Vecchia e nuova via tra Val Chiavenna e Val di Mello

Simone Manzi presenta Funghetti Magici e L'Ultimo Buco

06 October 2015

Simone Manzi ci informa di due salite che ha compiuto questa estate insieme a Paolo Paggi la prima ed Andrea Mariani la seconda. Si tratta della via Funghetti Magici sullo spigolo NO di Punta Buzzetti e di una nuova aperta, L’Ultimo Buco, sull’Escudo del Qualido, per le quali ci fornisce utili indicazioni per eventuali ripetizioni.

VIA FUNGHETTI MAGICI PUNTA BUZZETTI – SPIGOLO NORD-OVEST
RIPETITORI: MANZI S. – PAGGI P.
ZONA: VALCHIAVENNA – PIZZO DI PRATA
LOCALITA’ DI PARTENZA: PRATA CAMPORTACCIO (SO) – LOC. BELVEDERE
QUOTA PARTENZA: 1250 m
QUOTA ATTACCO: 2000 / 2100 m ca
QUOTA ARRIVO: 2550 m • DISLIVELLO TOTALE: 1300 m
TEMPO DI PERCORRENZA: 2h / 2,30h avvicinamento – 5 / 7 h la via – 3 h discesa
DATA SALITA: 21/07/15 • DIFFICOLTA’: V+ / IV-
PRESENZA ACQUA: RIF. “AL BIONDO”
PUNTI DI APPOGGIO: RIF. “AL BIONDO”

MATERIALE NECESSARIO: n.d.a. scarponi, friend fino all’ 1 BD (utili i micro e raddoppiare da .3 a .5), nuts, martello e scelta di chiodi (utilissimi!!), mezze corde da 60 m. DESCRIZIONE GENERALE Via di stampo alpinistico in ambiente magnifico e isolato. In via sono stati ritrovati una fettuccia (decisamente marcia!!!) e due chiodi ancora presenti. Siamo in seguito venuti a conoscenza di una salita negli anni ’70 da parte di una cordata di ragazzi milanesi che facevano parte del gruppo di Ivan Guerini della quale non si ha però nessuna traccia o informazione. A parte i due chiodi in via non è rimasto nulla. Una prima parte su roccia marcia potrebbe far passare la voglia di continuare la salita ma per il resto dello spigolo (ben più aereo di molte altre rinomate salite!!) vale la pena non scoraggiarsi. Portare anche uno spezzone da abbandono per la prima doppia (ne è stato lasciato uno con maillon ma potrebbe danneggiarsi causa caduta sassi).

ACCESSO STRADALE: da Colico continuare sulla SS36 in direzione Chiavenna fino al paese di Prata Camportaccio. Subito dopo il negozio di biciclette “Ruote dentate” svoltare a destra e salire lungo la strada in porfido, superare il passaggio a livello e arrivare al “Bar Nandino”. Qui è possibile pagare una cauzione/affitto per la chiave della sbarra che permette di salire fino alla località Belvedere e volendo anche per la chiave del Rif. “Al Biondo”. Ripresa l’auto continuare in salita fino alla rotonda, proseguire sempre in salita e seguire le indicazioni per Uschione/Lottano. Arrivati a un bivio in piano prendere la strada che sale a destra (sbarra) e continuare fino ad un parcheggio sterrato. Circa mezz’ora dal Bar Nandino. Qui si lascia l’auto e si prosegue a piedi.

AVVICINAMENTO: dal parcheggio prendere il sentiero in discesa seguendo poi le indicazioni per il rifugio. Dal rifugio (fontana per l’acqua) un cartello indica il sentiero per il Passo Beleniga: prenderlo e seguirlo tra l’erba alta e i cespugli (attenzione!! Non bisogna seguire il sentiero pianeggiante verso destra che attraversa la valle ma salire dai prati dietro il rifugio!!). Continuare sul sentiero fino ad arrivare in un vallone con poca vegetazione (grosso masso con quarzo visibile in lontananza). Qui uscire dal sentiero e piegare decisamente a destra passando sotto ad una parete di roccia marcia e erba. Scendere nel vallone detritico stando alti e risalirlo puntando all’evidente sagoma della Punta Buzzetti. L’attacco si trova sulla destra.

DESCRIZIONE VIA: salire in conserva protetta con passi di III / IV seguendo il tondo e abbastanza marcio spigolo destro cercando di tenersi il più possibile sulla linea dello spigolo sovrastante. Sempre in conserva superare una zona esposta su spigolo compatto che porta alla prima sosta. E’ possibile evitare di fare conserva effettuando due tiri di corda (sosta però difficile da realizzare).

