Vajo del Segno

Nuova via invernale in Piccole Dolomiti

11 December 2019
 Il 7 dicembre Michele Baggio e Antonio De Marchi hanno completato l'apertura di un nuovo itinerario in Piccole Dolomiti: il “Vajo del Segno”.

«Le difficoltà e la bellezza sono concentrate nel primo e secondo tiro, passaggi delicati e protezioni lunghe, una via come ci piaceva e come ce la immaginavamo!» Racconta Michele Baggio. «Con Gino Dal Cero due anni fa salivamo i primi quattro tiri ma, immersi nella nebbia e non vedendo dove continuare, eravamo scesi in doppia».

La via è dedicata a Massimo Rock Vanin, il compagno con il quale Michele Baggio condivideva l'idea di salire questa nuova linea, caduto in montagna il 23 settembre 2017.

 

Piccole Dolomiti, Prealpi Venete (Veneto)
Cima Posta Carega
Vajo del Segno
Michele Baggio e Gino Dal Cero, dicembre 2017 (primi quattro tiri); Michele Baggio e Antonio De Marchi, 7 dicembre 2019 (prima ascensione completa)
M4+

 

Materiale: classico da ghiaccio e misto, serie completa di friend, chiodi e martello, fittoni da neve, kevlar aperti.

Accesso: salire in auto o a piedi, in funzione dell’innevamento, al Rifugio Campogrosso (Recoaro Terme, VI). Continuare quindi come per il classico “Vajo dei Colori”. Salire lungo quest’ultimo e, circa 50 m dopo la diramazione del “Vajo Bianco” e prima della sezione ripida del “Vajo dei Colori” attrezzata con un cavo, individuare sulla destra (sponda sinistra orografica del canalone) una profonda fessura diagonale da destra a sinistra.

Relazione:

L1: tiro chiave. Seguire la fessura con passaggi delicati, proteggibilità discreta su friends o chiodi. Sosta in una nicchia sulla destra, sotto a un camino, 2 ch. con cordino da calata (portare kevlar aperti per i chiodi). M4+, 3 ch. di passaggio con cordino, 25 m;

L2: spostarsi due metri a sinistra lungo una rampa con neve ghiacciata (delicato e improteggibile, chiodo dopo qualche metro). Salire lungo un canale che diventa camino molto stretto (chiodo alla base). Continuare nel canale a 70° fino a un masso incastrato superabile all’esterno con agganci su neve ghiacciata sopra al masso stesso. Seguire ancora il canale fino a una biforcazione su roccia, sosta a destra da attrezzare. M4, neve/ghiaccio a 70°, 2 ch. di passaggio, 50 m;

L3: superare una paretina verticale con passi su misto, proteggibile con friends su roccia a destra. Continuare su pendio di neve, prima verso sinistra, poi dritti. Sosta da attrezzare su mugo o fittoni. Passaggi di misto e neve a 75°-60°, 50 m;

L4: salire dritti su neve a 60°, sosta da attrezzare su mugo o fittoni sotto una fascia rocciosa. 30 m;

L5: superare le rocce andando prima qualche metro a destra, poi dritti fino a quando il pendio diviene cresta e conduce a un larice solitario. Sosta da attrezzare alla base di alcune rocce su mugo o fittoni. Un passo di M2 e neve a 60°, 80 m ca.;

L6: da qui in poi seguire la via “È qui il Ben Nevis”. Spostarsi 10 m a sinistra della sosta e risalire un largo canale verso sinistra fino a quando diviene più ripido. Sosta su roccia.

L7: seguire un bel canalino ripido fino a quando la pendenza diminuisce ed è possibile attrezzare una sosta su roccia. Neve/ghiaccio 80°, 40 m.

Da qui proseguire più facilmente (neve a 40°-50°). Passando tra due enormi massi caratteristici, raggiungere e superare l’ultimo muretto di neve (uscita del “Vajo Nascosto”). 100 m.

Discesa: a piedi come per il “Vajo Nascosto”.

Informazioni e immagini fornite da Michele Baggio.

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