Zombie, VII+/A2

Nuova via alla Parete di Padaro, Valle del Sarca

10 May 2019
Walter Polidori, in compagnia di vari amici, ha aperto Zombie, un nuovo itinerario su roccia alla Parete di Padaro (Valle del Sarca).

La Parete di Padaro è caratterizzata da buona roccia e morfologia molto varia. Nella parte centrale si evidenzia un grosso scudo di roccia verticale e strapiombante. Zombie segue una linea logica e ardita sullo scudo, disegnata da una fessura. Solo dove la fessura si chiude è stato necessario aggiungere dei fix, mentre il resto della via è di tipo trad, da proteggere con friends. Soste a fix.

Ad eccezione di alcune zone compatte con difficoltà elevate, è possibile spingere molto la libera, perché la fessura presenta roccia spettacolare ed è ben proteggibile.

La salita è fattibile tutto l’anno, ma preferibilmente nelle mezze stagioni: in estate può essere troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.

La via è dedicata a Dolores O’Riordan. Zombie è una famosa canzone dei Cranberries, di cui Dolores O’Riordan costituiva la voce. Il testo è impegnato e triste, una forte denuncia contro una delle tante guerre assurde del nostro mondo. La canzone fu ispirata dall'attentato dell'IRA a Warrington, in Inghilterra, nel 1993. Dolores O'Riordan dichiarò che "Zombie parla della lotta per l'indipendenza dell'Irlanda, che sembra durare eternamente". Il testo dice chiaramente: "È sempre la stessa storia dal 1916”, anno in cui fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all'Inghilterra. “Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia”. I Cranberries affermano di avere inteso Zombie come una canzone di pace tra l'Inghilterra e l'Irlanda.

 

Valle del Sarca, (Trentino)
Parete di Padaro, versante est
Zombie
Apertura dei primi cinque tiri: Walter Polidori, Mattia Guzzetti, Dario Chiari, 10 marzo 2019; conclusione via: Walter Polidori, Dario Chiari, Gabriele Mainini, 24 marzo 2019 (senza corde fisse).
200 m ca., VII+/A2, VI+/A2 obbl., R2-R3. La libera integrale non è ancora stata realizzata.

 

Materiale: classico da roccia con una serie di nuts e una serie di friends (fino al numero 5 BD, raddoppiare le misure da 1 a 3 BD). Soste attrezzate su fix a eccezione di S5 (fix + clessidra) e delle ultime due (albero e clessidra). Sui tiri si trovano pochi chiodi e fix solo nei tratti improteggibili. La protezione avviene prevalentemente con nuts e friends. Si raccomanda di portare una chiave n.13 per serrare le piastrine dei fix in caso di necessità.

Accesso: da Arco (TN) dirigersi al paese di Padaro e proseguire in auto fino a quando la strada passa proprio sotto la parete omonima. Lasciare l’auto in una delle piazzole sulla strada. A piedi, su traccia, salire in direzione della parete come per le vie La fessura obliqua e Artemis. L’attacco di Zombie si trova tra queste due (scritta rossa), nei pressi di una placca un po' sporca (visibile il primo chiodo con cordino). 10’.

Relazione:

L1: salire per vago diedrino a sinistra della placca d’attacco (3 chiodi). Attraversare una zona terrosa verso destra, poi puntare a sinistra a un albero con cordone. Da lì salire in diagonale verso sinistra e sostare alla base di un diedro-camino (sosta su fix). IV+, 30 m;
L2: scalare il camino (passaggio stretto alla fine). Raggiungere una una comoda cengia, sosta a sinistra su fix con anello delle vie La fessura obliqua e Artemis. V, 20 m;
L3: salire sopra la sosta per pochi metri in comune con la via Artemis (cordoni). Poi traversare a destra (chiodo con cordino kevlar) e raggiungere uno strapiombino sotto un albero. Superarlo (albero con cordone), traversare a sinistra e salire per diedrino alla sosta su due fix sotto uno strapiombo. VI, 25 m;
L4: salire a sinistra e traversare a destra sotto lo strapiombo (attenzione a una zona friabile) fin sotto a una fessura. Seguirla fino alla sosta su due fix. Un chiodo sul tiro. VII+/A2, 20m;
L5: continuare per la fessura. Al suo esaurimento si trova un tratto molto difficile e compatto con due fix. Traversare a destra e (nut con cordone) e uscire in sosta su clessidra e fix. VII/A2, 20 m;
L6: salire sopra la sosta seguendo in diagonale la vaga spaccatura cieca che costituisce la prosecuzione della fessura. Nel primo tratto si trovano 6 fix. Segue un tratto in comune con la Via dei Nonni fino alla sosta. A2, VI+, 25m;
L7: tralasciare la Via dei Nonni che sale in una spaccatura a sinistra. Salire invece nella grossa fessura di destra, facendo attenzione a un masso che si trova all’inizio. Verso sinistra, raggiungere una fessura che incide il pilastro tra le due spaccature. Seguirla e, al suo termine, salire a sinistra (alberello con cordino) e arrivare a una sosta a fix. VI, 20 m;
L8: seguire interamente una fessura formata da un pilastro staccato (cordone arancione poco più in alto). Traversare a sinistra su buchi (clessidra con cordone) e continuare a salire in diagonale a sinistra, per placche con lame e buchi, fino al bosco. Sosta su albero con cordone (libro di via). V+ max, 30 m;

L9: salire facilmente nel bosco facendo attenzione al terreno delicato con terra e sassi. Sostare su clessidra con cordone presso una paretina. II, 15 m. 

Discesa (indicazioni faccia a monte): dalla sosta dell’ultimo tiro traversare a sinistra su roccette (attenzione). Continuare su comoda cengia, inizialmente sotto a un grosso strapiombo, fino a un fix con anello e la scritta “pista per calate”. Seguire le tracce e i segni blu che traversano a sinistra e, con facili passi di arrampicata, conducono nel bosco. Si raggiunge così a un pulpito con una sosta di calata. Fare una doppia da 35 m fino alla successiva sosta di calata, leggermente a sinistra, in corrispondenza di un albero. Fare una seconda doppia da 50 m nel vuoto che conduce a un grosso intaglio. Superarlo e raggiungere un avancorpo staccato dalla parete. Scendere nel bosco verso destra, con qualche facile passo di arrampicata, e tornare alla base della parete.

Relazione e immagini di Walter Polidori.

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