La traversata del Monte Rosa di Andrea Lanfri e Massimo Coda

Gressoney-Cervinia sul filo dei quattromila metri in sei giorni

16 July 2021
Partiti il 27 giugno, Andrea Lanfri e Massimo Coda, due atleti con disabilità, hanno affrontato la traversata del Monte Rosa: Gressoney-Cervinia sul filo dei quattromila metri.

Andrea Lanfri e Massimo Coda sono atleti amputati agli arti, ma non si fermano mai e non hanno paura di mettersi alla prova contando esclusivamente sulle proprie capacità.
L'anno scorso hanno portato a termine il progetto Fivepeaks che prevedeva la salita di alcune montagne simboliche: Monte Bianco, Marmolada, Cervino, Gran Paradiso e Monviso. Ora stanno progettando la salita al Kilimangiaro e al Monte Kenia, in Africa, in programma a inizio 2022.
Il 27 giugno di quest’anno i due hanno raggiunto con i loro enormi zaini la Punta Indren e hanno dato inizio alla loro avventura in direzione di Cervinia. Purtroppo hanno dovuto fare i conti con il brutto tempo: nuvole e nebbia che andavano e venivano e tanta neve fresca. Insieme in cordata a 8 metri di distanza, Massimo non riusciva a vedere Andrea davanti a sé a causa della nebbia. Gps alla mano, passo molto lento per evitare crepacci e seracchi; soltanto al terzo giorno sono riusciti a raggiungere la Capanna Margherita dopo una lunga e intensa nevicata notturna che aveva cancellato ogni traccia.

Il programma originale ha subito alcune variazioni a causa della neve fresca che rendeva impraticabile il percorso. «Ci sarebbe piaciuto salire altre vette – racconta Andrea – ma le condizioni non c’erano e abbiamo preferito concentrarci sulla traversata, anche quella incerta nella riuscita».

Dalla Capanna Margherita i due atleti hanno deciso di scendere e traversare verso il Rifugio Quintino Sella passando per il Naso del Liskamm. Una zona per entrambi nuova, un terreno inesplorato.

«Questa è stata una delle giornate migliori – spiega Massimo - climaticamente e non solo: arrivati facilmente al Rifugio Quintino Sella (una tappa non in programma), siamo stati accolti con grande calore visto che il rifugio è del CAI di Biella, “partner” del progetto insieme a banca Sella e al CAI centrale».

L’ultimo giorno di traversata fortunatamente è stato caratterizzato da bel tempo e tante emozioni, tutte positive e intense, fino a Cervinia, tappa conclusiva.

«Siamo stati bravi – racconta Andrea Lanfri - e soprattutto non ci siamo mai persi d’animo. Abbiamo stretto i denti quando serviva e alzato la concentrazione ai massimi livelli per non commettere errori. Ci sarebbe piaciuto salire anche altre vette, ma da questa traversata abbiamo imparato molto. Il bello è il cammino. La cima è solo un punto geografico sulla carta, quello che conta davvero è il viaggio fatto e la magia è arrivare al traguardo carichi di tutto il percorso che ci si è lasciati alle spalle. La nostra traversata, unica al mondo, l’abbiamo fatta contando esclusivamente sulle nostre forze. Un’esperienza forte, in condizioni difficili, che ha messo alla prova non solo la nostra resistenza fisica, ma soprattutto quella mentale. A ogni problema abbiamo sempre trovato una soluzione, un po’ come abbiamo fatto con i nostri “intoppi” personali».

MR. Fonte: CS Andrea Lanfri.

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