I Babbi di Natale

Arrampicata con vista sul Lago di Garda

02 May 2016

Pochi giorni prima di Natale 2015 Walter Polidori, Carlo dal Toè e Gabriele Mainini hanno esplorato il pinnacolo calcareo del Pilastro del Lago, che si eleva al di sopra della riva destra del Lago di Garda, in un'area decisamente meno frequentata rispetto alle vicine Arco e Valle del Sarca. 

La struttura è costituita da ottima roccia, a tratti lavorata a gocce, ma spesso disturbata dalla vegetazione e con blocchi instabili che richiedono attenzione.

Durante la salita i tre hanno sfiorato la via La perla del lago (A. Tonoli, E. Rizz, 1999) per poi proseguire lungo la direttiva dello spigolo di destra del pilastro. Ne risulta un nuovo tracciato, chiamato I Babbi di Natale. E' possibile che la nuova via coincida in parte con quello di un vecchio itinerario, ormai abbandonato, che correva nei pressi dello spigolo. Gli apritori non hanno trovato alcun segno di passaggio.

Di seguito Walter Polidori racconta questa esperienza.

 

Anni di arrampicate in giro per Alpi e Prealpi, decine di viaggi in Valle del Sarca per trovare l’eden alpinistico e la pace interiore dopo settimane di lavoro che ti rubano l’anima…

Non è della Valle del Sarca che voglio scrivere, però. La prima volta che, grazie a un amico, sono andato ad Arco di Trento passando dalla Gardesana Occidentale, mi si è aperto un nuovo mondo davanti, fatto di bei paesi e scorci mozzafiato sul lago di Garda, ma soprattutto di pinnacoli e pareti di roccia che non conoscevo. Parlo di strutture di dimensioni ridotte, ma pur sempre molto belle.

E’ così che, con la solita curiosità che mi fa guardare tutte le montagne e soprattutto quelle che non conosco, mi sono fatto incantare da una bella torre di calcare che si vede dalla strada.

Prima di Natale 2015, il 20 dicembre, decido con Carlo e Gabriele di andare a metterci il naso. Non avendo trovato informazioni sulle pareti della zona speriamo in una prima salita. Non abbiamo cartine ne guide alpinistiche. Siamo i soliti sprovveduti? In parte sì, ma così l’incertezza e l’avventura sono esasperate e più reali.

Dopo un paio di tentativi troviamo una strada che sale nella direzione giusta e poi lasciamo l’auto dove possibile. Saliamo cercando di puntare alla parete, prima per strada sterrata, poi per tracce di sentiero, fino a quando dobbiamo affrontare direttamente uno zoccolo che porta alla base dello spigolo che abbiamo intenzione di scalare. Lo zoccolo è marcio ed erboso ma breve. Siamo allo spigolo, che si presenta inizialmente erboso. Più in alto la roccia migliora, mantenendosi su difficoltà contenute. Non ci dimentichiamo però che non bisogna perdere la concentrazione.

Carlo ci prende in giro dicendo che ha trovato uno spit, ma sappiamo che sta scherzando. Poco dopo però il suo tono di voce cambia e annuncia una sosta con catena… A quanto pare la torre è già stata salita. Poco male, gli spit affrontano la parete ma noi proseguiamo sullo spigolo; altri due tiri divertenti e siamo in vetta, dove troviamo la catena della via che abbiamo incrociato.

Da qui il nome della via: I Babbi di Natale, con “babbi” inteso come “stupidi”, perché siamo saliti senza informazioni e siamo rimasti in parte delusi. La via forse ricalca in parte il tracciato di un vecchio itinerario riguardo al quale non ci sono informazioni. Non abbiamo trovato alcun segno di passaggio ma, naturalmente, se qualcuno ne sa qualcosa si faccia avanti senza problemi!

Dalla vetta il panorama è incredibile: si vede il lago a perdita d’occhio; l’esposizione è costantemente al sole. Siamo a dicembre e si gode di un clima primaverile.

L’euforia in vetta è comunque grande, abbiamo goduto ancora una volta di una giornata speciale, con la tensione che solo un'apertura può dare, accompagnata però dal clima scanzonato che si può creare solo tra amici.

Scendiamo con le ultime luci, con il privilegio di un posto in prima fila con vista sull’orizzonte infiammato di rosso. E poi il solito aperitivo spartano per terra, con vino e varie cose sfiziose per festeggiare la salita. Il momento più bello e irrinunciabile, che si ripete sempre.

A posteriori ho comprato una guida della zona, ho capito quale struttura abbiamo salito e quale via abbiamo incrociato. Però salire senza informazioni ci ha permesso di godere di una giornata di pura avventura, trovando un avvicinamento indipendente e una nuova linea di salita. Una linea classica, senza pretese ma divertente, in un contesto ambientale unico, a breve distanza dall’eremo di San Valentino.

