Una velocista da ottavo grado.

Intervista doppia a Fabio Palma e Beatrice Colli.

13 June 2020
A tu per tu con un coach e la sua atleta.

Di scalatori è pieno il mondo, tutti con le loro stranezze ed i loro punti di forza. L’arrampicata è nata come uno sport da praticare fuori porta, sulla roccia, con l’indoor destinato solo all’allenamento. Col tempo, l’indoor è diventato una parte importante tanto quanto l’ambiente naturale e le gare hanno assunto una loro precisa identità. La speed in particolare ha poco a che vedere con la scalata su roccia, ma di anno in anno cresce e gioca un ruolo fondamentale nella vita di un atleta, soprattutto in ottica Olimpiadi. Ma esistono velocisti capaci di tirare forte le tacche come un boulderista o capaci di scacciare la ghisa come un falesista? Sembra proprio di sì. Nel particolare, Beatrice Colli passa agevolmente dagli ottimi risultati nelle competizioni di speed ai tiri duri in falesia. E’ già strano così, ma se ci aggiungiamo che ancora è lontana dalla maggiore età… Basta chiacchiere, andiamo a scoprire il mondo di Beatrice e Fabio.


Andiamo oltre i nomi, Fabio e Beatrice: chi sono?


BEATRICE: “Fabio è il mio allenatore, colui che mi porterebbe fino in capo al mondo per allenarmi nel modo in cui lui ritenga migliore. Da Milano al Maloja, con pausa a Colico, per poi tornare a Milano, perché si, succede, Fabio fiducioso che la falesia sia asciutta ci porta fino in Svizzera e combattuto ma non abbattuto ci porta al Rockspot... Ma almeno ci siamo allenati.

E io sono Beatrice, la sua atleta che lo ascolta senza correggerlo,tranne i congiuntivi…”


FABIO: “Io sono un ex arrampicatore di livello medio e che ha dato il massimo sulle vie lunghe, anche in apertura, fra il 2005 e il 2011. Niente di che in falesia, al massimo 7c a vista e 8a+/b, amavo spingere in apertura e le migliori cose le ho fatte lì. 

Beatrice è un'atleta formidabile, un diamante di talento che ha già vinto molto nelle gare e che si spera sarà lasciata in pace da infortuni, vincoli e distrazioni per esprimersi al meglio.Inoltre, Beatrice sembra sempre "tarantolata", in macchina quando si va in giro fa un casino senza pari, arriva nelle palestre e nelle falesie e corre, parla a densità di parole doppia, non sta mai ferma e detesta i pochissimi giorni di riposo in un anno ("che palle").”

 

Come è costruita la giornata tipo di un’atleta ancora non professionista? E come si allena?


BEATRICE: “La mia giornata tipo è organizzata in base all’allenamento. La mattina, possibilmente seguo le lezioni e due ore dopo il pranzo mi alleno fino alla cena. Ogni allenamento coinvolge quasi tutti i muscoli e puntualmente per concludere faccio da uno a più infinito di cardio, variando sempre gli esercizi.”


FABIO: “Ogni giorno Bea ha un lavoro diverso, secondo la pianificazione DUP, ed essendo una combinatista si allena sia a secco che per le tre specialità in maniera molto complessa. Riceve una scheda ogni mattina, in base sia alla pianificazione che al report del giorno prima. Una sua seduta dura da 2 a 3h30', a volte anche di più. Tanto lavoro è sui muscoli principali, sia delle gambe che del busto, ha un massimale d 60kg in panca piana (sarebbe record italiano Under 18 della sua categoria di peso fatto in gara...), fa insomma sia pesi che corpo libero secondo la mia pianificazione (sono supportato da mio figlio che è un'enciclopedia vivente delle metodologie di allenamento alla Forza), e parecchia pliometria. Sul lavoro tecnico, non abbiamo una struttura Speed per cui le sue vittorie sono arrivate con pochissime prove sulla via rispetto agli specialisti, meno di 1/10.”


Dai podi in campo internazionale nella velocità all’alto livello in falesia, passando per tutte e tre le discipline: vogliamo saperne di più.


BEATRICE: “La speed è sempre stata il mio forte, e in questi anni abbiamo puntato ai vertici della classifica, non tralasciando mai il boulder. “Grazie” a questa quarantena abbiamo ampliato l’orizzonte alla lead, mi sono allenata nella resistenza scoprendo persino che non ha influito sull’esplosività.”


FABIO: “Per il 2020 avevo il progetto segreto di puntare al titolo mondiale U18 di combinata e quindi avevamo preso in mano la Lead da fine Dicembre, aveva fatto un 8a quest'estate e al Campionato italiano e in Coppa Italia arrivava sempre fra le prime 20 senza preparazione, quindi mi ero detto, vediamo dove può arrivare. Perchè secondo me scala benissimo con la corda, a livello Top.

