Polidori, Pelo e Casiraghi ripetono No Ponte, No Party sulla Corna Clem

Il bello dell'arrampicata lontana dalle mode

16 May 2016

Il diciannove marzo 2016, una cordata composta da Walter Polidori, Alessandro Pelo e Battista Casiraghi ha effettuato una delle rare ripetizioni della via No Ponte No Party, sulla Corna Clem, un itinerario difficile e poco conosciuto aperto nel 2012 da Ivan Moscardi e Paolo Baisini.

Pubblichiamo di seguito la relazione della via a cura dei ripetitori e un bellissimo scritto degli apritori. 

Corna Clem e Corno Lino, arrampicare nella terra dei Camuni
Testo di Walter Polidori e Ivan Moscardi, informazioni storiche di Ivan Moscardi

Collocazione geografica e storia alpinistica
La Corna Clem, come da nome che si trova sui mappali, si trova in Valle Camonica proprio sopra Boario Terme, da dove è ben visibile.
Si tratta di un bel pilastro di calcare, dove ci sono le inevitabili zone boscose dovute alla bassa quota, ma con roccia ottima alternata a qualche zona più delicata.
Le vie aperte su questa struttura sono poche.
La Corna Clem, grazie alla sua caratteristica forma a pilastro diviene appetibile agli alpinisti della zona già parecchi anni fa.
Infatti viene aperta una prima via esplorativa nel 1911 ed un’altra via negli anni ’60, di cui ci sono scarse informazioni.
Sempre negli anni ’60 la cordata con a capo Diogene Conti esegue un altro tentativo più diretto, terminato dopo poche lunghezze per la qualità della roccia cattiva o troppo compatta per la progressione con cunei e scarponi di quel periodo.
Più nulla fino al 1998, quando la coppia di amici Filisetti e Federici nel mese di gennaio apre dal basso la via chiamata "Tita Chiappini". A ricordo di questa realizzazione resta la targa in acciaio all'attacco. Purtroppo nella discesa a corde doppie Lino Filisetti si sfila dalle corde e precipita per 100m; il soccorso alpino in tarda serata recupera la salma e aiuta il Federici a scendere a Valle.
Il 1999, anno successivo alla prima salita, A. Federici apre per la maggior parte in solitaria la nuova via chiamata "Angelo dell'altissimo" sulla parete del Corno Lino (prima via della parete), struttura posta subito alla destra della Corna Clem,  dedicandola all'amico scomparso. Dopo 12 anni di silenzio con qualche ripetizione sporadica delle due vie descritte, la cordata Baisini-Moscardi inizia una nuova avventura, completando le vie nuove "No ponte No party-i" e "P.i.x" sulla Corna Clem e l'ultima nata "Goodbye Moira" sul Corno Lino.
Per il futuro questa cordata ha in programma la richiodatura completa della via Pix a fix e altre due nuove linee individuate.

Vie aperte alla Corna Clem, in ordine cronologico:
•    Via di A. Giannantonj e F. Coppellotti, 06 marzo 1911
•    Via di Pezzini e Clarari, anni ’60
•    Tita Chiappini, di Lino Filisetti e Alessandro Federici, 1998
Sviluppo: 200m, 6 lunghezze di corda.
Difficoltà: 6c+ e 2 p.a. (6b obbligato).
•    No Ponte no Party-i, di Ivan Moscardi e Paolo Baisini, inverno 2012
Sviluppo: 430m.
Difficoltà: VIII- max, VI+/A1 obbligato.
•    PIX, di Ivan Moscardi e Paolo Baisini, 02marzo 2012
Sviluppo: 280m.
Difficoltà: 7b (6b+ obbl.) - RS2.
Note: attualmente la via risulta chiodata a p.i.x. (chiodi a pressione artigianali) ma è in corso la richiodatura a fix.

Vie aperte al Corno Lino, in ordine cronologico:
•    Angelo dell’Altissimo, Alessandro Federici, 1999
Sviluppo: 250m per 8 lunghezze di corda.
Difficoltà: 6c+ (6a+ obbligatorio).
•    Goodbye Moira, Ivan Moscardi e Paolo Baisini, 2012
Sviluppo: 260 mt.
Difficoltà: 7a+ (6a+/b obbl.) - RS2.
Note: via a spit, clessidre e chiodi (chiodatura buona).

