Olimpionici: Ludovico Fossali

Intervista all’atleta azzurro

23 August 2021
Ludovico Fossali intervistato per UpClimbing riguardo alle olimpiadi di Tokyo 2020.

Grazie ad un periodo di forma strabiliante in concomitanza con la prima gara utile per strappare un ticket olimpico, Ludovico Fossali è l'uomo che ha reso il sogno realtà. Il suo campo di azione è sicuramente la Speed, disciplina dove ha vinto il campionato del mondo assoluto. È quindi il più veloce del mondo? Non proprio. Nella velocità il margine di errore è ridotto al minimo ai giorni nostri e, banalmente, oltre che andare veloce devi non sbagliare. Ore ed ore di allenamento che sfociano in qualche secondo di gara, che separano l'uomo dalla gloria eterna o dall'oblio. Dopo aver centrato l'obiettivo olimpico, che forse all'epoca era più un sogno che un vero obiettivo, Ludovico si è messo in gioco in tutte le discipline, investendo tempo ed energie per prepararsi al meglio alle olimpiadi. I risultati in campo italiano si sono visti, e a Tokyo? Ce lo dice lui…


Partiamo subito carichi: come è stato essere a Tokyo?

Una FIGATA!  Ero talmente  emozionato di essere al Villaggio Olimpico che la prima notte non ho chiuso occhio,  così sono andato a farmi  un giro per il  Villaggio per respirare un po’ quell'aria,sportiva, tutta nuova e particolare.


Entrando nei particolari… Come è andata la tua gara? 

Male e non ne sono soddisfatto. L'obiettivo, a parte fare bene la Speed, era di godermi la gara;  so che se mi fossi divertito avrei fatto bene, ma non ci sono riuscito. Forse il ricordo più bello  è la prova di Lead, dove ho mandato  "a cagare"  tutto e ho fatto la via togliendo molti pesi che mi portavo dietro.


Com'è la giornata tipo nel villaggio olimpico e a Casa Italia?

Ti svegli bello accartocciato nel  letto di cartone, anche se potevi  modificare la densità del materasso a tuo  piacimento; poi  il bel test PCR (salivare) giornaliero e l'odore dello sputacchio  che mi apriva per bene i polmoni. Quindi percorri la via per raggiungere la mensa e vedi gente che si allena, corre, gira in bici o fa trx attaccato ad un albero: sembrava un quartiere di San Francisco dove tutti sono sportivi. Arrivi in mensa, un posto immenso dove puoi scegliere quello che vuoi da mangiare, era sufficiente scegliere e chiedere ai "giappocuochi" e loro riempivano il piatto salutandoti sempre con il simpatico “Arigato”. Il resto della giornata era libero, potevi fare ciò che volevi: andare nella saletta ricreativa, con videogiochi e tv , per tifare i tuoi connazionali, compagni di squadra, allenarti nella gigantesca  palestra dotata di  qualsiasi attrezzo o recarti al campo gara  (anche se con orari prestabiliti)  sia nella parete di scaldo  sia in quella da gara,  con vie e blocchi tracciati appositamente per noi.  Tutto organizzato alla perfezione.  Una cosa completamente differente  se  pensiamo alle Coppe del Mondo a cui partecipiamo ogni anno.  Tutto davvero ben organizzato, dai volontari ai fisio del Coni e tutto il resto, per  aiutarti ad  eccellere nella tua prestazione.

 

Archiviate queste, quali sono i progetti futuri?

I progetti futuri sono VACANZA, ah no... c'è ancora il Mondiale e Stanislao  mi ha convinto a darci dentro per l'ultimo mese; sarà dura ma ci proverò, gli obiettivi sono divertimento e spensieratezza, non voglio più fare gare con il peso che mi sono portato fino a Tokyo. Dal 16 settembre, come ho risposto prima:  vacanza.

Fonte e cortesia foto Ludovico Fossali

AP

 

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