglia azzurra in Coppa Europa Lead giovanile. Giulia, per il momento, concilia benissimo, con i dovuti sacrifici, gli studi, gli allenamenti giornalieri, le trasferte continue per gare e per allenamenti, la falesia gli amici e il mare!

 

Sicilia e arrampicata, uno strano binomio: dicci di più.

Capita di sentirsi chiedere “ma perché in Sicilia si scala?”. La domanda un po’ mi stupisce perché in Sicilia c’è tantissima roccia e ci sono così tante falesie incontaminate con roccia bellissima e con vie di ogni tipo che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Certo alcune sono un po’ distanti da dove abito io e tra gare e allenamenti in inverno riesco ad andare pochissimo. Ci sono anche bellissime vie lunghe soprattutto nel palermitano o a San Vito Lo Capo. Anche quelle mi piacciono molto e a a giugno ho salito, interamente da prima, insieme a mio fratello e ai miei genitori, una via di 14 tiri lunga 396 mt 6b+ obbligatorio chiodata da Christoph Hainz e Thomas Hengel. E’ stato bellissimo avere papà mio compagno di cordata e riuscire a “portarlo” in cima. L’unica grande differenza con altre regioni è che in Sicilia l’arrampicata è ancora poco conosciuta, gli scalatori sono ancora un numero limitato e quello che assolutamente ci manca sono le strutture artificiali adeguate. 

 

Quali sono le difficoltà più grandi che incontri vivendo a 300 metri dal mare?

Io abito in un paesino ai piedi dell’Etna 700 mt s.l.m. esattamente tra mare e montagna a 15 km dalla stazione sciistica Etna Sud e visto che mio papà è un militare del soccorso alpino della GdF e lavora proprio sull’Etna, sin da piccola ho amato la montagna tanto quanto il mare. Certo in estate salire in macchina per andare in falesia magari a 100 km da casa, anziché in spiaggia, certi giorni è un po’ faticoso ma appena arrivata sotto le pareti è troppo grande la gioia di potermi cimentare in una nuova sfida. E’ così che quest’estate ho raggiunto l’obiettivo che mi ero data salire 10 vie di ottavo entro il mio quattordicesimo anno. Negli ultimi giorni ho accelerato il ritmo e ci sono riuscita. La più grossa difficoltà del fare arrampicata in Sicilia è la mancanza di strutture artificiali importanti motivo per cui sono spesso in viaggio verso Piemonte, Lombardia e Trentino per potermi allenare su strutture e tracciature adeguate. In tutta la Sicilia abbiamo 5 palestre alcune solo di boulder e quella in cui mi alleno Etna Climbing Ragalna gestita dai miei pur essendo piccolissima è al omento la più completa dell’isola con tutte e tre le specialità.

 

Quali sono le tue figure di riferimento ed i tuoi idoli nello sport? Come mai?

Nello sport le mie  prime figure di riferimento sono i membri della mia famiglia tutti da sempre impegnati nello sport. Sin da piccola il nostro principale gioco è stato allenarci tutti insieme. Certo papà e mio fratello Mattia sono davvero un grande stimolo per quello che riescono a fare. Mio fratello per la sua passione per la montagna è anche andato via da casa a 14 anni per studiare al Liceo della montagna di Tione di Trento. Poi ci sono i miei fortissimi amici del Bobo’s Extreme Team  che, insieme ad altri scalatori siciliani, mi hanno sempre spronata e stimolata a fare sempre di più.

 

Giulia tra 10 anni: come ti vedi?

Tra dieci anni spero di essere un’atleta di alto livello e una forte scalatrice, poi, come sognavo già da piccola, spero di poter trasmettere la mia passione per questo fantastico sport ad altri bambini.

 

Fonte Giulia Bernardini

AP

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