No Ponte no Party, alpinismo classico d’ingaggio
di Walter Polidori


Val Camonica, così vicina a casa mia, eppure mai visitata prima di questa occasione.
Conosco Ivan Moscardi, uno dei due apritori della via, perché abbiamo fatto insieme il corso per istruttori nazionali di alpinismo del CAI nel 2008. Gran personaggio, ma non eravamo diventati amici.
La vita però riserva sempre sorprese, e per fortuna anche positive. E’ così che nel 2015 Ivan mi chiama per sentire come va e per parlarmi di questa nuova via aperta. Vengo a sapere che ha aperto diverse altre vie e che ama un tipo di alpinismo a me molto vicino. Facciamo qualche via insieme e abbiamo modo di apprezzare i punti di interesse comune. Soprattutto, a entrambi interessa l’esplorazione di nuove strutture e l’avventura che si vive nell’aprire nuove vie.
Insomma, ci rendiamo conto che forse avremmo potuto anche iniziare prima ad andare insieme in montagna, da amici, ma meglio tardi che mai…
Tra un impegno e l’altro passa un po’ di tempo, ma a fine inverno 2016 comincio ad avere voglia di ingaggio e di arrampicata su vie classiche di roccia. E’ così che mi torna in mente No Ponte no Party, la via dell’amico Ivan. Due amici, Alessandro e Battista, accettano di buon grado di andare a visitare questa parete nuova per noi. A Boario incontriamo Ivan, che ci accompagna fino alla base della parete. Non può salire con noi perché ha un problema alla spalla, ma lungo l’avvicinamento ci racconta un po’ di aneddoti legati all’apertura (oltre che portarmi “forzatamente” lo zaino in segno di amicizia…). Traspare chiaramente la sua voglia di trasmettere le emozioni provate; solo chi ha aperto una via può capire fino in fondo cosa ci sia dietro una esperienza del genere, la voglia di piangere di felicità quando arrivi in cima.
Confesso che sono stato un po’ in apprensione pensando alla via; so di che pasta è fatto Ivan, e i Camuni in generale. Gente forte, che non ama farsi pubblicità. Gente che quando ti conosce non ti da molta confidenza, ma se poi ne diventi amico ti da l’anima.
I tiri filano uno dietro l’altro, tutti impegnativi, alcuni anche molto ingaggiosi. Non posso non pensare all’apertura, alla chiodatura classica che solo in un secondo tempo è stata migliorata per i ripetitori. Sicuramente si tratta di una via impegnativa, la roccia è buona ma con alcune zone friabili dove l’esperienza è necessaria. Avevo pensato bene nei miei timori, ma la via è bella e sono felice di averla percorsa, così come i miei due compagni di cordata. Scendiamo ormai con le ultime luci, soddisfatti come quando si fa un “vione” in Dolomiti.
Grandi questi Camuni, ora ne sono ancora più convinto.


