Jacopo Larcher, l'arte della polivalenza

A Massone sale Undereground

15 June 2016

Trad, boulder, vie sportive, vie lunghe, alpinismo. Gli manca magari un ottomila (in inverno ovviamente) e poi praticamente ha fatto tutto. Se la polivalenza è un'arte allora il nostro artista numero uno è Jacopo Larcher.

Troppo alta, soprattutto in questi ultimi due anni, la sua capacità di spaziare da un campo all'altro del mondo verticale e sempre con salite di spessore. L'ultima è Underground a Massone, Arco, una via molto particolare, non certo ambita per la sua naturalezza ma perchè per tanti (e tanti e tanti) metri, si scala praticamente a testa in giù. Underground è "il" tetto.

"Da ragazzo avevo scalato veramente molto a Massone, soprattutto al Pueblo. Prima di spostarmi in Austria (dopo le superiori) ero riuscito a ripetere tutte le vie della falesia a parte Underground. Non l'avevo mai provata, in quanto all'epoca pensavo che fosse troppo dura. Dopo molti anni, due settimane fa sono ritornato a Massone; cercavo una falesia asciutta e dove si potesse scalare anche in caso di pioggia.... ed il Pueblo ci sembrava la scelta più ovvia.
Mi sono così finalmente deciso a fare qualche giro su Underground, capendo che la potevo fare. Dopo una settimana il tempo non sembrava migliorare, così siamo scesi nuovamente ad Arco in cerca di "riparo" Emoticon slightsmile... ed ho anche colto l'occasione per chiudere il "cantiere".
La "natura" (di naturale non c'è niente) della via è molto particolare... ma ha il suo fascino ed è una via storica, almeno a livello italiano. Sono molto contento di averla salita, soprattutto visto il mio "legame" con Massone. Per quanto riguarda il grado, credo che tenda di più verso l'8 che verso il 9... a buon intenditor, poche parole."

Giusto in concomitanza del Melloblocco, Jacopo era invece impeganto in Scozia su un'altra via dalla fama mondiale, Rhapsody, di cui ha fatto la prima salita di un italiano. A proposoto di questa, Jacopo ha scritto un articolo che per impegni pubblichiamo solo ora, scusandoci con l'autore, e che racconta la sua esperienze nelle terre di Highlander.

 

RHAPSODY, di Jacopo Larcher

"Rhapsody; questo era il mio obiettivo. Fin dal principio il viaggio era stato pensato per andare a provare questa via per me mitica ed affascinante. Ci siamo organizzati quindi per restare vicino a Dumbarton Rock, dove abbiamo scalato per la maggior parte del nostro soggiorno. La falesia è veramente particolare…la definirei molto “urbana” e ci si deve un po’ abituare al contesto nel quale ci si trova. C’è un forte contrasto, molto particolare, tra la comunità degli arrampicatori ed i gruppi di ragazzi che usano i boulder sottostanti per fare festa e nascondersi dagli occhi indiscreti.

C’è molta sporcizia e degrado (non di certo dovuti agli arrampicatori!)ma è una falesia storica, che custodisce alcune delle vie storiche e più importanti della Scozia e non solo. Si possono trovare vie come “Requiem”, il primo E8 del Regno Unito, salito nel 1983(!!!) da Dave Cuthbertson… “Achemine”, il primo E9 scozzese, e “Rhapsody”, il primo E11 al mondo

La cosa che mi ha veramente colpito, a parte il meteo che cambia ogni 5 minuti, è stato vedere come i locals riescono a sfruttare davvero ogni centimetro di roccia! Ci sono vie ovunque, anche in posti che da noi non verrebbero mai neanche presi in considerazione. Purtroppo ciò porta spesso a problemi come “eliminanti”, ma sinceramente, dopo aver visto questi luoghi ed averci scalato qualche giorno, ho capito come mai i locals siano ricorsi a determinate “soluzioni”… manca la materia prima!

È una realtà abbastanza diversa rispetto al resto dell’Europa, rispetto a quella parte “continentale” fatta di praterie di roccia compatta stile Spagna, Francia o Italia. Qui le regole sono culturalmente ed alpinisticamente differenti e devi accettarle per quello che sono così come i posti dove arrampicare ma roccia a parte, i paesaggi sono veramente stupendi! 

Rhapsody aveva un significato speciale. E11 è stato uno dei primi video d’arrampicata che ho visto. All’epoca ignoravo completamente l’esistenza dell’arrampicata trad e mi ricordo che faticavo a comprendere come mai una persona potesse rischiare così tanto solo per salire un pezzo i roccia in questo stile. Mi sembrava una pazzia e faticavo a comprenderne il significato. In qualche modo però, tutto ciò mi ispirava, mi dava un certo stimolo ma non mi sarei mai immaginato di poter, un giorno, provare a fare le stessa cosa. Figurarsi…salire Rhapsody! Ma anche questo è stato in fondo un modo per dimostrare a me stesso quanto sia cambiato negli ultimi anni, è un altro tassello della mia vita di scalatore, un altro posto magico che ho visitato, toccato con mano, apprezzato e criticato. 

Mi fa sempre specie mettere le mani dove sono passati dei grandi e misurarmi con le loro realizzazioni. Lo è stato qui nei confronti di Dave Cuthbertson e Dave MacLeaod, o ad esempio lo fu due anni fa con Beat Kammerlander e Prinzip Hoffnung.

Ovviamente è difficile fare un paragone tra Beat e Dave (MacLeod), in quanto provengono da due scuole e culture molto diverse. Tutti e due sono degli arrampicatori molto completi che hanno alzato l'asticella delle loro discipline sempre più in alto. Adoro lo stile e l’etica di apertura di Beat, in quanto predilige sempre la bellezza e l’etica della linea alla difficoltà. Ovviamente è più facile fare tutto ciò, quando si ha tantissima roccia intorno :-) Diciamo che sono tutti e due molto creativi… ognuno a suo modo.

Non ho scalato solo io eh! Babsi ha effettuato la prima ripetizione di “Achemine”, il primo E9 della Scozia. La via infatti era stata liberata da Dave MacLeod nel 2003 ma non era più stata salita e questo qualcosa vorrà ben dire su questo tiro! I locals sembravano molto intimoriti da quella linea: quando Babsi è riuscita a salirla erano tutti entusiasti! E’ riuscita a chiuderla in soli 3/4 giorni! Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo per visitare bene la regione ed abbiamo scalato quasi sempre nella stessa falesia.

L’ultimo giorno siamo andati a ripetere “Dalriada” a The Cobbler. È un spigolo stupendo, che si raggiunge con due ore di avvicinamento. La vista sugli Highlands, e la bellezza della linea valgono ogni secondo di cammino. Non si può certo dire lo stesso della qualità della roccia, ma purtroppo non si può avere tutto :-) 

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