Un lungo 2020 in breve

Il riassunto dal mondo gare e falesia

31 December 2020
Un breve riassunto per chiudere in bellezza uno degli anni più difficili del nuovo millenio.

Il 2020 doveva essere un anno di svolta, che gli appassionati del mondo verticale difficilmente avrebbero dimenticato. In effetti sarà anche così, ma sicuramente non per il debutto alle olimpiadi di Tokyo! Una pandemia ha coinvolto e stravolto tutto il mondo, contagiando inevitabilmente anche la sfera dell’arrampicata. Le manifestazioni sportive sono state quelle più colpite, sullo strascico della mazzata data al mondo dello sport in generale. Al comando della FASI è stato rinnovato il presidente Davide Battistella, che, insieme al suo staff, ha dato una risposta tempestiva all’emergenza Covid, facendo sì che la nostra giovane federazione trainasse altre realtà ben più consolidate nel tempo. I risultati poi non si sono fermati al protocollo Covid, ma hanno coinvolto diversi ambiti. Si è tornato a parlare di falesie, ci sono state rivoluzioni a livello organico che effettivamente sono state un upgrade. Si è arrivati ad avere un vero centro federale, capitanato da Seve Scassa, dove gli atleti possono misurarsi e migliorare su tracciati di alto livello, degni delle competizioni internazionali. In campo falesia, i risultati non sono certo mancati. Abbiamo assistito al primo 9b femminile italiano, con Laura Rogora che ha salito Ali Hulk Sit Extension Total; un risultato storico, che è stato eguagliato da Julia Chanourdie poco tempo dopo, con Eagle 4, e da Angi Eiter, che dopo aver salito La Planta de Shiva nel 2017, si è confermata la regina liberando Madame Ching, il suo secondo 9b. Stefano Ghisolfi è stato al centro dell’attenzione, accaparrandosi una rara ripetizione di Change (9b+), trovando un metodo alternativo, nella “impressive cave” di Flatanger. Megos, per non farsi mancare nulla, ha liberato il secondo 9c al mondo, nella falesia di Ceuse, dopo centinaia di tentativi spalmati in diversi anni. Schubert si è difeso sparando salite di tiri duri a raffica, quasi tutti poi sgradati solo la sua ripetizione. Hubble e Action Directe sono stati presi d’assalto e, proprio sulla via simbolo del Frankenjura, una fortissima Melissa Le Nevé ha firmato la FFA, first female ascent. Con le ultime salite di Hubble invece pare ormai ufficiale che sia proprio questo il primo 9a della storia, appena più anziano della creatura di Gullich. Le prime ripetizioni di Akira, Ondra che trova lungo su Perfecto Mundo, la spedizione italiana a Flatanger; Pearson su Tribe, Sergey Shaferov e le sue gesta in Russia, la ticklist delle vacanze di Gabri Moroni: la lista delle realizzazioni con la corda è davvero lunga. 

La sorpresa nel mondo falesia, parlando proprio di falesia come pezzo di roccia, è la zona di Citdibi in Turchia. Grazie alle prime salite di Smolensky (straordinariamente maturo nonostante la giovane età) e Megos, la zona sta per decollare e arrivare alla popolarità che le spetta. In campo italiano invece siamo lontani dallo sfruttare l’arrampicata in sinergia con i territori, ovunque sembra che ci sia un rifiuto verso la tribù verticale. Le vicende che riguardano la parete di Ferentillo, l’area di Frosolone e le ultime news da Finale testimoniano delle realtà dove la scalata fatica a venire vista come risorsa utile al territorio. In particolare a Frosolone, le acque sono davvero torbide ed i toni delle discussioni molto accesi. 

In campo gare, abbiamo rinviato di un anno i giochi olimpici, che prenderanno il via il 23 luglio a Tokyo. Nel 2024, a Parigi, l’arrampicata sarà ufficialmente presente con ben 12 medaglie e molti più posti per gli atleti. Nella prima edizione, l’Italia sarà ben rappresentata da Ludovico Fossali, campione del mondo speed, Laura Rogora e Michael Piccolruaz. In campo internazionale, abbiamo assistito alla prima finale in una coppa del mondo lead per Giorgia Tesio, che insieme alla vincitrice Laura Rogora, hanno rappresentato l’Italia a Briancon. In campo italiano, Laura Rogora si dimostra la più in forma del 2020, vincendo il titolo italiano lead e boulder. Nella speed, Anna Calanca si laurea campionessa italiana, ma è Giulia Randi la donna da battere, con il nuovo record italiano. Tra le file dei maschietti, Ludovico Fossali conferma la sua forma con il titolo italiano, firmando anche il nuovo record. Nelle lead, Stefano Ghisolfi arricchisce il suo palmares con un altro oro e nel boulder il Puma di Novara Gabriele Moroni si impone sulle giovani leve e si aggiudica il titolo. I membri della Nazionale si sono radunati spesso nel centro federale di Arco ed insieme hanno intrapreso un cammino che da anni si auspicava.

Stringendoci agli atleti che ci accompagneranno alle Olimpiadi, auguriamo a tutti i climbers un grande 2021 ricco di giornate a scalare con le persone care, la cosa che più ci è mancata in questo infausto 2020.

AP

 

TAGS:
falesia , gare , tokyo 2020 , 9b
Banner c

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875