Quando arrivi in cima continua a salire…

 

Pilastri di S.Valentino, Prealpi Bresciane (Lombardia)

Pilastro dell’Ago – versante sud est

I Babbi di Natale

Walter Polidori, Carlo dal Toè, Gabriele Mainini, 20 dicembre 2015, forse ricalcando almeno in parte il tracciato di una vecchia via.

170 m. V+

 

Materiale: serie di friend (fino al n° 3 Camelot), martello e scelta di chiodi, due corde da almeno 55 m.

 

Accesso stradale: provenendo da Brescia Est, percorrere la strada Gardesana Occidentale (indicazioni per Salò, Riva del Garda). In zona Muslone (poco prima di Piovere, Madonna di Montecastello e Campione del Garda) individuare sulla dx il Bed and Breakfast “Il sogno sul lago”. Dopo di questo prendere la prima via a sx. Seguire questa strada, che diventa man mano più ripida e sterrata e poi diventa impraticabile in auto. Parcheggiare dove possibile.

 

Avvicinamento: seguire la strada sterrata fino a una recinzione privata. Salire allora direttamente nel bosco fino a incontrare un'altra strada sterrata. Seguirla verso sx fino a trovare una traccia che sale nel bosco a dx. Salire per tracce (radi segni gialli) arrivando a un pendio con pietraia. Risalirlo e, al suo termine, raggiungere un colletto a dx. Ora si trova di nuovo una traccia. Doppiare uno spigolo verso dx e continuare fino a raggiungere il lato dx dello zoccolo della parete. Salire per roccette molto instabili (pericoloso) fino al culmine dello zoccolo. Da qui salire, per pendio meno ripido, verso lo spigolo destro della parete. Il percorso non è evidente e si presta a diverse varianti. Prendere sempre come riferimento la parete. Tempo circa 60’.

Probabilmente è possibile arrivare all’attacco più facilmente e con meno pericolo da sx, come descritto nelle relazioni delle altre due vie presenti in parete (soluzione non verificata).

 

Relazione:

L'attacco è in corrispondenza delle prime roccette sulla dx della parete, molto erbose.

L1: salire per roccette facili, un po’ sporche, puntando ad un bello spigoletto sotto ad un grosso albero, in alto a sx (lasciato un cordone di passaggio su un alberello). Dall’albero continuare facilmente per roccia con vegetazione fino a fine corda, sostando su albero. Se possibile, in funzione della lunghezza delle corde, raggiungere un albero con cordone nel soprastante boschetto sospeso. Altrimenti, tirare una mezza lunghezza di collegamento per raggiungere questo punto. IV+, 55 m;

L2: dall’albero cordonato nel boschetto traversare a sx su bella placca con lame fino ad arrivare ad un piccolo ballatoio (chiodo con cordone). Superare un muretto a sx e continuare più facilmente verso un evidente albero, dove si trova una sosta su vecchi spit e catena. V, 30 m;

L3: salire verso un alberello a dx, poco sopra la sosta, e continuare a salire verso dx fino a una fessura grigia strapiombante. Evitare la fessura (sporca e polverosa) per un gradino a dx, dal quale si raggiunge e si segue direttamente lo spigolo. Uscire su roccette abbattute sul filo di una crestina. Sosta su albero con cordone, V+, 30 m;

L4: seguire direttamente lo spigolo, quindi continuare su roccia più facile ma a tratti delicata fino a un terrazzo detritico. Salire ancora per muretti molto belli, con buchi e lame, puntando poi a un albero verso dx, su una placca liscia. Salire in una spaccatura che si trova dietro l’albero e costituisce il punto debole di una fascia leggermente strapiombante. Continuare brevemente per placca molto lavorata fino alla sosta, su due vecchi spit e catena, poco sotto la cima. V+, 55 m.

Tempo salita: circa 3h.

 

Discesa: in doppia sulla via. Doppia 1: dalla S4 alla S3, su albero con cordone; doppia 2: alla S2 su spit con catena; doppia 3: in obliquo verso dx (faccia a monte) a raggiungere il boschetto sospeso, fino ad albero con cordone; doppia 4: in leggero obliquo verso dx (faccia a monte) fino alla base dello spigolo. Per scendere dallo zoccolo è possibile tirare altre due doppie: la prima da un albero con cordone poco sotto l’attacco della via, la seconda sempre da un albero con cordone alla base dello zoccolo, in corrispondenza di un canale ghiaioso (circa 55m). Dal canale seguire il percorso di avvicinamento.

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