Poi è arrivata la pandemia e buonanotte...Non so come sarebbe andata la preparazione Lead con le gare Speed e Boulder nazionali e internazionali, ci sono ragazze italiane e internazionali formidabili, il livello è spaventoso oggi. Solo cinque anni fa la Bea avrebbe dominato in Speed, per dire, mentre oggi se la deve guadagnare una finale...Perchè poi, con la scuola e i week-end gare, andare in falesia in questo periodo sarebbe stato impossibile. 

Era un progetto insomma con dei punti di domanda. Anche perchè volevamo scendere a 8” basso in Speed e diventare più forte in Boulder, e mentre la preparazione Speed-Boulder ha nella mia visione molte similarità, la Lead fa un po' a pugni con entrambe. Soprattutto con la Speed. Insomma, tra il dire e il fare…”


Parlare con una ragazza così giovane, mi fa guardare al futuro. Come vedete il futuro della scalata, sia indoor che outdoor?


BEATRICE: “Nel futuro della scalata indoor spero sparisca la vera e propria discriminazione della speed e che ogni atleta cominci a cimentarsi pure in questa; la speed dovrà essere alla pari delle altre specialità e che le classifiche di combinata prendano più potere delle altre. 

La scalata outdoor rimarrà sempre e comunque un divertimento e una passione, così come è da anni.”


FABIO: “Sinceramente penso di essere uno dei pochissimi al mondo che avrebbe voluto la formula combinata delle tre specialità anche per Parigi... Magari medaglia per ogni specialità più combinata... Poi si sogna, eh, per arrivare nelle prime 20 al mondo di ciascuna specialità la strada non è lunga, è eterna! Ci sono degli obiettivi intermedi che sono dei paletti, non si scappa: Boulder rossi flash nelle palestre, neri in 5 giri. 8c Lead e 8a+ a vista. Meno di 8” in Speed. 

Sono traguardi enormi singolarmente e tutti insieme… Sembrano francamente inverosimili. Io e mio figlio abbiamo studiato la Nafissatou Thiam, che è vero che è alta 184cm mentre Bea 170cm ma ha caratteristiche simili, come peraltro Larissa Lapichino. In arrampicata forse Callie Close per età e fisico, anche se è più alta, è l'atleta più simile. 

L'Olimpiade ha scatenato la ricerca dell'atleta Olimpico, che è un atleta diverso da quello di Coppa del Mondo. Se vogliamo, è un alieno…”

 

Rimanendo in tema futuro: prossimi obiettivi?

BEATRICE: “I miei progetti futuri nelle competizioni sono le Olimpiadi 2024. Ho l’obiettivo di arrivare preparata in tutte e tre le discipline, e avere un livello uguale in ciascuna. 

Da poco ho creato pure obbiettivi sulla roccia, 8A di blocco e 8c di corda.”


FABIO: “Ho in mente di far provare l'8c a Bea, ma non ne abbiamo di vicini a casa estivi... Forse uno ma non così estivo diciamo sopra i 35 gradi sarebbe penso impossibile. Lo avremmo già provato ma è iniziato a piovere... Così le ho fatto vedere foto di qualche 8c a meno di 3h di macchina. Vediamo. Speed si tratta di tornare a provarla sulla struttura, Boulder siamo andati a Rock Spot di Mecenate ed è indubbiamente più forte rispetto all'unica gara 2020 disputata, Prato il giorno dopo di... Codogno, quando nelle qualifiche era fra le prime 5 ma poi fallì la semifinale. A secco è molto, molto più forte di Febbraio, perchè con la pandemia e zero gare le abbiamo fatte fare un protocollo durissimo che alla fine ha, come previsto, pagato in termini sia di Forza che di esplosività. Sono comparsi due problemi fisici totalmente inaspettati e peraltro completamente disgiunti dalla preparazione, uno una borsite micidiale...fortunatamente la Vibram le ha fatto delle scarpette personalizzate, ha tagliato dietro e in  pratica si allena a tallone nudo...un altro problema è recentissimo e...boh, vediamo. Ma in generale si diverte, è sempre serena, entusiasta, una voglia pazzesca di migliorare e ha capito che non dicevo una cazzata quando già l'anno scorso le dicevo, guarda che in Lead sei da 8b in due mesi, a mettersi.

Sabato ha fallito con umido un 8a+ in giornata e polpastrelli inguardabili, al secondo giro, non di molto. A Gennaio lo avrebbe affrontato con zero convinzione, adesso SA che poteva farlo. Ha salito un 8b, un 8a+ e due 8a in dieci gg, senza diminuire carichi di lavoro, ha solo riposato un giorno ( non voleva...) prima di uno dei due 8a. 

Uno può pensare che siano numeri, ma in realtà sono fasi di crescita. Mi piacerebbe vederla in qualche tiro leggendario super bello, in gara a fianco di climbers già leggendarie in Boulder, e poi un fulmine in Speed, lo Sprint più duro che ci sia. E intanto mio figlio ha realizzato un cortometraggio su di lei, superprofessionale e proprio belle, e al Politecnico di Lecco deve ricominciare uno studio su di lei, Samuele e Juri, davvero interessante. Abbiamo un sacco di cose belle da fare, con lei e con la squadra.”

AP

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