La morte di Potter e Hunt

L'analisi di Filippo Gamba

13 January 2016

Il 18 maggio scorso, un tragico volo pose fine ad uno dei personaggi più rappresentativi di tutta la storia dell’arrampicata, Dean Potter. Ottimo scalatore, free soler unico, BASE jumper di livello e High Liner, Dean era un vero atleta completo ed estremo ma quel maledetto giorno qualcosa non è andato per il verso giusto, ma cosa?

Distrazione? Avventatezza? Tragica fatalità? E’ difficile, anzi, è impossibile stabilire con certezza cosa è successo e sputare sentenze è ingiusto ed egocentrico (leggi la reazione di Alex Honnold sull'accaduto). Una analisi interessante e dettagliata è stata fatta invece da Filippo Gamba, esperto in gestione del rischio. Diciamo subito che, come potrete leggere, Gamba non svela alcun segreto misterioso su cosa è successo o tira fuori dal cilindro le spiegazioni di un evento tragico ma analizza solo possibili fattori che possono essere intervenuti nelle varie dinamiche che hanno portato alla morte di Dean Potter e Graham Hunt. Ringraziamo Filippo Gamba per la licenza a condividere l’articolo.

CASE STUDY: BASE JUMP FATALE DI DEAN POTTER E GRAHAM HUNT - Yosemite, 2015

I FATTI

Dean Potter era un poliedrico atleta dell’estremo: numerose arrampicate di alta difficoltà in libera, traversate sulla slackline senza protezioni, salti con la tuta alare di cui è stato uno dei più attivi sviluppatori. Il 16 maggio 2015 alle 19.45 si trovava, con l’amico (e altrettanto esperto di base jumping) Graham Hunt, a Taft Point 2290 m nella Yosemite valley, pronto per un salto di oltre 1000 m. Il punto critico era rappresentato dal passaggio di un intaglio nella roccia, poco dopo il lancio, sulla cresta del Lost Brother. Il volo era già noto ai due atleti, che lo avevano effettuato (da soli o insieme) almeno 5 volte. Le condizioni meteo erano buone, salvo alcune nuvole ma senza una minaccia di pioggia imminente. D'altra parte, per sfuggire ai controlli dei rangers (il BASE jumping è vietato nei parchi nazionali USA), avevano deciso di effettuare il volo alla tarda sera, poco prima del tramonto. Dopo solo 20 sec dal decollo, Graham si schiantava sulla roccia, sul lato destro, non avendo una quota sufficiente per passare l’intaglio. Jenn, la fidanzata di Dean che assisteva al decollo, dice di aver visto Graham, deviare più volte a destra e sinistra, prima dell’impatto. Graham disponeva di una tuta veloce, ma con minore portanza, e dunque volava più basso di Dean. Infatti Dean è riuscito a passare l’intaglio, ma subito dopo si schiantava sul lato sinistro della parete. L’ipod che Dean aveva montato dietro alla testa, per filmare, si è bloccato dopo 22 sec dal decollo. Entrambi gli atleti sono deceduti all’impatto.

L’ANALISI

Come in tutti gli incidenti, ci sono più cause tra loro correlate e dovute a diversi fattori, che insieme interagiscono per produrre l’effetto finale. Il grafico IDA (Influence Diagram Analysis) della figura ci può aiutare a comprendere la possibile dinamica cause – effetti di questo tragico evento.

1. Partiamo dal livello più basso nel grafico, che rappresenta la fase di STRATEGIA. La decisone di volare alla sera comporta di affrontare l’oscurità. Questa ha effetti negativi sullo stress mentale e, ovviamente, sulla visibilità degli atleti. A livello strategico, forse non era stata definita una procedura inequivocabile su come gestire una eventuale quota troppo bassa per il passaggio dell’intaglio. L’incertezza di Graham, che ha scartato più volte a destra e sinistra, dimostra una indecisione che gli è stata fatale. (La decisione di deviare sulla sinistra, rinunciando al passaggio, si doveva prendere verosimilmente entro 14 sec dopo il decollo, tenuto conto della quota di volo, della velocità già ben oltre i 30 m/sec, e delle possibilità di manovra della tuta alare).

2. A livello di ORGANIZZAZIONE, le procedure di comunicazione con le persone a terra non erano del tutto chiare. Pochi secondi prima del decollo, Graham stava cercando di rispondere con il suo ipod al messaggio della sua fidanzata Rebecca (che si trovava presso l’atterraggio previsto), ma senza successo a causa del campo debole. Ciò potrebbe avere disturbato la concentrazione di Graham proprio nella fase più critica del volo. Dean si è lanciato per primo, con la telecamera rivolta all’indietro, per filmare Graham che avrebbe dovuto seguirlo in volo. Tuttavia, Graham aveva una tuta più veloce, e quindi ha subito sopravanzato Dean, presentandosi per primo al passaggio dell’intaglio. Ciò può avere distratto anche la concentrazione di Dean.

3. Come CONDIZIONI AMBIENTALI, oltre all’oscurità già citata, una corrente discensionale locale o turbolenza (di sera è più probabile la prima), potrebbero avere influenzato negativamente la quota di volo. E’ vero che avevano già effettuato lo stesso volo 5 volte, ma un’esperienza di 5 voli è niente a fronte della variabilità dei parametri aerologici.

4. A livello di CONDIZIONI OPERATIVE e FATTORI UMANI, abbiamo dunque individuato almeno 4 elementi (stress mentale, scarsa visibilità, disturbo nella concentrazione, insufficiente prontezza nella decisione di rinuncia al passaggio) che possono aver contribuito alle due principali CAUSE o AZIONI DIRETTE dell’incidente: la quota insufficiente di volo (nel caso di Graham) e una manovra di volo errata (nel caso di Dean: lui, dopo aver visto l’impatto di Graham, sarebbe rimasto sotto shock per un paio di secondi, sufficienti per non riuscire a correggere la traiettoria di volo, oppure avrebbe istintivamente deviato a sinistra come reazione allo schianto di Graham sulla destra).

Filippo Gamba è autore del libro Libertà di Rischiare, Gestione del rischio in alpinismo, arrampicata e negli sport d’avventura. Su sito dell'editore (Versante Sud) sono disponibili info sulla sua biografia e attività lavorativa.    

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