Le Iene, 6c e A1, 300 m

Nuova via sul Corno Gioia’, Gruppo dell'Adamello

12 October 2020
Matteo Castellini, Luigi Froldi e Jacopo Pianta hanno aperto Le Iene, una nuova via sul Corno Gioia’ (Gruppo dell'Adamello).

Le Iene attacca a destra di Gioià nell'anima (Gianni Tomasoni, Sibilla Bariani, 2012), la incrocia alla S4 e prosegue alla sua sinistra, correndo in modo indipendente attraverso l’ampio e soleggiato versante sud-est del Corno Gioia’.

La nuova via è stata aperta in due tempi. Il primo giorno di “lavori” infatti è stato interrotto da un piccolo incidente, come raccontano gli apritori.

Una rapida occhiata alla parete per decidere dove salire la prima sezione e poi via. Parte Caste [Matteo Castellini] per mostrare a Gigio [Luigi Froldi] (che non ha mai piantato un fix in tutta la sua vita) la tecnica che si utilizza per aprire una nuova via. Arriva su una cengia, dopo 25 m pianta un fix. Con un friend accanto la prima sosta è fatta, recupera il saccone e poi Gigio.
Giunto sulla cengia Caste gli domanda se si sente di aprire la prossima lunghezza e lui gli risponde di sì. Il tiro è principalmente di placca e Gigio la placca la domina piuttosto bene. Arriva sul pulpito dove avrebbe voluto sostare e posiziona un cliff per recuperare il trapano. Aimè il cliff, mai usato in vita sua, gioca un brutto scherzo e Gigio si ritrova a ripetere in discesa la placca appena salita. Insuccesso immeritato.
Dopo il misfatto, Caste lo cala fino alla S1 e, dopo un attimo di tregua, riprende la testa della cordata finendo ciò che il suo compagno non aveva portato a termine. Recupera il saccone e Gigio e poi parte sulla L3. Un passo in traverso lo porta in un lungo diedro articolato in più sezioni. Le difficoltà qui crescono ed il diedro non sempre è fessurato come sarebbe nel paese dei balocchi. Tuttavia, arriva ad attrezzare la S4 su delle balze erbose da dove recupera il saccone e il compagno, che sta diventando più lento del primo a causa delle botte. Da qui sale in direzione della S5 di “Gioià nell’anima”, aprendo poi L5 ben distinta a sinistra dell’itinerario già esistente.
Gigio, che ha stoicamente resistito finora, è distrutto e vuole scendere. A malincuore Caste accoglie la sua supplica. Dovrà tornare a vendicarlo con il loro amico con Jacopo.

Il secondo tempo dell’apertura arriva alla fine del mese, il 30 settembre. Matteo Castellini torna a concludere l’opera, questa volta con Jacopo Pianta.

Ritrovato il materiale lasciato alla base della parete, reso po’ croccante dalle basse temperature delle notti precedenti, Caste e Jacopo salgono dai primi tiri di “Gioià nell’anima” e raggiungono l’ultima sosta attrezzata nel precedente tentativo. Caste parte alla volta del famigerato muro rosso terminale, con l’aspettativa di raggiungere la cresta sommitale in due lunghezze non eccessivamente impegnative. Sale per le fessure iniziali una quindicina di metri e traversa deciso verso destra per raggiungere un appoggio e vincere la placca nel punto apparentemente più debole. Il resto della placca si rivela particolarmente liscio… Da qui, il “cinema”. Sale inizialmente tendendo a destra, agguanta poi lo spigolo e pianta il secondo fix. Aggirato lo spigolo, riesce a posizionare un buon nut che gli permette di piantare abbastanza comodamente il terzo fix. Piantato il quarto, sale verticalmente verso una lama dove posiziona inizialmente un chiodo e poi un fix, prima dell’uscita in sosta.
Jacopo, ormai infreddolito, si prepara alla battaglia e dopo qualche rantolo raggiunge l’amico. Gli ultimi preparativi e parte Caste sulla placca a sinistra dello spigolo che lo porta in cresta e, festeggiato il traguardo col compagno, attrezzano la calata per raggiungere l’ultima sosta di “Gioià nell’anima”. A terra, sono le 18:30. Il tempo di una sigaretta e via verso la strada di casa.
Due ore e mezza dopo arrivano a Malga Lincino e partono carichi come non mai per la cena già pronta a casa di Gigio, dove per loro fortuna la cucina è ancora aperta.