1° TIRO: salire spostandosi leggermente a sx e entrare in un diedro appoggiato dal quale si esce a destra prima di un tettuccio; continuare poi su placca fino in cima al pilastro. IV+.

2° TIRO: traversare facilmente in cresta su massi, scendere di poco e salire il diedro/camino. Sosta prima di uscire dallo spigolo. II, un passo di V.

3° TIRO: rimontare lo spigolo e seguire la bellissima placca lavorata a FUNGHI, oltrepassare un tettino e sostare in una zona con massi instabili. IV+

4° TIRO: salire dritti su belle placche e proseguire su zona erbosa fino a dove la parete si impenna di nuovo. IV

5° TIRO: aggirare lo spigolo sul lato destro e continuare (due chiodi vecchi ma buoni) fin sotto a un grosso spuntone in una zona con roccia lavoratissima. V+

6° TIRO: utilizzando questi MAGICI FUNGHETTI salire lungo lo spigolo esposto dello spuntone; quasi in cima aggirarlo sulla destra e ridiscendere fino alla sosta su spuntoni o friend. V+

7° TIRO: attraverso una zona erbosa attaccare nuovamente uno spigolo molto aereo restando sulla placca di destra. Sosta su cengia alla fine dello spigolo. V+ / VI-

8° TIRO: salire la placchetta sopra la sosta, oltrepassare lo spigolo e seguirlo fino a far sosta su spuntoni. IV+

9° TIRO: proseguire sul facile e salire lungo lo spigolo compatto a sx di un canale erboso; giunti sotto al bellissimo gendarme sommitale traversare a dx su rocce rotte. IV+

10° TIRO: aggirare il gendarme sulla dx e seguire una bella placca a dx di un canale detritico fino ad una lama orizzontale verso dx. V

11° TIRO: seguire questa lama e non appena finisce salire dritti per fessure e rocce rotte fino in cima. IV. Per la mancanza di tempo e di chiodi soprattutto non è stato possibile salire direttamente lungo lo spigolo del gendarme (incredibilmente aereo) oltrepassato il quale si trova ancora un tratto di cresta a dir poco affilata. Chi ne avesse voglia pensiamo si tratti un’ uscita spettacolare e ancora più diretta.

DISCESA: dalla cima scendere sul versante opposto tenendo la destra (faccia a valle); scendere lungo un primo canale abbastanza largo e un secondo aggirabile più in basso e risalire all’imbocco del canale Buzzetti. Ridiscenderlo per alcuni metri fino ad un grosso masso incastrato con cordone e maillon di calata. Da qui effettuare quattro doppie da 40 / 50 metri utilizzando altri due spit singoli presenti sul lato destro faccia a monte (parete Pizzo di Prata) e un chiodo da roccia con cordino fino alla base della zona ripida. A piedi per sfasciumi si torna all’attacco e poi a ritroso al rifugio e alla macchina.

VIA L'ULTIMO BUCO
APRITORI: SIMONE MANZI E ANDREA MARIANI AGOSTO 2015
ZONA: VAL DI MELLO
AVVICINAMENTO: 2 ORE / 2 ORE E MEZZA
QUOTA ATTACCO: 2200 MT SVILUPPO: 200 MT  
4 TIRI
DIFFICOLTA’: 6B+ S2

MATERIALE NECESSARIO: 8 RINVII; SERIE DI FRIEND DAL .3 AL 2 BD PIU’ BD .1 O NUTS; MEZZE CORDE DA 60 m. IN VIA SPIT INOX 8mm; SOSTE CON SPIT 8 E 10mm

ATTACCO: su placca appoggiata sotto la verticale della cengia erbosa obliqua; proseguire facilmente fino a uno spit singolo con moschettone arancione visibile dall’attacco al quale ci si può assicurare.

DESCRIZIONE VIA:

1° TIRO: dal primo spit salire dritti su placca facile e poi più ripida fino a traversare a destra in sosta;  5c  40 m

2° TIRO: salire dritti su una bellissima placca con venature in rilievo, traversare poco a destra e salire ancora dritti fino alla comoda sosta; 6b 55 m.

3° TIRO: seguire il diedro ad arco verso sinistra e superarlo nel punto migliore; proseguire su placca facile superando due tettini;  5c  50 m.

4° TIRO: salire dritti superando due tettini, traversare poco a destra e salire con passo delicato fino a una lama/fessura; seguirla e uscire sulla destra fino alla sosta. 6a+ / 1 passo 6b+  40 m

DISCESA: 4 calate lungo la via.

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