Carlos Soria punta ancora all’Himalaya

L’alpinista spagnolo sarà un pioniere della protesi di rotula in montagna

06 February 2019
Carlos Soria, con il suo ginocchio rimesso a nuovo, punta all’Himalaya.

L'alpinista spagnolo, ottant’anni compiuti proprio ieri, è noto a livello mondiale per le sue imprese realizzate tutte in età avanzata: il suo primo Ottomila a 51 anni, il K2 a 65 e ora, a 80, due sole cime ancora da scalare -Dhaulagiri e Shisha Pangma- per completare la lista dei quattordici giganti.

In ottobre dell’anno passato Soria si è sottoposto a un intervento di protesi di rotula. Fin qui niente di strano per una persona della sua età. Quello che è fuori dal comune è la sua determinazione di continuare a “collezionare” Ottomila. Generalmente le protesi permettono di condurre una vita normale di tipo sedentario e di praticare un po’ di attività fisica a livello leggero (andare in bici, a passeggio, giocare a golf…). Il medico Manuel Leyes, che ha realizzato l’intervento, ha commentato: «Il suo caso è eccezionale, si tratta della prima persona che incontro a dimostrare tanta motivazione e con l’intenzione di tornare al Dhaulagiri con una protesi. Sarebbe la prima persona al mondo a farlo. Questo intervento chirurgico è piuttosto comune, quello che è difficile in questo caso è trovare una protesi che fornisca sufficienti stabilità e mobilità per tentare quello che lui desidera. In due o tre mesi potrà condurre una vita sedentaria normale ma, per i suoi obiettivi, andiamo di fretta, perché occorre ristabilire un tono muscolare formidabile». Dal punto di vista scientifico sarebbe senz'altro interessante poter esaminare la funzionalità della protesi ad alta quota e con temperature molto fredde.

Come sempre, Carlos Soria non si fa intimorire dalle sfide. Al momento è ottimista e ieri, nel giorno del suo compleanno, si è regalato un buon allenamento che gli ha permesso di constatare il buon recupero dopo l’intervento. Quando gli è stato detto che nessuno ha mai tentato di scalare un Ottomila con una protesi al ginocchio, ha risposto «Sono stato il primo in tante cose e sono disposto a rischiare e a provare».

È proprio questo suo spirito coraggioso e combattivo, unitamente all’interesse dimostrato per le cause umanitarie, a fare di Soria un atleta molto apprezzato.

Fonti: www.desnivel.com e Yo subo con Carlos Soria.

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