 

Gruppo dell'Adamello, Alpi Retiche Meridionali (Lombardia)
Corno Gioia’ 3050 m, parete sud-est
Le Iene
Matteo Castellini, Luigi Froldi, Jacopo Pianta, 12 e 30 settembre 2020
300 m, 6c e A1 (7b?), RS2, III

 

Materiale. Classico da roccia, corda da 70 m, 8 rinvii, fettucce per allungare le protezioni, una serie di friends (fino al n.3 BD), microfriends, serie di nuts e micronuts.

Accesso. Salire in auto a Malga Lincino in Val Saviore (Val Camonica, BS). A piedi seguire il sentiero che conduce al Rif. Lissone e proseguire in Val Adamè fino al Rif. Baita Adamè. Da qui seguire il sentiero che conduce al Passo Poia fino a superare un tratto attrezzato con catene nei pressi di un canalone. Ala fine del tratto attrezzato il sentiero curva a sinistra. A questo punto abbandonarlo e prendere una traccia sulla destra (ometti) che si dirige alla parete del Corno Gioià. Seguire al meglio gli ometti senza prendere quota e raggiungere un primo canale. Superarlo e proseguire per traccia di sentiero, con qualche saliscendi, fino a un secondo canale. Oltre il canale salire per prati e ghiaioni alla base della parete. L’attacco della via si trova circa 40 m a destra del grande canale che divide l'anticima dal Corno Gioia’ vero e proprio, 15 m a destra di Gioià nell'anima e immediatamente a sinistra della chiazza bianca di un recente distacco. 3h30’-4h dal parcheggio di Malga Lincino. Possibilità di bivaccare abbastanza comodamente alla base della parete sotto a un evidente grosso masso che forma una sorta di tettoia.

Relazione.

L1: Salire lungo una placca e il successivo diedrino fino al primo fix. IV+, sosta su un fix da integrare con friend, 25 m;

L2: salire in placca cercando i punti deboli in direzione di un piccolo diedro poco marcato. Proseguire per una lama e in placca senza percorso obbligato fino a un piccolo tetto che si aggira a sinistra. Traversare leggermente a destra, poi salire dritti alla sosta sotto i tetti. 6a, 3 fix, sosta su fix e ch., 45 m;

L3: traversare a sinistra per accedere al diedro sovrastante. Risalirlo, tendendo poi a sinistra, fino a raggiungere la sosta posta sopra ad alcuni ciuffi d'erba. 6b, 3 fix e 1 ch., sosta su 2 fix, 50 m;

L4: traversare a sinistra puntando a un fix in placca, poi procedere senza percorso obbligato verso una sosta di Gioià nell'anima già ben visibile dalla S3. V+, 1 fix, sosta su 2 fix di Gioià nell'anima, 35 m;

L5: traversare a sinistra per una decina di metri, poi salire dritti inizialmente lungo placche e lame bianche e successivamente lungo lame scure, passando a sinistra di alcuni ciuffi d’erba. 6a+, 2 fix, sosta 1 fix da integrare con friend, 50 m;

L6: scalare le fessure sopra la sosta e proseguire lungo uno spigolo, tendendo leggermente a destra, fino alla base di una placca rossa. Traversare a destra verso il primo fix e proseguire prima in placca, poi a cavallo dello spigolo. Tornare infine in placca e proseguire verticalmente fino alla sosta. 6c e A1 (7b?), 5 fix, 1 ch. e 1 nut, sosta su 2 fix, 50 m;

L7: aggirare lo spigolo sulla sinistra e salire verticalmente per placche fessurate fino in cresta, dove si trova l’ultima sosta. V+, sosta su 1 fix e spuntone, 45 m.

Discesa. Dall’ultima sosta calarsi 25 m verso destra (faccia a monte) per intercettare l’ultima sosta della via Gioià nell’Anima. Scendere quindi lungo quest’ultima (nove doppie da max 35 m ciascuna).

Relazione e immagini fornite dagli apritori.

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