Scheda della via

Val Camonica – Corna Clem (1200m)
via No Ponte no Party-i
Primi salitori: Moscardi Ivan e Baisini Paolo, inverno 2012.
Accesso stradale : raggiungere Darfo Boario Terme in Valle Camonica. Da Darfo, al semaforo nei pressi della stazione termale, si seguono le indicazioni per Val di Scalve e Angolo Terme. Dopo circa 4km si arriva a Garzone, dove si svolta a dx dopo il semaforo in centro paese adiacente alla chiesa. Seguire la strada che sale con tornanti fino ad un parcheggio sulla sx, poco prima di una chiesetta.
Avvicinamento: Si segue la strada che passa a dx della piccola chiesetta. Si trovano sulla strada delle indicazioni per Pianezze. La strada finisce e si continua per mulattiera-sentiero che sale nel bosco. Si segue il sentiero principale, fino ad un bivio con indicazione “vie ai corni”. Si segue questa indicazione per sentiero meno segnato, con ometti, fino ad un’altra deviazione, dove si va a sx per  Corna Clem. Si arriva contro la parete, la si costeggia verso sx e si arriva alla base della via.
Tempo: circa 1h.
Attacco: sotto la direttiva di un chiodo, alla sx di uno spigolone.
Discesa: si effettua in corda doppia.
Indicazioni faccia a monte:
1-doppia dalla sosta 12 alla sosta 11 alla base del camino finale;
2-doppia dalla sosta 11 alla sosta 10 su albero;
3-doppia dalla sosta 10 alla sosta 8 su due chiodi con cordone;
4-doppia dalla sosta 8 ad un albero con cordone (60-61m, attenzione!!!), sulla verticale della sosta;
5-doppia ad un albero con cordoni sul tiro 4, tra la sosta 3 e la sosta 4;
6-doppia ad un albero con cordoni sulla verticale della sosta;
7-doppia dall’albero alla base della via, poco a dx dell’attacco della via.
Difficoltà: VIII- max, VI+/A1 obbligato.
Sviluppo: circa  430m.
Materiale: serie di friend fino al numero 3 BD, martello e qualche chiodo.
Esposizione: sud.
Tipo di roccia: calcare di varia qualità, da ottimo a friabile. Presenza di zone con erba.
Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno , ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
Tempo salita: circa 8h per l’arrampicata.
Riferimenti bibliografici: non esiste bibliografia dove al momento è riportata questa via.
Relazione:
Lunghezza 1: salire per muretto verso il chiodo visibile dal basso. Proseguire salendo in obliquo verso sx arrivando ad una piantina. Si continua a salire in obliquo verso sx, praticamente sempre sulla parete compatta che si trova sotto delle volte strapiombanti. Si sosta in corrispondenza di una clessidra con cordino + chiodo (25m, VI-, sul tiro 4 chiodi e un cordino incastrato);
Lunghezza 2: si sale dritto su placca verticale molto compatta, protetta con spit e chiodi. Si arriva ad un cordone penzolante assicurato ad un chiodo, superato il quale si raggiunge più facilmente la sosta su due chiodi, sotto un muro verticale a dx (25m, VIII- oppure VI+/A0, sul tiro 5 spit e 3 chiodi);
Lunghezza 3: su per il muro a dx della sosta, dove si vedono due chiodi in una fessurina. Superato il primo tratto difficile, si raggiunge una spaccatura, da cui poi andare ad una fessura-spaccatura più a dx. La si risale brevemente ad arrivare ad una zona abbattuta, dove si trovano due cordoni in clessidra. Da li salire lo speroncino sovrastante (cordone in clessidra poco visibile), arrivando ad una zona erbosa che si risale per arrivare ad un bel terrazzo (“oasi”) dove si sosta su albero a dx (45m, VII+ o A0, poi V+, sul tiro 2 chiodi e 3 cordoni);
Lunghezza 4: salire uno strapiombo faticoso (3 chiodi), si arriva ad un albero con cordoni e maglia rapida (è una delle calate) e ad una successiva fessura-lama molto bella. Continuare per grossi massi e arrivare ad una zona abbattuta dove occorre attrezzare una sosta (35m, VII+ o VI/A1, sul tiro 4 chiodi, un grosso nut incastrato, un cordino);
Lunghezza 5: andare verso la parete ad una piccola cengetta erbosa (chiodo), traversare a dx ad un altro chiodo e salire per parete verticale ad una piantina. Si sale ad un altro chiodo e poi si sale obliquando verso dx ad arrivare ad uno spigolo che si segue fino ad una sosta su albero + fix (30m, VI, delicato per presenza di erba. Sul tiro 5 chiodi e due cordoni in clessidra);
Lunghezza 6: su per terreno erboso e balze, ad una paretina da superare. Si arriva ad una zona più compatta da salire verso sx, fino alla sosta su due chiodi accoppiati, a cui aggiungere il fix poco sopra (30m, V-, sul tiro 1 chiodo e 2 cordoni);
Lunghezza 7: salire la placca compatta sopra la sosta, quindi arrivare ad una zona più rotta, dove si segue un diedro che va ad arco verso sx. Si contornano uno strapiombo ed un tetto, per arrivare ad un parete più aperta che si sale verso sx e poi dritto alla sosta su piantina con cordone rinforzata da un cordone fissato ad un chiodo più in alto (30m, VI+ iniziale, poi VI, sul tiro 1 fix, 7 chiodi e 1 cordone);
Lunghezza 8: salire per erba a raggiungere un diedro-lama ad arco che va verso sx. Lo si segue e si esce su rocce più facili, fino alla sosta su due chiodi con cordone (30m, VII, sul tiro 3 chiodi, 1 friend incastrato, un nut incastrato);
Lunghezza 9: salire il bel muro a buchi a dx della sosta (cordoni), fino a raggiungere una bella fessura verticale con uscita strapiombante (chiodi), dopo la quale si sosta a sx su 3 chiodi, di cui uno in alto con cordone (30m, VII-, sul tiro 4 cordoni e 4 chiodi);
Lunghezza 10: si sale lo spigolo sopra la sosta, si arriva ad una zona facile con erba e si sale un altro muro con belle lame, per arrivare ad un’altra zona con erba, dove si sosta su albero con cordone (25m, VI+, sul tiro 3 chiodi e 1 cordone in clessidra);
Lunghezza 11: si aggira uno spigolo verso sx, quindi si sale puntando ad un grosso masso (instabile???) alla cui sx c’è un ramo secco con cordone. Si sale ancora per muro e si arriva ad una zona erbosa, attrezzata con una corda fissa. La si segue e si arriva in un canale che va verso sx, dove si fa sosta su albero con cordone (60m, VI, sul tiro 4 chiodi e 4 cordoni; attenzione molto delicato per roccia friabile!);
Lunghezza 12: salire sopra la sosta puntando allo spigolo di sx di un evidente diedro-camino. Si sale sullo spigolo fino a quando non diviene troppo difficile e conviene andare nel camino. Lo si risale un po’ in spaccata e poi anche un po’ all’interno, fino ad uscirne poi al termine verso dx (dopo una pianta). Ora si sale per placche con buchi fino ad una zona erbosa attrezzata con corda fissa. La si segue fino ad arrivare alla sosta su albero con cordoni (60m, VI, un passo VI+, poi V). Libro di vetta in una scatola.
Volendo si può continuare fino alla cima con madonnina, con difficoltà di III+ max. (soluzione non verificata).
Note: grande via alpinistica, impegnativa e continua, con zone di roccia delicata e protezioni da verificare.
Da consigliare ad alpinisti esperti, è di grande soddisfazione.
Conosco bene Ivan Moscardi, uno dei due apritori, e lo ringrazio per avermi fatto conoscere questa via.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter “Pres” Polidori, da una ripetizione del 19/03/2016 con Alessandro Pelo e Battista Casiraghi.



 

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