La Tana dell’Orso

Nuove falesie e nuovi atleti nel panorama del drytooling

06 April 2019
Gabriele “Lele” Bagnoli presenta La Tana dell’Orso, un'interessante falesia dry che si trova nei pressi della diga del Vajont (BL).

Gabriele Bagnoli ha visitato la falesia il 29 marzo scorso in compagnia di Matteo Pilon, che pratica dry da soli due anni ma vanta già la partecipazione alla tappa di Coppa del Mondo UIAA tenutasi nello scorso febbraio a Rabenstein, e di Liam Foster, giovane atleta della nazionale americana di IWC, venuto in Italia per realizzare un progetto nella famosa grotta del compianto Tom Ballard, dove sono concentrate le più dure vie di total-dry al mondo.

Lele Bagnoli racconta:

Finalmente ho esplorato la Tana dell’Orso, un nuovo spot di dry interamente attrezzato da Enrico De Nard e Andrea Saviane. È doveroso un ringraziamento ai due “locals” per aver scoperto questo antro di calcare e per averlo trasformato in un parco giochi dotato di tutti i confort. Un imponente lavoro di sistemazione che trasmette calore e ospitalità.

Ubicata alla destra della diga del Vajont, ricordata per il triste avvenimento del 1963, la Tana dell’Orso sovrasta la valle e offre un panorama di tutto rispetto, che mostra l’abitato di Longarone in tutta la sua rifioritura a distanza di anni dalla tragedia. La vista di questa vallata circondata dalle Prealpi Bellunesi rende la scalata ancora più piacevole e confortante.

La falesia offre numerose linee di dry di difficoltà medio-alta (dal D7+ al D14) caratterizzate da movimenti lunghi con ogni tipo di inclinazione. Ci sono anche alcune vie con passaggi su tronco per rendere il gioco più divertente e “gustoso” quasi quanto le costine e il “pastin”, tipica carne macinata e speziata prodotta nel bellunese, cucinati sulla brace allestita in uno dei due caminetti costruiti dai chiodatori della falesia.

Quella di Lele e dei suoi amici non è stata però solo una semplice ricognizione. La bellezza del luogo e delle vie ha fornito ai climbers la motivazione necessaria a realizzare una buona performace. Lele Bagnoli si aggiudica infatti la prima ripetizione di Sincope, una delle due linee più dure della grotta, per la quale propone il grado D14. Il grado è stato di seguito confermato da Matteo Pilon (chiodatore della via) dopo aver a sua volta chiuso il tiro.

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