Il Lagarde è una via dura

Il PGHM di Chamonix invita a non sottovalutare gli itinerari sulle grandi pareti

27 April 2021
Il Lagarde alle Droites è una via dura. Serve dirlo?

A quanto pare sì, visti i numerosi interventi di soccorso per incapacità tecnica/fatica che il PGHM (Soccorso Alpino) di Chamonix è stato chiamato a fare lungo questo itinerario durante l’inverno 2021.

Il Couloir Lagarde è una via celebre e ambita da alpinisti di tutte le nazionalità, specialmente negli ultimi anni, come alternativa alla più classica Ginat, che ormai si forma solo raramente. Aperto da B. Arsandaux e J. Lagarde nel 1930, il Lagarde solca la parete nord delle Droites nella sua porzione sinistra, a est dell’Eperon Tournier. Il percorso originale del 1930 non è più fattibile, attualmente si passa per la variante diretta di Cecchinel e Jager che supera una serie di cascate a 80°-85°. Anche così il Lagarde è senz’altro la via più facile sulla nord delle Droites. Una facilità molto relativa visto che, oltre alle cascate iniziali, occorre superare un lungo tratto di misto piuttosto ripido e delicato nella parte superiore della via. Per non parlare della discesa tutt’altro che rilassante.

Recentemente il PGHM ha ricevuto ben otto chiamate da cordate bloccate lungo il Lagarde per incapacità o per sfinimento. A quanto pare questa via viene sottovalutata, malgrado sia ampiamente relazionata su libri e web. Forse proprio il web, specialmente con il sistema dei social, potrebbe essere all’origine di questa tendenza a sopravvalutare sé stessi e sottovalutare le vie?

In ogni caso il PGHM, proprio attraverso i social, lancia un appello alla prudenza ricordando alcune ovvietà valide per il Lagarde ma anche per tutte le vie di ghiaccio e misto che si svolgono su grandi pareti in alta quota e con discese complesse. Si tratta di osservazioni che dovrebbero essere scontate per qualsiasi persona si consideri alpinista ma che a quanto pare occorre elencare una per una.

  • Anche con buone condizioni il Couloir Lagarde è una via tecnica e impegnativa – per quanto sia teoricamente la più facile sulla nord delle Droites.
  • La terminale può essere complessa e il suo superamento richiede tempo. Il canale nevoso, per quanto sia a pendenza moderata, si rivela spesso faticoso e difficile da tracciare. Molti sottovalutano gravemente il tempo necessario all’ascensione. È normale per una cordata di livello medio impiegare oltre 12 ore per arrivare in cima.
  • La sezione mista superiore può sorprendere per la sua tecnicità. Inoltre è frequente sbagliare strada in questo tratto e gli errori conducono molti alpinisti sull’Eperon Tournier, la cui parte terminale oppone grandi difficoltà in condizioni invernali.
  • La via è lunga 1000 metri e conduce a 4000 metri di quota. La discesa è lunga e non banale, più complessa di quella della Verte.
  • La situazione può diventare rapidamente molto delicata in caso di maltempo o sfinimento. La ritirata è molto complicata.
  • In caso di meteo sfavorevole i soccorsi possono intervenire solo a piedi e ciò richiede molto tempo. Una semplice nuvola che avvolge la parete può impedire qualsiasi tentativo in elicottero.
  • Si tratta a tutti gli effetti di una grande via per la quale conviene prepararsi adeguatamente.

Affidarsi alle proprie capacità e alla propria esperienza è sempre più raccomandabile che seguire una traccia senza spirito critico o lanciarsi su itinerari troppo duri semplicemente perché gli amici hanno postato qualche foto sui social…

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