Diretta dell’acquavite, 250 m, VII

Nuova via in Prealpi Venete

04 September 2020
Matthias Stefani e Matteo Rini propongono una nuova via sul Monte Toraro: la “Diretta dell’acquavite”.

Si tratta di un itinerario alpinistico che supera con linea diretta la parete sud-est dell’imponente pilastro meridionale dominante l’anfiteatro delle Porte del Toraro. Alcuni metri della quarta lunghezza sono in comune con una via aperta dal forte alpinista Franco Zuccollo nel novembre del 1983, probabilmente mai ripetuta e da anni dimenticata.

 

Prealpi Venete (Veneto)
Monte Toraro, pilastro sud-est, 1500 m
Diretta dell’acquavite
Matthias Stefani, Matteo Rini, 27 giugno 2020
250 m, VII (VI e A1), R3

 

Materiale: classico da roccia, una serie di friend (fino al n.3 B.D., doppiare le misure medio-grandi), due corde da 60 m, consigliabile una scelta di chiodi. Tutti i chiodi usati dai primi salitori e tre cordoni su clessidre sono stati lasciati in parete.

Accesso: dall’abitato di Tonezza (Vicenza) percorrere la SP83 per alcuni chilometri fino al bivio che porta a Passo Coe (indicazioni Rifugio Valbona e Melegnon). Svoltare a sinistra e proseguire 3 km per la SP92. 200 m prima del Rifugio Rumor girare di nuovo a sinistra e prendere la strada forestale che scende a valle. Proseguire per 4,3 km (ignorare la deviazione per Malga Toraro) fino al successivo bivio, nei pressi del quale si lascia l’auto. Piegare a destra (tabella con indicazioni sentiero E5) e proseguire per 1 km, prima in leggera salita e poi in discesa, raggiungendo la base dell’evidente pilastro sud-est (la forestale transita proprio sotto). L’attacco della via si trova sulla strada, alla base di una breve placca (chiodo con anello ben visibile), ma è consigliabile evitare il primo tiro, poco interessante, risalendo il boschetto sulla sinistra per una trentina di metri e portandosi alla base dell’evidente placca appoggiata (cordino giallo su clessidra). 10’ dall’auto.

Relazione:

L1: V+, 2 ch., sosta su albero, 30 m;
L2: VII, 4 ch., sosta su 2 ch., 30 m;
L3: VI, 2 ch., sosta su 2 ch., 50 m;
L4: VI+, 6 ch., sosta su 2 ch. e 1 spit in comune con la via di Franco Zuccollo, 30 m;
L5: IV+, 1 ch., sosta su spuntone, 35 m:
L6: facile, sosta su albero, 30 m.
 

Discesa: dalla cima proseguire alcune decine di metri per la breve cresta, quindi scendere lungo un canale erboso sulla destra (faccia a monte) per una cinquantina di metri fino a un grosso faggio attrezzato con cordone e maglia rapida. Fare una prima calata da 55-60 m a raggiungere una grande cengia erbosa. Una seconda calata da 40 m (albero attrezzato con cordone e maglia rapida) conduce a un canale ghiaioso che velocemente riporta sulla forestale. 30’ dalla cima alla base del pilastro.

Informazioni e immagini fornite da Matthias Stefani.

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