La Fenice, 8c, 150 m

Nuova via di alta difficoltà alla Rocca dei Campanili (Mongioie)

10 June 2022
Matteo Gambaro e Alessandro Cariga hanno aperto La Fenice, una via di alta difficoltà sull’ottima roccia della soleggiata Rocca dei Campanili (Mongioie).

La nuova linea parte a sinistra della più accessibile Due bottoni nel pozzo (A. Pozzi e compagni per i primi due tiri, conclusa da Marco Valente e Christian Rizzo nel 2011. 7b, 6b+ obbl.) e condivide con quest’ultima parte di L4 e L5. I tiri inferiori affrontano direttamente la grande prua strapiombante che caratterizza il settore destro della parete.

Matteo Gambaro racconta:

Come arrampicatore sportivo ho avuto qualche esperienza su multiplitch sportive in passato ma mi ritengo un pivello... Come chiodatore, ho aperto tantissime nuove linee in falesia, quasi sempre di alta difficoltà, ma o chiodando dall'alto, oppure dal basso ma in A/0. Sentivo il bisogno, la curiosità e l'istinto di provare a fare qualcosa di diverso con regole nuove e mettermi in gioco su un terreno a me poco avvezzo.

Ho iniziato così a pensare di provare ad aprire una via multipitch dal basso con un’etica che si avvicinasse all'utilizzo del trapano "onesto" come i grandi maestri Vigiani/Larcher e le loro innumerevoli aperture di alta difficoltà in montagna.

Trovare una linea vergine con queste caratteristiche non è certo facile almeno per me che non ho la possibilità di viaggiare tanto e sapendo che sarebbe stata una "cosa" lunga... e a più riprese, ho iniziato ad informarmi se ci fossero pareti ancora intentate in un raggio di due ore. Condivisa l'idea con Ale, ho deciso di tornare dopo 30 anni sotto le pareti dei Campanili del Mongioie, il calcare più bello delle Alpi Marittime, paragonabile ai Picos o al Wenden, luogo di storiche aperture... in cerca di spazio libero.

Con poche speranze e con l'idea più di una scampagnata che di una ricognizione, ci accorgiamo che incredibilmente la grande prua strapiombante sul lato destro non è mai stata tentata! Presto capiremo il perché...

In più giorni Matteo e Alessandro si sono cimentati nella difficile impresa dell’apertura e chiodatura dal basso. Con pazienza hanno elaborato una sorta di metodo “kamikaze” per chiodare. La parete infatti è tanto strapiombante che la salita con tutto l’armamentario per l’apertura è impossibile.

Ho subito capito che l'unico modo di tentare un’apertura fosse lasciare tutto il materiale (trapano, martello, ecc.) e provare a salire fino a quando avevo troppa paura, apprendere e addomesticare le sequenze e volare! Riposare, pensare su quale presa potevo permettermi una isometria di almeno 10 secondi per iniziare a forare e poi abbandonare il foro e saltare… Il problema era gestire il volo con il trapano, sia per me che per Ale, ma avendo provato più volte i voli, un po' come in falesia diventavano addomesticati.

Con pazienza e un gran numero di lunghi voli i due sono riusciti a concludere l’apertura e successivamente Matteo ha realizzato anche la libera di L1 e L2.

A parere nostro la via è semplicemente incredibile. Se è vero che le difficoltà della via sono nei primi due tiri, la particolare esposizione e il grande vuoto attorno fa sembrare di essere molto più in alto già alla sosta di L1. La prima lunghezza è molto progressiva e corposa con forse l'obbligatorio con protezioni più distanti. È una magnifica prua immensa. L2 è forse la cosa più bella che abbia mai chiodato… progressiva con le sezioni più difficili in alto e si passa grazie a due verticali piccolissimi a cui si arriva molto provati. Senza uno di questi sarebbe stato tutto liscio e avremmo dovuto abbandonare.

Incredibile siamo stati davvero fortunati! Ci siamo subito accorti che L2 era estrema ma bellissima; tuttavia avendo scovato le sequenze e abbozzato le sezioni a più riprese per progredire in apertura ero convinto fosse salibile. Il problema era gestire forze, aderenza in una lunghezza che sarebbe comunque molto continua e strapiombante in falesia con quasi nessun riposo in alto e molto precaria.

 

Mongioie, Alpi Liguri (Piemonte)
Rocca dei Campanili 2390 m, versante sud
La Fenice
Matteo Gambaro, Alessandro Cariga, estate 2021
150 m, 8c, 7c obbl.

 

Materiale. Classico da arrampicata, corde da 60 m.

Accesso. Salire in auto a Viozene (CN) in Alta Val Tanaro. Raggiungere il Rifugio Mongioie su sentiero segnalato. Ancora su sentiero (dir. Passo del Cavallo), poi per prati dirigersi alla base della parete con percorso evidente.

Relazione.

L1: 8a, 7c obbl., 11 spit, 38 m;

L2: 8c, 7c obbl., 12 spit, 35 m;

L3: 7a+, 6c obbl., 9 spit, 30 m;

L4: 6b+ (obbl.), 7 spit. Dopo i primi tre spit il percorso è in comune con la via Due bottoni nel pozzo). 25 m;

L5: 6b+, 8 spit, 25 m.

Discesa. Come per Due bottoni nel pozzo. Dall’ultima sosta di Due bottoni… fare una prima doppia raggiungendo una sosta di calata (45 m, a destra di Due bottoni… guardando la parete). Da lì calarsi a S2 di Due bottoni… (45 m), quindi a terra (55 m). è possibile scendere lungo la via di salita ma occorre prestare attenzione in L1 e L3 (forte strapiombo) e valutare se da S2 si arriva a terra con una doppia di 60 m totalmente nel vuoto. In alternativa scendere a S2 ripassando il materiale sulla via.

 

MR. Informazioni e immagini di Matteo Gambaro.

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