L’emergenza coronavirus in Nepal

Grave crisi economica senza le spedizioni primaverili agli Ottomila

04 May 2020
L’emergenza coronavirus non ha risparmiato il Nepal, ancora in “lockdown” fino al 7 maggio.

Il paese che, grazie alla campagna “Visit Nepal 2020”, attendeva l’arrivo di due milioni di turisti, si trova al contrario di fronte a una prospettiva di crisi.

Crisi sanitaria, a causa dei limiti delle strutture ospedaliere locali, e crisi economica. Per il momento i danni maggiori non sono quelli causati dall’epidemia ma quelli legati al confinamento e al blocco delle attività turistiche, che costituiscono un’importante fonte di sostentamento per il paese.

In particolare l’annullamento delle spedizioni primaverili agli Ottomila implica una grave perdita economica sia per il governo, che incassa i permessi per le ascensioni, sia per i numerosi lavoratori che operano nelle spedizioni: guide, organizzatori, assistenti, portatori, cuochi…

Il 70% della popolazione del Nepal è prossima alla soglia della povertà e, se il turismo non potrà riprendere almeno nella stagione autunnale, la gente avrà difficoltà a trovare di che sfamarsi. Per ora il quadro è decisamente incerto: non si sa se le frontiere apriranno, se il settore del turismo in Nepal potrà ripartire e se gli stessi viaggiatori e alpinisti stranieri saranno pronti a tornarvi.

Fonte: intervista a David Ducoin e Paulo Grobel (agenzia Secret Planet, attiva in Himalaya e Nepal) su Montagnes Magazine.

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